La bontà è fatta di tante piccole cose

Avvenire

Metto le mani sul mio computer e incomincio a scrivere senza pensare, quasi avessero un loro progetto diverso da quello della mente, da gettare sulla carta prima che io decida con quali notizie giocare. Sì, perché scrivere a volte può sembrare un gioco, una avventura, una foto di un luogo che raramente durerà nel tempo, specie se gettato sulla pagina di un giornale con la sua vita di un giorno. Allora ti chiedi perché lo fai, soprattutto se non è tuo compito illustrare i fatti del giorno, ma solo far passare qualche minuto interessante o piacevole a chi scorre le tue righe. Quasi la ricerca di una compagnia, di qualcuno che non vedrai mai, come certe figure di De Chirico con il viso lasciato alla fantasia di chi guarda, ma che puoi immaginare a seconda della tua sensibilità del momento. La diversità è che non c’è mai risposta mentre devi immaginare che le tue righe siano accolte benevolmente anche quando non condivise. Saper cogliere quello che può piacere sia tema di lettura dipende dalle voci che corrono nell’aria quando le vorresti fermare sulla tua carta. Ma poi per farne cosa? Tradurle in forma diversa, più accettabile al mondo che scorre queste righe veloce, fra un dovere e l’altro, oppure riempire un momento di vuoti a chi ha bisogno di compagnia? Forse cercare di tradurre in pensieri positivi certe notizie, alcuni racconti di ferocia, non trovo altra parola, del mondo che abbiamo attorno. E mentre non possiamo non vedere, non ascoltare ciò che il nostro tempo ci racconta, sarebbe necessario per coltivare l’equilibrio della gente che legge, dare notizie anche di quello spazio di bene che vive nell’umanità: l’amicizia, la pazienza, il giudizio sereno, saper vedere nell’altro la buona volontà, e perché no, anche guardare alla parte comica di certe situazioni difficili da affrontare e sorridere anche quando vorresti lasciar cadere le lacrime. Ogni giorno ci offre i suoi minuti di pena, di preoccupazioni, forse di dolore, ma come il cielo è attraversato in pochi minuti da nuvole e da pioggia, dal vento e dal sole e ci obbliga a cercare rifugio, così l’animo nostro deve saper cercare nella forza della volontà e nella carità della speranza l’attimo di luce di cui abbiamo bisogno. La bontà è fatta di queste piccole cose, la gioia sta nel saper guardare un balcone fiorito di gerani rossi, di godere del sorriso della ragazza che parla al suo telefonino mentre ti passa accanto e camminando scegliere di vedere ciò che la strada ti propone di bello ed evitare di fermare lo sguardo sul disordine o la poca pulizia. E quando proprio non hai niente, nemmeno un amico con il quale condividere la tua pena, scegli di offrire la tua mano a chi non sa più cosa sia un sorriso, un momento di pace. Aiuta a guardare il mondo anche nella sua bellezza, nella fantasia della natura, nel grido degli animali che è un canto alla vita. Anche tuo è il cielo, le nuvole, la pioggia, la carezza del sole e per questo non ti viene chiesto niente, solo un profondo respiro.

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