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Le meditazioni per la Via crucis che sarà presieduta da Papa Francesco al Colosseo la sera di Venerdì santo

Le meditazioni delle quattordici stazioni della Via Crucis – che sarà presieduta da Papa Francesco al Colosseo la sera di Venerdì Santo, 29 marzo – sono state scritte da giovani libanesi sotto la guida del cardinale Béchara Boutros Raï, patriarca di Antiochia dei Maroniti. Il testo, che sarà pubblicato in questi giorni dalla Libreria Editrice Vaticana (pagine 70, euro 3), rappresenta un grido contro l’ingiustizia, un invito a riscoprire il valore della pace, una testimonianza di solidarietà verso quanti soffrono. Lo spiega il cardinale Raï in un’intervista al nostro giornale.

Qual è il messaggio principale di queste meditazioni?

I giovani hanno potuto meditare sul valore della sofferenza di Cristo, come valore redentivo e di salvezza. In questo modo, si sono espressi a nome di quanti soffrono e hanno trasmesso la speranza della risurrezione. La scelta di Benedetto xvi di affidare a loro le meditazioni è stata un gesto profetico.

Come è nata l’idea?

Ripeto, è stata di Benedetto XVI. Ha voluto dare loro modo di esprimere tutte le ansie e le attese dei popoli del Medio Oriente. Nel preparare le meditazioni i ragazzi sono partiti dalle letture bibliche e hanno indicato tre punti essenziali: la meditazione spirituale, le sofferenze del Medio Oriente e dell’umanità e le attese di speranza in Cristo crocifisso e risorto.

Come hanno accolto i popoli del Medio Oriente l’elezione di Papa Francesco?

Il nostro popolo ha accolto con molto entusiasmo Papa Francesco, che con il suo sorriso e il suo stile fin dalla prima apparizione ha conquistato la simpatia del mondo intero. La sua elezione ha dato anche coraggio al nostro popolo e ha acceso una grande speranza.

(©L’Osservatore Romano 24 marzo 2013)