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Indecenza? Ce n’è assai ma non trionfa del tutto

Indecenza: da analfabetismo e da sfacciataggine… La prima sempre abbondante. Ieri sul “Fatto” (p. 2: “Governo Monti, l’ultima Messa”) ironie su una foto di alcuni ministri durante la celebrazione della Messa prenatalizia del cardinale Bagnasco alla Minerva, a Roma. Loro hanno tutti una mano sul petto e dalla redazione arriva lo sbeffeggio ridanciano: «Accomunati da espressioni pentite e pose plastiche per rendere omaggio al cardinale (…) E ora, si torna tutti a dedicarsi ai panettoni». Essere analfabeti è libertà, ma scrivere di cose di cui si ignora tutto è indecenza pubblica. Questa però può anche venire da sfacciataggine. Sempre ieri (“Repubblica”, p. 36: “I canali Tv occupati dal giocoliere”) il sempiterno Augias protesta per lo spazio senza contraddittorio dato il giorno prima sulle reti Rai all’ex presidente Berlusconi. A parte lo specifico, a Malpelo pare indecente che a protestare per «lo spazio» dato a qualcuno sia chi, da anni, 5 o 6 giorni a settimana, e quindi per migliaia di ore, gestisce da padrone assoluto «lo spazio» di una mezz’ora sulla Tv pubblica, al 99% senza contraddittorio e senza alcuna par condicio con chi sui temi trattati non la pensa come lui. A parte tutto, proprio a tutto ci può, e ci deve essere un limite: anche all’indecenza da sfacciataggine! Giriamo pagina. Bella sorpresa, ieri (“L’Unità”, p. 22) una riflessione del grande storico Jacques Le Goff sul «tempo sacro dell’uomo», ove si afferma – è il titolo – che «I santi rendono sacro il tempo», il loro, ovviamente, e che questo tocca tutti gli uomini, indistintamente, seppure in modo diverso… Competenza e rispetto, cultura e libertà… L’indecenza, da ignoranza o da sfacciataggine, non ha ancora invaso ogni spazio in pagina. Evviva!

avvenire.it