Lettera aperta. I malati di Alzheimer al ministro: nessuna risposta sui fondi

Approvato 5 anni fa, il “Piano demenze” non ha ancora finanziamenti. La presidente della Fondazione: la prima richiesta di un incontro fu a ottobre

Malati e famiglie non possono più aspettare e chiedono al governo di finanziare al più presto il “Piano nazionale demenze”, approvato in via definitiva cinque anni fa ma ancora senza fondi. Lo scrive in una lettera aperta al ministro della Salute Giulia Grillo, la presidente della Federazione Alzheimer Italia, Gabriella Salvini Porro.

A distanza di nove mesi dal primo contatto con la titolare della Sanità (che non ha ancora risposto), l’organizzazione no profit che si occupa della promozione, della ricerca medica e scientifica, della cura e dell’assistenza alle persone affette da demenza, torna a chiedere un riscontro concreto per 1.241.000 malati (l’88% dei quali vive in casa curato dai familiari o da badanti) che «da troppo tempo sono in attesa di provvedimenti concreti».

Telefonate, mail, lettere, per chiedere un colloquio che non c’è mai stato. «Il mio intento era ed è – afferma Salvini Porro rivolgendosi al ministro – quello di spiegarle il motivo che ha spinto noi della Federazione Alzheimer Italia a presentare, in data 8 ottobre 2018, la petizione “Finanziare il “Piano demenze”: malati e famiglie non possono più aspettare”. È certo importante e corretto informare e sensibilizzare sulla demenza, ma noi vogliamo fare anche qualcosa di concreto per le famiglie che ne sono colpite».

La malattia dell’Alzheimer colpisce soprattutto la popolazione “over 65” di sesso femminile ma è tanto più frequente quanto più aumenta l’età e si stima che fra dieci anni i malati di questa forma di demenza senile (detta anche “malattia invisibile” perché non sempre individuabile immediatamente) saranno circa 400 mila in più rispetto al numero attuale. Si prospetta dunque una situazione di estrema gravità sul fronte della cura e dell’assistenza, tenuto conto anche della carenza, nel nostro Paese, di strutture socio-sanitarie (pubbliche e private) adeguate ad accogliere questo tipo di pazienti che mostrano sintomi come disorientamento, panico e ansia, fino a perdere progressivamente l’autosufficienza. Solo il 12,7% alloggia in Residenze sanitarie assistenziali.

Con il lancio della petizione su Change.org da parte di Fondazione Alzehimer Italia, «abbiamo capito – sostiene la presidente – che il nostro obiettivo è condiviso da oltre 125 mila persone, quelle cioè che fino ad oggi l’hanno sottoscritta. Migliaia di italiani le stanno chiedendo, dunque – perché solo lei ha in questo momento il potere di farlo – di prendere in mano il “Piano nazionale demenze”, approvato da quasi 5 anni, ma non finanziato, e destinare finalmente dei fondi che si concretizzino in interventi a sostegno di malati e famiglie per affrontare le difficoltà di ogni giorno».

«Le scrivo una lettera aperta – conclude Salvini Porro – per dimostrare alle 125 mila persone che attendono una sua risposta che non perdiamo la speranza che ci ricontatti per sederci a un tavolo insieme e prendere una decisione a supporto del milione e 200 mila famiglie italiane che ogni giorno vivono a stretto contatto con la demenza». Intanto, l’obiettivo della federazione, oltre ad avere risposte concrete dal ministro Grillo, è quello di raggiungere almeno le 200mila firme alla petizione.


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