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Luigi Tenco, un mistero lungo 50 anni Fu suicidio o omicidio quello del cantautore?

Fu suicidio o omicidio quello di Luigi Tenco?

A 47 anni dalla morte del cantautore, ucciso da un colpo alla testa il 27 gennaio del 1967 nella stanza di un albergo a Sanremo dopo la sua esclusione dal Festival, il giornalista forense Pasquale Ragone, che dal 2007 indaga sulla vicenda, è convinto che molte cose siano ancora da chiarire.

Per questo, a dispetto della sentenza di archiviazione emessa nel 2009 dalla Procura della Repubblica di Sanremo, dopo che era stata riesumata la salma del cantante ed erano stati fatti accertamenti balistici, autoptici e grafologici, Ragone è tornato alla carica depositando oggi alla Procura della Repubblica di Roma una richiesta di verifica dell’accertamento balistico.

Nell’istanza, il giornalista denuncia una serie di ”incongruenze” rilevate nel fascicolo giudiziario presentando a supporto delle sue ragioni le consulenze di tre esperti, lo psichiatra forense Francesco Bruno, il professore di balistica Martino Farneti e il grafologo Vincenzo Tarantino. ”Dalle conclusioni delle tre consulenze – scrive- emerge che (1) la pistola di Luigi Tenco (con la quale quest’ultimo avrebbe compiuto il suicidio) non sparò alcun colpo né fu mai ritrovata sulla scena dell’evento, (2) sulle mani di Luigi Tenco non sono state trovate particelle trimelliche in seguito allo Stub effettuato, decretando che quindi non fu Tenco a premere il grilletto, (3) il biglietto a firma di Luigi Tenco agli atti dell’inchiesta non fu ritrovato sulla scena dell’evento e presenta elementi importanti che non lo collocano nella casistica degli scritti tipici dei suicidi”.

L’indagine di Ragone, che sulla vicenda di Tenco ha scritto anche due libri (l’ultimo un anno fa, Le Ombre del silenzio, scritto con Nicola Guarnieri ed edito Castelvecchi) sarà al centro questa sera di un servizio di Tv7 in onda su Rai1.

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