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Iraq. L’Is rivendica gli attacchi a Baghdad, 126 morti

All’alba di oggi la capitale irachena è stata scossa da due distinti attentati con un bilancio che è salito a 126 morti, tra cui 25 bambini, e 150 feriti.  Gli attacchi sono stati rivendicati dal sedicente Stato  Islamico, che in una nota afferma di aver voluto colpire musulmani sciiti. Il premier iracheno, Al Abadi ha proclamato tre giorni di lutto. Sentiamo il servizio di Marco Guerra da Radio Vaticana

Famiglie a passeggio nei mercati e nelle zone commerciali dopo il digiuno osservato durante il giorno per via del Ramadan. Questo il chiaro obiettivo dei due efferati attacchi esplosivi verificatesi nelle prime ore di questa domenica a Baghdad. Il più sanguinoso è stato condotto con un’autobomba nel quartiere di Karrada, al centro della capitale, 86 le persone uccise, 160 i feriti, molte vittime tra i bambini. I vigili del fuoco hanno lavorato per ore per spegnere gli edifici incendiati. Nel secondo attentato un ordigno è esploso nella parte est della città,  uccidendo cinque persone e ferendone 16. Il primo ministro Al Abadi è stato contestato durante la visita sul luogo della prima esplosione dalla popolazione che chiede maggiore sicurezza. Intanto il sedicente Stato Islamico  ha rivendicato queste azioni che arrivano poco più che una settimana dopo la completa riconquista di Falluja da parte delle forze irachene. Nel corso degli ultimi mesi il Califfato ha perso il controllo di diverse località, tra cui la città di Ramadi e la vasta provincia di Anbar ad ovest di Baghdad. Si stima che ora l’Is controlli solo il 14 per cento del territorio iracheno. Queste sconfitte non hanno però intaccato la capacità dei miliziani dell’Is di colpire duramente oltre le linee del fronte.