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La terra continua a tremare – cresce la sofferenza

“La situazione è molto grave, è venuto giù quel che era rimasto”. Così Luigi Lamma, direttore del settimanale diocesano di Carpi “Notizie”, comunica al Sir le sue prime impressioni dopo la nuova scossa di terremoto di questa mattina, 5,8 gradi richter, con epicentro nel mirandolese. “Oltre cinquemila le persone evacuate dalle loro abitazioni dopo le nuove scosse, 4.500 nel modenese e le altre tra le province di Bologna e Ferrara”. La stima giunge dalla Regione Emilia Romagna, che annuncia l’allestimento di strutture per accogliere, da stasera, 4 mila nuovi sfollati. “La Protezione civile – comunica la Regione – sta lavorando per rafforzare (con un migliaio di posti) le strutture già esistenti, mentre grazie all’aiuto di altre regioni saranno attrezzati 5 nuovi campi di accoglienza con 1.250 posti. In aumento anche gli alberghi disponibili ad ospitare la popolazione delle zone colpite. A Crevalcore due treni speciali con cuccette e posti letto accoglieranno circa 450 sfollati”. Frattanto aumenta il numero dei morti, che ora è arrivato a 15. E verifiche “a tappeto” sono in corso in tutte le strutture ospedaliere e sanitarie della Regione. Informa ancora la Regione che è stato “evacuato, in via precauzionale, l’ospedale di Carpi”, e “i pazienti della rianimazione saranno ospitati nelle strutture di Parma”. “Sempre in via precauzionale, sono state effettuate alcune evacuazioni a Reggiolo, Correggio e Cento. Infine sono in corso sia il trasferimento a Bologna dei pazienti della residenza sanitaria assistita di Crevalcor, sia l’evacuazione degli ospiti delle strutture di Concordia e Cavezzo”.
Un milione di euro stanziati per fronteggiare l’emergenza terremoto. Ne ha dato notizia questa mattina la Cei. “Mentre la terra continua a tremare in Emilia, con nuove vittime, migliaia di sfollati e danni ingenti a case, palazzi e chiese, la presidenza della Conferenza episcopale, con il consenso dell’Assemblea generale – riporta una nota -, ha stanziato un milione di euro come primo contributo per fronteggiare la prima emergenza”. “Da tutta Italia – prosegue – le Caritas hanno già manifestato vicinanza e disponibilità ad aiutare: è stato aperto un centro di coordinamento Caritas a Finale Emilia e ci s’impegna a un affiancamento duraturo, nel medio e lungo termine, nella fase più difficile della ricostruzione materiale e del tessuto sociale, con attenzione alla ricostruzione socio-economica, all’animazione e ai luoghi di aggregazione delle comunità”. Sabato scorso un “contributo straordinario” di 100 mila euro era stato invece stanziato da Benedetto XVI, tramite il Pontificio Consiglio “Cor Unum”, “a sostegno delle attività di assistenza svolte dalla Chiesa cattolica in favore delle vittime”.
Come contribuire
Chi vuole sostenere gli interventi in atto può versare il proprio contributo attraverso i seguenti canali  (causale: “Terremoto Nord Italia 2012”)
diocesi.re.it
30 Maggio 2012 ore 07:01