Martiri del 7 Luglio cinquantanove anni dopo

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Il 59° anniversario della strage del 7 luglio diventa, all’Arena del cinema estivo ex-Stalloni di via Samarotto, l’occasione per una riflessione che si snoda attorno alle parole diritti, identità collettive e territorio Emiliano.

A partire dalla visione di Giusti di Matthias Durchfeld e Andrea Mainardi (Italia, 2019) e Senza Rossetto di Silvana Profeta e Emanuela Mazzina (Italia, 2018), la prossimadomenica 7 luglio (ore 21,30) l’Arci di Reggio Emilia con Istoreco e Cgilcostruisce un ponte ideale tra il sacrificio dei 5 martiri caduti a Reggio Emilia, le donne e gli uomini che in Emilia-Romagna rischiarono la propria vita per salvare ebrei perseguitati e infine, le memorie delle donne che costruirono la strada che portò al 2 giugno del 1946, data che vede le donne italiane acquisire per la prima volta il diritto al voto.

Sono memorie minute, emotive e nascoste che parlano di libertà e antifascismo. Politica e determinazione dei diritti per tutti a partire dalla sacrificio di alcuni. 

Prima della visione dei documentari il regista di Giusti Andrea Mainardi dialogherà con il giornalista Adriano Arati per introdurre la pellicola e i temi della serata.

Le tre storie raccontate in Giusti sono tutte ambientate in Emilia Romagna. Quella di Bruno Modena, che in fuga da Milano si rifugiò a Quara di Toano sull’appennino Reggiano, protetto dal sacerdote Enzo Boni Baldoni; quella di Cesare Moise Finzi di Ferrara, che trovò rifugio in Romagna grazie a una estesa rete di solidarietà; quella di Geppe Bertoni, che nascose un’intera famiglia di ebrei a Nonantola in provincia di Modena.

Senza Rossetto è un film che costruisce una narrazione polifonica e complessa. Raccoglie le storie personali ed intime di tante donne distanti per classi sociali e geografie, per ideali e visioni del mondo, riattiva i ricordi del passato sulla dittatura, la guerra, l’antifascismo, la libertà raggiunta ed innesca riflessioni sul presente e sul futuro che ancora le attende. Il nome di Senza Rossetto fa riferimento alla raccomandazione impartita alle elettrici di evitare il rossetto per non sporcare la scheda che doveva essere umettata e incollata, pena l’invalidazione.

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