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La guerra imposta ai bambini

La guerra imposta ai bambini

 

New York, 6. Si consolida il fronte dei Paesi impegnati a contro il reclutamento dei bambino soldato, ma il fenomeno mantiene proporzioni drammatiche e inaccettabili, come dimostrano esempi anche recentissimi, quale l’arruolamento forzato di minori praticato nelle ultime settimane dai ribelli congolesi nel Nord Kivu. Più in generale, nonostante gli sforzi profusi da diversi Paesi, ci sono ancora decine di migliaia di bambini coinvolti in situazioni di guerra in tutto il mondo. Le recenti adesioni dei Governi di Bolivia, Comore, Guinea Bissau, Yemen e Kuwait ai cosiddetti Impegni di Parigi, quelli sui bambini associati con forze armate o gruppi armati, portano a 105 il numero dei Paesi che li hanno sottoscritti. Agli Impegni di Parigi, iniziativa su base volontaria adottata nel 2007, si accompagnano i Principi di Parigi, cioè le linee guida operative per il reinserimento dei minori delle loro comunità. Secondo Leila Zerrougui, la rappresentante speciale del Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon per i minori e i conflitti armati, bisogna di accrescere, con misure vincolanti a livello internazionale, le iniziative finora messe in atto. Sulla stessa linea si è espresso Martin Mogwanja, il vice direttore esecutivo dell’Unicef, che , ma ha chiesto ulteriori e più incisive azioni, ricordando che è necessario agire in modo urgente e deciso per garantire che i bambini siano protetti dall’impatto e dall’orrore della guerra.

(©L’Osservatore Romano 7 dicembre 2012)