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La stretta bancaria arriva nei campi

di Andrea Zaghi
Sei imprese agricole su dieci sono oggi a rischio credit crunch, con il costo del denaro in agricoltura che ha raggiunto l’8% ed è superiore del 30% a quello medio degli altri settori produttivi. Insomma, anche l’agricoltura soffre della crisi finanziaria, almeno stando a quanto afferma
la Coldiretti sulla base degli ultimi dati sulla situazione del credito dopo l’allarme lanciato dalla Banca centrale europea sul crescente pericolo insolvenza per le aziende italiane. Una fotografia che delinea uno scenario difficile al pari di quello descritto dall’Ismea che, tuttavia, prende in considerazione tutti gli aspetti produttivi ed economici del comparto. Stando all’Ismea, tuttavia, nel primo semestre 2012 la produzione dell’industria alimentare italiana, «in presenza – viene spiegato in una nota – di una domanda interna in evidente difficoltà e di un export che, almeno verso i Paesi comunitari», non garantisce gli stessi ritmi di crescita dello scorso biennio. Aria di crisi persistente anche per questo comparto, frutto in particolare, spiega l’Istituto, del «deterioramento del potere d’acquisto delle famiglie» che si sta riflettendo anche sui consumi alimentari, un tempo ritenuti incomprimibili. Secondo le rilevazioni Ismea/GFK-Eurisko , il calo dei volumi è risultato su base annua dello 0,7% nei primi sei mesi del 2012. Tra i principali comparti, arretrano latte e derivati (-2,6% i volumi di acquisto), ortofrutticoli (-1,2%), prodotti ittici (-2,2%) e vini e spumanti (-1,8%). Tengono i derivati dei cereali e le carni, mentre crescono lievemente le bevande (+0,4%). A questo punto, di fronte alla contrazione della domanda interna, l’unico motore di crescita sembra sia stato l’export sostenuto soprattutto dalla domanda extra Ue che, fa notare l’Ismea, incide per meno di un terzo sul totale delle spedizioni oltre frontiera. Anche qui, però, si è manifestato un “minore dinamismo”, complice il rallentamento della crescita economica e del commercio mondiale.
Ma che fare a questo punto? Oltre a continuare a lavorare sull’ammodernamento delle strutture, per Coldiretti servirebbe anche una forte attenzione al credito che solo per la parte agroalimentare significa un universo da 43,5 miliardi di euro impiegati.
avvenire.it