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Insegnanti di religione. Dal 2017 solo con la laurea

Dal settembre 2017 nelle scuole italiane ci saranno solo docenti di religione con laurea in tasca. Lo stabilisce la nuova Intesa Stato-Cei sull’insegnamento della religione cattolica negli istituti statali, che aggiorna il precedente accordo di 27 anni fa. L’iter di revisione si è concluso lo scorso 28 giugno, con le firme del ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Francesco Profumo, e del cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei. Un documento che – oltre a ridefinire il profilo professionale dei futuri insegnanti di religione, armonizzando la durata accademica del percorso formativo con quello dei colleghi di altre materie – stabilisce di aggiornare le indicazioni per l’insegnamento nel secondo ciclo, adeguandole al nuovo ordinamento scolastico. Presenti alla cerimonia anche il segretario generale della Cei, monsignor Mariano Crociata, monsignor Vincenzo Annicchiarico, responsabile del Servizio nazionale della Cei per l’Irc e una folta delegazione del Ministero

«La nuova Intesa», specifica il ministro, «prevede che per accedere all’Irc in ogni ordine e grado di scuola si debba essere in possesso dei titoli accademici di baccalaureato, licenza o dottorato in teologia o in altre discipline ecclesiastiche (come era già stabilito in precedenza), oppure che si sia conseguita una laurea magistrale in Scienze religiose secondo il nuovo ordinamento». Inoltre, dice Profumo, «nelle scuole dell’infanzia e primarie, dove il Concordato del 1984 consente di affidare l’Irc anche agli insegnanti ordinari delle sezioni o delle classi, è stata conservata questa possibilità, richiedendo agli interessati il conseguimento di un apposito master universitario di secondo livello in scienze religiose, al fine di equiparare in qualche modo la preparazione professionale degli insegnanti specialisti che svolgono solo l’Irc e quella degli insegnanti comuni che curano l’Irc solo nella propria classe o sezione».

Una 
bambina durante l'ora di religione in una scuola elementare (foto F. 
SILVI/ANSA)

Una bambina durante l’ora di religione in una scuola elementare Foto di F. SILVI/ANSA.

Ancora cinque anni di tempo, dunque, per completare gli studi. Poi l’Irc sarà concesso solo avendo i titoli accademici e i profili necessari, nell’ottica di riconoscere il ruolo giuridico dei docenti di religione come professionisti della scuola a tutti gli effetti. Invece per i sacerdoti resta titolo valido il percorso di studi compiuto nel seminario maggiore. «Auspico di vedere quanto prima i frutti di bene che scaturiranno da questo rinnovato accordo», ha sottolineato il cardinale Bagnasco, con un plauso nei confronti delle nuove indicazioni per l’Irc nel secondo ciclo, «differenziandole in modo tale da rispecchiare al meglio il carattere e l’impostazione culturale di ciascuna tipologia di scuola e del particolare ordinamento dell’istruzione e formazione professionale». Ma l’ora di religione tiene ancora? Circa la metà degli studenti stranieri sceglie l’Irc, a prescindere dalla propria religione. Nelle scuole di secondo grado, la percentuale degli avvalentisi arriva all’84 per cento, mentre nella materna supera il 93.

Laura Badaracchi

jesus agosto 2012