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La Chiesa di Reggio Emilia-Guastalla per l' Alleanza con la Locride e con la Calabria

I testi liturgici della domenica 28 febbraio, II di Quaresima, in cui ogni comunità è chiamata a pregare, in modo particolare, per questa Alleanza con i cristiani e con tutti i cittadini di buona volontà della Locride e della Calabria, ci richiamano all’Alleanza che Dio stabilisce con Abramo, per riconciliare a sé una umanità che con la disobbedienza di Adamo e con la violenza e la sopraffazione di Caino, si era allontanata da lui (Genesi 15,5-18). La riconciliazione con Dio sarà la fonte dell’alleanza tra gli uomini.
Il Vangelo ci ricorda che la volontà di Dio è quella di liberarci dalla condizione di schiavitù, di oscurità e di ingiustizia in cui siamo caduti, per trasfigurare la nostra umanità, se accettiamo di ascoltare e seguire il Figlio (Luca 9,28-36). La nostra trasfigurazione però non avverrà solo con la risurrezione finale, ma già ora siamo chiamati a vivere da risorti e a portare la giustizia “superiore” del Vangelo nelle relazioni interpersonali e sociali, nella linea del Discorso della montagna. I comandamenti antichi del non uccidere, non rubare, non dire il falso… sono ancora validi, ma il Signore chiede una applicazione più profonda e guidata dalla carità, che sola riesce a realizzare la giustizia in tutte le sue dimensioni.
La tentazione di molti invece, dice san Paolo, è di comportarsi da “nemici della croce di Cristo”; la perdizione sarà la loro sorte finale, perché “il ventre è il loro dio”; “si vantano delle cose di cui dovrebbero vergognarsi e non pensano che alle cose della terra” (Filippesi 3,17-4,1).
È una Parola che ci interpella e suscita anche nelle nostre Chiese non poche domande. Quale missione ci affida oggi il Signore? Quali sono i falsi dèi da cui liberarci? Quali le sofferenze da saper vedere e condividere con dei nostri fratelli che sono oppressi e soccombono a ingiustizie e soprusi? Quanto è infiammato il nostro cuore dalla carità così da volere la conversione alla giustizia anche per chi ne è colpevole?
 
Riguardo al tema di questa manifestazione, ci possiamo anche chiedere: quante volte viene la tentazione di considerare il fenomeno delle mafie e del male inserito nelle strutture del vivere civile (economia, finanza, politica, istituzioni) come una questione che riguarda altri? O come una realtà che appartiene solo al Sud Italia o arrivata da Paesi stranieri? È tempo di conversione da atteggiamenti che possono facilitare e non opporsi a illegalità organizzata, corruzione e sfruttamento; dobbiamo riconoscere che le mafie sono da contrastare anche nel Nord Italia.
Come singoli e come comunità cristiane ma anche come cittadini, siamo chiamati a investire noi stessi per prevenire queste malattie sociali con un impegno educativo, per diffondere la cultura della legalità, della non violenza, della ricerca del bene comune, del rispetto di tutti, soprattutto dei più deboli. Se si è uniti e solidali, le cose cambiano: ecco il senso dell’Alleanza, da coltivare da Nord a Sud Italia.
 
La speranza cristiana che ci dà la certezza della vittoria del Signore Risorto su ogni male, sostiene noi cristiani ma ci chiama anche alla responsabilità di essere seminatori di speranza verso gli altri, per costruire una città degna dell’uomo.
 
Reggio Emilia, 21 febbraio 2010, prima Domenica di Quaresima