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La Parola è capace di penetrare nei cuori e dischiudere le sorprese di Dio, anche oggi, anche per dei ragazzi di tredici anni. L’ora di religione a scuola è uno spazio prezioso, in cui è possibile sperimentarlo

“La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore”. Ho pensato subito a questo versetto della lettera agli Ebrei (4,12) ascoltando la mia amica Daniela, insegnante di religione alle scuole medie che, con gli occhi che ancora le brillano, mi dice quello che è successo durante il commento del primo racconto di Creazione in Genesi. Riporto qui i versetti a cui si riferisce, per chiarezza.

E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò (1,26-27)

Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. (2,1-3)

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«Sai, ero in una terza, una classe in cui entro sapendo che dovrò dare il meglio di me per ottenere interesse. Avevamo appena concluso il confronto con il testo biblico e stavo consegnando i fogli con le domande per la riflessione personale. Passando tra i banchi pensavo a come, a tredici anni, lo scopo dei ragazzi sembri essere quello di dimostrare che non hanno più bisogno di te, che ora sono grandi e possono fare benissimo da soli. Lo dicono in molti modi, per Mauro e Fausto (nomi di fantasia n.d.r.) uno dei preferiti è l’atteggiamento corporeo: stanno seduti scomposti, quasi abbandonati sulla sedia, distanti dal banco, e mediamente guardano in giro. Ma questa volta, quando consegno loro il foglio, entrambi stranamente si attivano e cominciano subito a scrivere. Alla fine chiedo a chi vuole di condividere con la classe il proprio pensiero. Comincia proprio Mauro:

“Io ho pensato che qui c’è scritta una cosa forte. Cioè, prof: noi abbiamo la firma di Dio, siamo firmati da Dio! Cioè: noi siamo ‘Made in Dio’!” E’ il suo stupore a colpirmi, la sorpresa per una notizia improvvisa e bella, che emerge dal tono di voce, dallo sguardo vivido. Non ho ancora finito di gioire dentro di me che interviene Fausto:

“A me invece piace l’ultima parte, quella del settimo giorno. Ho capito che tutti, anche i potenti, devono riposare”: è, questa, la scoperta del limite, la relativizzazione degli idoli a cui guardano e che sembrano onnipotenti. Ma se anche Dio si è riposato, questo indica che c’è un limite che accomuna tutti, che posso riconoscere negli altri e ammettere in me …

Ecco, in un freddo martedì mattina di gennaio, ho avuto una grazia, ho toccato con mano l’efficacia e l’attualità della Parola, capace di penetrare nei cuori oggi come in ogni tempo, e di dischiudere le sorprese di Dio».

vinonuovo.it

Pubblicato da Blog Santo Stefano

Blog della chiesa di Santo Stefano a Reggio Emilia (della Parrocchia S. Giovanni Ev. in Santo Stefano e San Zenone). Unità Pastorale Santi Cristanto e Daria