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Le parole di Ratzinger sulla rinuncia al ministero​

«“Me l’ha detto Dio” è stata la risposta del Pontefice emerito alla domanda sul perché abbia rinunciato al Soglio di Pietro». Il brevissimo virgolettato attribuito a Benedetto XVI è stato diffuso lunedì dall’agenzia Zenit che lo ha appreso da una fonte che «ha avuto la fortuna di incontrare alcune settimane fa» il Papa emerito e «che preferisce rimanere anonima». Secondo quanto riportato da Zenit, Benedetto XVI «ha poi subito precisato che non si è trattato di alcun tipo di apparizione o fenomeno del genere; piuttosto è stata “un’esperienza mistica” in cui il Signore ha fatto nascere nel suo cuore un “desiderio assoluto” di restare solo a solo con Lui, raccolto nella preghiera».

Questi scarni virgolettati attribuiti al Papa emerito da una non meglio precisata fonte anonima hanno trovato ampio spazio su vari organi di stampa. In realtà le motivazioni della decisione di rinunciare al ministero di vescovo di Roma papa Ratzinger li aveva chiaramente e pubblicamente espressi nella storica ‘Declaratio’ pronunciata in latino lo scorso 11 febbraio. «Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino», aveva spiegato al termine del Concistoro appena celebrato per il voto su alcune cause di canonizzazione
 La stessa spiegazione della sua decisione l’aveva poi ribadita due giorni dopo, in apertura dell’udienza generale di mercoledì 13 febbraio. Davanti a migliaia di fedeli, raccolti nell’Aula Paolo VI, Benedetto XVI aveva infatti ribadito di aver maturato la decisione di rinunciare al ministero petrino «in piena libertà per il bene della Chiesa, dopo aver pregato a lungo ed aver esaminato davanti a Dio la mia coscienza, ben consapevole della gravità di tale atto, ma altrettanto consapevole di non essere più in grado di svolgere il ministero petrino con quella forza che esso richiede». «Mi sostiene e mi illumina – aveva aggiunto – la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura». © RIPRODUZIONE RISERVATA Fu lo stesso Benedetto XVI a spiegare pubblicamente le motivazioni e la maturazione della scelta già l’11 febbraio Il Concistoro dell’11 febbraio
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