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Laicità “corazzata” in estremi: tra attenzione e ossessione

Attenzione e ossessione in eccesso. “Espresso” (10/1, p. 13: «Prendere esempio da Oltretevere»): per Luigi Zingales il sindaco di Siena, il presidente Napolitano e il premier Letta debbono imitare il coraggio di papa Francesco. A p. 20 poi «Dove c’è Francesco c’è sempre Ignazio»: gioco furbo tra sant’Ignazio e Ignazio Marino «all’ombra di Pietro». Bassino! E l’ossessione? Leggi (“Giornale”, 14/1, p. 24) che Colm Tóibín pubblica un “romanzo” su «Maria… ragazza piena di dubbi circa la missione del figlio» che lei trova «falso e pomposo» e seguito da gente «senza onestà e salute mentale»”. Quando poi lo imprigionano e condannano a morte sul «Golgota» lei se ne va «in fuga dallo strazio» del figlio, «mai nominato» nel «bel romanzo». Titolo del “lancio” in pagina: «La Madonna apocrifa di Colm Tóibín? Una mamma cattolica». Beh! A parte il ridicolo di quel “cattolica” detto di Maria perché “protettiva”, l’ossessione è nella valanga di recensioni ammirate: “Mattino”, p. 15; “Tempo”, p. 16; “Libero”, p. 30 ecc… Clamore? Solo perché quella ragazza, a sorpresa piena di dubbi, sarebbe lei, Maria di Nazaret. Ecco: tra attenzione e ossessione viene in mente Paolo Villaggio: come “La corazzata Potemkin”!

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