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Insulti contro vento e proposte “singolari”

Fantasie estremiste: più o meno volute, ugualmente dannose. Domenica, prima pagina de “L’Unità” con titolone che reagisce duro: «Insulti di Grillo nella piazza vuota». Giusto? Trattandosi di insulti giustissimo, sempre. Eppure proprio lì accanto la vignetta di Staino ne piazza uno calibratissimo mascherato da satira, equivalente proprio alla celebre invettiva di Grillo che comincia con “V”. Solito colloquio figlia-padre: «Marchionne vuole che lo Stato lo aiuti a rilanciare la Fiat. Il Papa vuole che lo Stato lo aiuti a bloccare le unioni civili… E poi a uno viene la voglia di mandarli tutti e due a Detroit». Così, allegramente, sullo stesso piano nell’invito brusco interessi Fiat più o meno giusti e discutibili e principi di dottrina cristiana e cattolica fondati sulla Parola di Cristo e su prassi di Chiesa in 2000 anni di storia. Sarà satira, ma fa pena per distorsione e strumentalizzazione cieca, che in fin dei conti – visto in più di 60 anni – danneggia chi la propone: un boomerang politico sicuro, come uno sputo contro vento: non intelligente e dannoso. Vale anche, purtroppo, per una sortita per lo meno arruffona. Domenica su “La Stampa” (pag. 11) una singolare proposta del ministro dell’Istruzione: «Profumo: cambiare l’ora di religione». Singolare: nel senso che lui appare molto solo, sul tema. La sua “ragione”? «Il 30 per cento degli studenti è di origine straniera e, spesso, non di religione cattolica». Testuale, non è satira! È vero, e non sono neppure italiani… E allora con questo criterio anche la letteratura, e la storia, e la geografia dovrebbero cambiare, o no? Che dire? Niente discorsi impegnativi, qui, che sarebbero complessi. La scuola italiana ha ben altri problemi.
a cura di Gianni Gennari – avvenire.it