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Leggo che càpita al calcio italiano di avere un «presidente di una sola parte». La Repubblica Italiana è e dev’essere ben altro

Sul “Fatto” (5/4, p. 22: “Crisi con vuoto cattolico. Le colpe di un’assenza”) Marco Politi sull’attuale realtà politico-istituzionale: «Nella crisi italiana spicca il grande vuoto del mondo cattolico», le «grandi risorse» dei cattolici «non riescono ad emergere nell’ora critica e risultano di fatto cancellate dalla scena politica». Basta intedersi su che cosa è «scena politica». Se s’intende il parolaio “teatrino della politica” in sostanza è così. Il giorno dopo (6/4, p. 1: “Morti che parlano”) ancora Politi sul triplice suicidio di Civitanova Marche, indice di una tragedia dimenticata da troppi, con riflessione amara: «Bisogna andare a San Pietro per sentire parole come “poveri” ed “emarginati”». E Malpelo controfirmerebbe. Non basta: in questi giorni sempre “Il Fatto” pare l’unica testata (a parte questa) in cui leggi che la candidatura di Emma Bonino al Quirinale, annunciata con toni trionfalistici da (quasi) tutti i giornali, è un’operazione ambigua e falsificante. In prima e dentro per la parte politico-sociale Marco Travaglio documenta alla sua maniera l’insostenibilità di una candidatura che per essere credibile deve nascondere tante, troppe cose, di un lungo passato. Se del resto come leggi (ieri, “Repubblica”, pp. 2-3) «il Presidente dovrà rappresentare l’unità nazionale, e (…) non apparire ostile a una parte del popolo italiano», è chiaro – come qui è già stato scritto – che questa candidatura non è sostenibile. La sua «ostilità» totale a gran parte dei valori condivisi da «parte» considerevole «del popolo italiano», su famiglia, ricerca scientifica, vita nascente e morente è da decenni del tutto evidente. Su “Repubblica” (6/4, p. 59) leggo che càpita al calcio italiano di avere un «presidente di una sola parte». La Repubblica Italiana è e dev’essere ben altro.

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a cura di Gianni Gennari – avvenire.it