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L’allarme dell’Onu: «Entro fine anno 700mila profughi»

Crescono in maniera impressionante le dimensioni del dramma della guerra che da 18 mesi sta sconvolgendo la Siria. In base alle stime dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, entro la fine dell’anno il numero di siriani rifugiati nei Paesi vicini potrebbe toccare i 700mila. Attualmente, nei campi profughi di Libano, Iraq, Turchia e Giordania si trovano circa 300mila profughi; cui vanno aggiunti il milione e 200mila di sfollati interni al Paese.
Da Ginevra, l’agenzia ha avvertito che l’Onu sta «andando fuori tempo massimo» nell’affrontare efficacemente la spirale della crisi siriana. Di fronte al rapido aumento dei rifugiati siriani e all’avvicinarsi dell’inverno, l’agenzia ha rinnovato l’appello ai donatori, sottolineando di aver ottenuto finora solo un terzo dei finanziamenti necessari fino alla fine dell’anno. «Abbiamo ricevuto 141 milioni dei 487 milioni di dollari di cui abbiamo bisogno, che rappresentano solo il 29%», ha sottolineato Panos Moumtzsis, coordinatore dell’Unhcr per i
rifugiati siriani.

ASSALTO A UN OLEODOTTO. Un gruppo di uomini armati non identificati ha fatto saltare in aria un oleodotto nella provincia di Hasakah, nel nord-est della Siria. Lo riferisce l’agenzia “Sana”, precisando che l’esplosione sarebbe avvenuta all’interno della stanza delle valvole e avrebbe provocato un grosso incendio dovuto alla fuoriuscita di greggio. L’oleodotto collegava la stazione di pompaggio di Tel Adas a quella di Abyan ad Hasakah.
Sempre secondo l’agenzia di stampa siriana, le operazione di pompaggio sono state interrotte per dare modo ai vigili del fuoco di domare l’incendio. Nel frattempo, riferisce l’agenzia, l’ingegnere Ayman Shaqouf, direttore della stazione petrolifera di Tal a-bayda (sempre nella provincia di Hasakah) sarebbe stato rapito da «un altro
gruppo di terroristi».
L’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria segnala anche un attentato con un’autobomba contro un posto di blocco governativo sull’autostrada tra Aleppo e Damasco, vicino al villaggio di Tel Hadba, nella provincia di Idlib.
I Comitati locali di coordinamento (Lcc) dell’opposizione forniscono un bilancio provvisorio di 22 uccisi nei
combattimenti e nei bombardamenti di oggi, che proseguono nelle province di Aleppo, Homs, Latakia, Idlib e Dayr az Zor. Secondo l’Ondus, nuovi bombardamenti sono stati effettuati anche nella provincia di Damasco, in particolare sui centri di Zabadani, Ebada e Jdeidat Artouz.

avvenire.it