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La montagna vive

monte.rosa

Ci abbiamo messo due anni, le abbiamo provate tutte e ci siamo impegnati, in pubblico ed in privato ricorrendo ad ogni Ente in loco, in regione, in patria, in ambito sovranazionale comunitario. Rincorrendo fondi veri indisponibili e fondi presunti offerti come veritieri; lasciando perdere ogni dimensione pubblica e trovando rifugio nella iniziativa privata, contando solo sulle nostre forze, per scoprire che comunque no, non è possibile costruire in tutto il comune, dove siamo nati ed abitiamo, una stalla con fienile ed un’arena coperta dove poter lavorare quotidianamente nel corso delle stagioni. La dimora di un teatro di uomini, cavalli e montagne. Mai che qualcuno abbia formulato un dubbio circa il valore del progetto anzi la più totale convergenza di intenti con sostegno di parole roboanti: arte, cultura, valori fondanti ed imprescindibili, eccellenza del territorio. – Bravi, bravissimi, complimenti per lo sforzo messo in atto, ora e sempre resistenza, ad oltranza -. Resta l’amaro in bocca, resta la beffa del vietare l’utile disciplinando l’inutile nella spasmodica ricerca del dilettevole, ma a nostra tutela. A salvaguardia.

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