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La Giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Senza tutela non c’è futuro

L’Italia e l’Europa non possono immaginare il proprio futuro senza tutelare, anche da un punto di vista giuridico, coloro che fuggono da guerre e persecuzioni. Così come spesso, per gli immigrati, è la “mancanza del permesso di soggiorno” a ingenerare ulteriori tensioni sociali. È quanto hanno sottolineato ieri, martedì 10, a Roma, i responsabili della Fondazione Migrantes presentando le iniziative per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato che si celebra domenica prossima. Da parte del presidente, l’arcivescovo di Capua, nonché responsabile della Commissione episcopale per le migrazioni, Bruno Schettino, anche la richiesta di concedere “almeno un anno di permesso di soggiorno” a quanti si trovano in situazione irregolare ma “non hanno commesso reati, conoscono un po’ l’italiano e hanno voglia di restare”. La misura, secondo il presule, andrebbe applicata anche ai tanti immigrati che, a seguito della crisi, negli ultimi tempi hanno perso il lavoro e, conseguentemente, sono divenuti irregolari. “Lo stato di “clandestinità” è pericoloso e può esplodere: senza permesso gli immigrati non hanno alcun riconoscimento civile e giuridico, soffrono e non possono cercare un’occupazione”. In questo senso, da parte di monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, è stata avanzata anche la richiesta di “alcune misure di reddito minimo, che tutelino chi in questo momento difficilmente può rientrare nel proprio Paese”.
Ricordando quindi i circa 62.000 migranti sbarcati sulle coste della Penisola nel corso del 2011, monsignor Perego ha rimarcato come “l’Italia non può pensare il proprio futuro senza costruire prospettive di tutela e protezione internazionale di molte persone in fuga, senza una rete strutturata e organica di accoglienza, senza una specifica legge sull’asilo e la protezione internazionale”. Una responsabilità, però, che riguarda l’intero continente. “L’Europa non può abbandonare i Paesi del proprio confine a una gestione improvvisata, provvisoria di un flusso di rifugiati e richiedenti asilo”.
In ogni caso la celebrazione della Giornata – sul tema “Migrazioni e nuova evangelizzazione” – in Italia come nel resto del mondo, intende sottolineare come il fenomeno dell’emigrazione, prima ancora che un’emergenza da affrontare, sia per la Chiesa un’opportunità in più sulla strada della missione. In questo senso, monsignor Perego ha ricordato che, nel 50° anniversario di apertura del Vaticano II, l’appuntamento di domenica sarà l’occasione per una “rilettura della pastorale delle migrazioni e della mobilità in Italia, alla luce dell’ecclesiologia conciliare”.
In Spagna, l’importanza della Giornata è stata sottolineata con una lettera del presidente dell’episcopato, il cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio María Rouco Varela. Per il porporato, si tratta di “una nuova occasione per riflettere sul crescente fenomeno delle migrazioni nel mondo globale, di pregare affinché i cuori si aprano alla accoglienza cristiana e di lavorare perché nel mondo crescano la giustizia e la carità, fondamenti per la costruzione di una pace autentica e duratura”. Inoltre, “le nostre comunità cristiane devono affrontare la sfida di andare incontro per aiutare gli immigrati a mantenere salda la loro fede, anche quando manca il sostegno culturale che esisteva nel Paese di origine”.
Una forte presenza di immigrati da Africa, Asia e Europa orientale, dai Caraibi e dal Sud America costituisce, invece, il cambiamento più importante avvenuto nella Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles. Una trasformazione che ha reso la comunità dei fedeli multiculturale. Lo sottolinea il vescovo ausiliare di Southwark, Patrick K. Lynch, responsabile dell’episcopato per l’immigrazione, nel messaggio pubblicato in vista della Giornata. La Chiesa cattolica locale – scrive il presule – ha tratto grande beneficio dalla “fede e la testimonianza” delle comunità di immigrati, non soltanto oggi, ma attraverso gli anni. Le parrocchie sono state arricchite dal forte senso di comunità e dall’impegno per la vita familiare di molte delle comunità di immigrati. Per questo domenica le comunità cattoliche inglesi faranno una preghiera di ringraziamento per “la fede e la fedeltà” dei migranti.

(©L’Osservatore Romano 12 gennaio 2012)