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Inaugurato il nuovo anno dello Studio Teologico Interdiocesano

Le lezioni allo Studio Teologico Interdiocesano con sede in seminario sono iniziate a fine ottobre, ma l’inaugurazione ufficiale si è svolta venerdì mattina 15 novembre. Oltre vescovo Massimo Camisasca, erano presenti Mons. Antonio Lanfranchi, arcivescovo di Modena, Mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma e Mons. Francesco Cavina, vescovo di Carpi. Presenti pure i rettori dei seminari, i docenti e gli studenti.
Alle 10 nell’aula Magna del seminario ha tenuto la prolusione la filosofa Angela Ales Bello, già docente di filosofia alla Pontificia Università Lateranense, profonda studiosa del pensiero di Edith Stein, diventata S. Teresa Benedetta della Croce. Ha curato la pubblicazione e ha fatto un’ampia postazione del poderoso volume di don Francesco Salvarani “Edth Stein. La grande figlia di Israele, della Chiesa, del Carmelo”, presentato a Rimini al Meeting di Comunione e Liberazione il 25 agosto 2009.
Ovviamente il sacerdote reggiano, già docente di filosofia e di lettere era presente alla prolusione, come anche alla sera alla conferenza su “Edith Stein e la mistica”.
Il tema affidatole ha affrontato per la prolusione era “L’importanza dello studio della filosofia  in ambito teologico”, cioè il rapporto tra filosofia e teologia. La sua esposizione con agganci a diverse problematiche storiche e di attualità si è prolungata per oltre un un’ora.
Anzitutto ha rilevato che il concetto di filosofia nasce nell’occidente antico, cioè tra gli intellettuali di Atene. Ha osservato che Platone considerava il divino come non estraneo alla riflessione razionale, mentre altri suoi contemporanei mostravano scetticismo su questa possibilità. Atteggiamento diffuso, questo, nell’età contemporanea del pensiero debole, che significa: “non ce la faccio”, cioè non è possibile dare una giustificazione razionale del divino anche se limitata. Se si tratti o meno di scienza ha precisato che il concetto di scienza, significa conoscenza, quindi estensibile anche alla filosofia e alla teologia, ma nel clima del positivismo è stato limitato alle scienze empiriche, sicché la filosofia non sarebbe scienza, Eppure scienza significa sapere e la filosofia è un sapere. Ci sono anche filosofi scienziati. Galileo era scienziato, ma anche filosofo.
La professoressa Angela Ales Bello si è poi chiesta se la teologia, intesa come discorso su Dio, è una scienza che può giustificare se stessa o se ha bisogno della filosofia. La filosofa si è in seguito interrogata sul senso della esperienza religiosa ebraico-cristiana e in particolare se la filosofia possa esaminarla. La può esaminare, ha risposto, ma la può non sostituire. L’esperienza religiosa è l’apertura ad Altro che l’essere umano sente presente in sé. Essa riceve il compimento in Cristo, che ha proposto una visione trinitaria della divinità. Questa è una grande sfida a livello intellettuale. La filosofia greca al tempo delle controversie sulla divinità di Gesù è servita per una chiarificazione intellettuale. Si è fatto ricorso concetti e a termini filosofici di natura e di persona. L’uso del termine “persona” è tratto dalla filosofia.
Sono questi alcuni spunti stimolanti della prolusione che ha visto profondamente interessati gli studenti di teologia.
Chiaramente dietro questa riflessione sta l’istanza attuale del rapporto, ossia del dialogo, tra fede e scienza, di cui parla con acutezza e chiarezza l’ultima enciclica “Lumen fidei”, scritta a quattro mani da Benedetto XVI e il successore papa Francesco.
Il momento culminante della inaugurazione dell’anno accademico allo Studio Teologico Interdiocesano è stato la Celebrazione eucaristica delle 11,30. Concelebravano vescovi e docenti. Presiedeva Monsignor Camisasca, il quale ha incentrato l’omelia sul senso dello studio. Il testo integrale dell’omelia di mons. Camisasca è in allegato

file attached   L’omelia di mons. Camisasca

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