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La liturgia? È un servizio pubblico

 L’Ekklesìa è un’istituzione della città celeste. Ora, tra le condizioni giuridiche della Ekklesìa sussiste l’assemblea di coloro che godo- no la piena cittadinanza della pòlis. La piena cittadinanza nel senso cristiano del termine è dovuta a tutti i battezzati. Essi sono passati dal vecchio eone al nuovo ottenendo il diritto di cittadinanza della città celeste. Sono divenuti "santi" – come lo sono gli angeli, essi pure appartenenti alla città celeste, che partecipano pertanto a una Ekklesìa di tale città celeste, come i battezzati fanno parte della Ekklesìa che è sulla terra. Si dà pertanto una necessaria corrispondenza tra la liturgia del cielo e quella celebrata sulla terra. Il concetto di liturgia (leiturgìa) deriva dal diritto pubblico come quelli della ekklesìa e dell’acclamazione del Kýrios. La liturgia è una prestazione pubblica prevista dalla costituzione dello stato che tuttavia – per quanto concerne perlomeno la fictio juris – viene accettata liberamente. Il fatto che la Chiesa abbia ripreso e sviluppato in senso tecnico il concetto della leiturgìa è estremamente significativo; questo uso fa comprendere la ragione per cui il servizio pubblico di culto della Ekklesìa non è stato desunto dalla terminologia misterica dell’antichità: è comprensibile a partire dalla prestazione pubblica, prevista dall’ordine dell’antica pòlis. (L’Osservatore Romano – 23 luglio 2010)