L’iniziativa. Arriva la piattaforma online della gratuità a 360 gradi

Il team di  "Favori in Rete"

Avvenire

«Inizialmente l’idea era quella di creare una piattaforma digitale che consentisse agli studenti universitari di “passare letteralmente” i propri appunti ai loro “colleghi” che a causa di menomazioni fisiche o disabilità non sono in grado di prendere appunti. Poi insieme con i colleghi, abbiamo esteso l’idea ai diversi contesti sociali di problematicità (momentanea o permanente) e abbiamo individuato la quota di mercato segmentando il target tra quei soggetti accomunati dalla mancanza di persone a cui chiedere aiuto». Valentina Zullo, cofondatrice di Favori In Rete, è entusiasta. E racconta molto volentieri la genesi di questa iniziativa che coniuga economia sociale, solidarietà, sussidiarietà e nuove tecnologie. La piattaforma è il risultato di uno studio multidisciplinare iniziato a marzo del 2017 che ha ricevuto nell’ottobre del 2018 una menzione speciale dall’Università del Molise. 

L’idea sfrutta il modello dell’economia della condivisione (sharing economy) ponendola al servizio del sociale, nasce a seguito di un tirocinio sperimentale svolto a Campobasso. In estrema sintesi Favori In Rete è una piattaforma digitale gratuita che collega domanda e offerta di faccende della vita quotidiana, capace di soddisfare le esigenze di qualsiasi membro della società (dei giovani, degli adulti, degli anziani o dei disabili, dei genitori, dei disoccupati, delle persone in carriera eccetera). «Per “favore” – spiega Valentina – si intende una qualunque azione, ordinaria o quotidiana, che non richiede particolari competenze e che può essere svolta nel giro di poche ore. Favori In Rete metterà in contatto richieste ed offerte geograficamente vicine di soggetti che saranno al contempo i fruitori e lavoratori dei servizi della piattaforma. I favori sono suddivisi in due categorie: favore con transazioni monetarie (per esempio fare la spesa); favore senza transazioni monetarie (per esempio portare a spasso cane)». 

Gli utenti sono definiti “richiedente” e “offerente”. Il primo pubblica sulla piattaforma, attraverso un apposito modulo precompilato, una richiesta di svolgimento del favore avendo cura di specificare tutte le informazioni necessarie per il suo corretto espletamento. A tale richiesta verranno suggeriti “offerenti” dell’area geografica vicina e sarà il ‘richiedente’ a scegliere. Non vi sono implicazioni fiscali perché non vi è nessun profitto, tuttavia Favori In Rete ha creato i pacchetti di FirCoin per ridurre l’effetto eccessivo della “duplice tassazione” (per esempio sullo svolgimento di un favore del valore di 2 euro ricevere solo 1,09 euro a causa della percentuale sul transato dei Pos). Il pacchetto è l’insieme di FirCoin (letteralmente moneta di Favori In Rete) che un utente può convertire in euro o altresì, può utilizzarli per richiedere favori.

Attualmente la piattaforma è gestita da Valentina e altri cinque neolaureati del Sud Italia. Alessandra, esperta della Sicurezza Informatica, nel ruolo di data architect (responsabile dell’organizzazione, dell’integrazione e della sicurezza dati); Gabriele, specialista dell’Analisi delle Reti Informatiche, nel ruolo di back- end developer (sviluppo della logica dell’applicazione sever-side); Giuseppe, laureando magistrale in Reti e tecnologie Software nel ruolo di sviluppatore della parte mobile; Alessia, laureanda magistrale in Ingegneria edile-architettonica con il ruolo di graphic designer ( si occupa della parte visuale-comunicativa della piattaforma); Antonio, laureando magistrale in Economia e Finanza, nel ruolo di market developer (gestione strategica del sito). 

«Nelle prossime settimane – conclude la cofondatrice – sarà lanciata un’applicazione mobile per Ios e Android e sarà aperta una sezione del sito dedicato ai Service e Shop ( che permette alle attività commerciali di pagare sotto forma di sponsor un proprio spazio nel form di richiesta/ ricerca dei favori). L’obiettivo nel breve periodo è aumentare la visibilità della piattaforma, nel lungo periodo puntiamo a incrementare le collaborazioni pubblico-privato per creare reti di cura e assistenza».

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