Lo spazio di Dio. Estate, questo tempo buono per scoprire chi amiamo

L’estate è quel momento terribile dell’anno in cui scopriamo che quando d’inverno dicevamo che non pregavamo perché non c’era tempo, dicevamo una bugia. Dicevamo non prego perché ho da studiare, devo lavorare, ora non posso perché mia moglie mi aspetta, ma dicevamo così perché mentivamo. D’estate scopriamo di avere tempo, tempo libero, e che non pregheremo. Non penso solo all’andare a Messa alla domenica: mi riferisco alla preghiera solitaria, silenziosa, meditativa, chiamatela come volete. Dimmi a che cosa dedichi il tuo tempo, e ti dirò dove sta il tuo cuore. Capita di chiedere a chi si prepara alla Cresima, per esempio, se Dio è importante. La domanda è fatta da un prete, per cui la risposta è invariabilmente positiva: sì, Dio mi interessa tanto, tantissimo. Come quando la prof di matematica chiede all’alunno se gli piacciono le equazioni: come dire la verità se in ballo c’è la promozione? Quindi, sì, al prete si può dire che Dio interessa molto; che, anche se non vado a Messa e non dico Rosari ‘a Dio, in realtà, ci penso sempre’.

Allora, per cercare di arrivare più vicino alla verità, io faccio un’altra domanda e chiedo a cosa dedichi la giornata, ovviamente al netto delle operazioni ‘necessarie’ tipo mangiare, bere e dormire. Amore, studio, lavoro, internet, sport, amici, sono le risposte più normali. Viene fuori che a Dio, quando va bene, dedichiamo, la sera, un tempo inferiore all’igiene orale. Questa risposta è la verità su quanto sia il nostro interesse per Dio. Gli dedichiamo poco tempo perché non ci interessa. Dimmi a cosa dedichi il tuo tempo e ti dirò qual è la tua gerarchia ‘reale’ di valori: non la gerarchia che ti racconti, quella vera. Il fatto è che noi tutti sappiamo di avere (e di essere) solo l’istante presente. Mentre rispetto allo spazio abbiamo una certa libertà perché possiamo andare e tornare da un posto, perché possiamo dilatare il nostro spazio esistenziale comprando case, terreni; possiamo spostarci più velocemente con auto e aerei; internet e telefonini ci permettono di crederci un po’ ‘dèi’ rispetto al ‘dove’, ma rispetto al ‘quando’, all’ora siamo inchiodati. Posso andare e tornare da un luogo ma non posso ‘tornare’ dal passato o ‘correre’ davvero verso il futuro. Posso solo andare avanti e farlo al ritmo del tempo.

Abbiamo esclusivamente l’istante presente. Siamo solo il tempo presente. Il tempo presente è ciò in cui realizzo la mia vita: «mi realizzo» adesso, e solo adesso. Questo lo sappiamo tutti, quand’anche non ci avessimo mai pensato. Il tempo è una morsa a cui nessuno di noi può sfuggire. Per questo dedichiamo tempo solo a ciò che amiamo e dedicare tempo a una persona è il modo più vero di amarla. Per questo il tempo libero dell’estate è davvero un bel momento per scoprire chi amiamo veramente. E se tra questi amori c’è Dio.

Avvenire

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Blog della chiesa di Santo Stefano a Reggio Emilia (della Parrocchia S. Giovanni Ev. in Santo Stefano e San Zenone). Unità Pastorale Santi Cristanto e Daria