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Ma la bellezza ci salverà comunque, perché basta guardarle certe cose e ascoltarli certi suoni per convincersi che hanno la forza di un vaccino

Parole in libertà, in giorni senza libertà: chiusi per virus, non possiamo fare. Ma possiamo continuare a pensare…

Giorno 33

La forza della solitudine, la potenza della voce. Ci sono giorni in cui le suggestioni ti autorizzano a essere più ottimista, e a convincerti che se alla fine andrà tutto bene non sarà grazie a uno slogan buttato lì senza una ragione precisa, ma perché esiste la grazia delle cose.

Preghiera e musica, ieri, mi hanno convinto che l’antidoto ce l’abbiamo già. Che la peste può fare strage, ma che non potrà mai essere più forte della bellezza.

Sembrano solo parole, ma le immagini contano. Ed è bellezza pura quell’uomo stanco vestito di bianco che dice cose finalmente chiare all’Europa, senza sorridere mai ma anche senza urlare. E’ bellezza l’immensità di quella basilica, il gelo caldo del marmo, la magnificenza sobria della Piazza. Ma è uno schiaffo al virus anche il canto di un altro uomo senza occhi, in un’altra chiesa vuota e lucida, cuore di una città deserta dove l’oro di una madonnina brillante cura e vigila.

Da Roma a Milano, le capitali del mondo sovrappongono la loro meraviglia, i lumini che segnano la strada, il suono del Panis Angelicus tra le vetrate, sui pavimenti, la cupola grande e le guglie. Amazing Grace sul sagrato, stupenda grazia, appunto: ero cieco ma ora vedo, dice la canzone, quella grazia che mi ha guidato nella paura. Tanto, troppo di tutto, accidenti: non potrà non arrendersi quel male nascosto di fronte a questa enormità, dono immeritato ma nostro.

Ricordiamocelo, non vantiamocene e non sbattiamolo in faccia agli altri come se fosse un passaporto per ottenere aiuto e rispetto. Abbiamo cose meravigliose senza aver fatto nulla per pretenderle, quasi tutta la bellezza che possediamo è il frutto del lavoro di altri, centinaia, migliaia di anni fa. Uomini che hanno costruito cattedrali e fatto il Rinascimento, composto inni e scritto melodie inimitabili. E ci hanno lasciato in regalo l’eredita della luce che sprigionano, insieme alla pena di sapere che noi non siamo e non saremo mai bravi come loro.

Ma la bellezza ci salverà comunque, perché basta guardarle certe cose e ascoltarli certi suoni per convincersi che hanno la forza di un vaccino. E che Dio c’è, anche solo perché ha permesso che esistano. Non è ancora nato un nemico tanto forte per cancellare un capolavoro: l’armonia è la cura, il disinfettante universale.

Qualcuno ha scritto che per sapere quanto un uomo sia ricco occorre chiedergli quanta bellezza abbia vissuto. Noi, chi più chi meno, siamo ricchi abbastanza per resistere ancora a lungo. Basta aprire gli occhi e liberare le orecchie.

da Avvenire