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Il silenzio e i sogni cattivi

Il silenzio della veglia di piazza San Pietro sta facendo rumore. E la giornata di preghiera e di digiuno voluta da Papa Francesco forse può aiutare a superare i progetti di chi, dopo avere di fatto ignorato per oltre due anni e mezzo la tragedia in Siria, vorrebbe ora intervenirvi. Ma con il rischio fondato di estendere un conflitto che già ha causato oltre centodiecimila morti, feriti senza numero e più di sei milioni tra sfollati e profughi.
La guerra in Siria sta provocando disastri, mettendo a rischio soprattutto le minoranze del Paese e stravolgendo, con l’uso della violenza, la vocazione autentica delle religioni, che più volte in tempi recenti hanno ribadito la loro volontà di pace. E che il pericolo sia reale è dimostrato da quanto è avvenuto nel villaggio di Maalula, luogo simbolico caro a cristiani e musulmani perché ancora vi è in uso una forma della lingua aramaica che è molto vicina a quella parlata da Gesù.
Forse nessuna iniziativa della Santa Sede a favore della pace, tra quelle degli ultimi decenni, ha come questa impressionato e toccato il cuore di moltissime persone in tutto il mondo, senza differenze di religione o di ideologie. Ed è un impegno che continua, ha assicurato dopo l’Angelus il Pontefice. Ringraziando tutti e invitando ancora a pregare “perché cessi subito la violenza e la devastazione in Siria”, ma anche per il Libano, l’Iraq, l’Egitto e perché avanzi il processo di pace tra israeliani e palestinesi.
Sono la preghiera e il digiuno le armi indicate da Papa Francesco per allontanare la violenza e la guerra, suscitando un consenso che sembra crescere tra donne e uomini di buona volontà. Imparare di nuovo a percorrere le vie della pace è possibile, ha detto riprendendo uno slogan lanciato da Paolo VI: “Anzi vorrei che ognuno di noi, dal più piccolo al più grande, fino a coloro che sono chiamati a governare le nazioni, rispondesse: sì, lo vogliamo”.
Nella meditazione tenuta dopo il rosario davanti all’antichissima immagine della Salus populi Romani il Pontefice ha citato soltanto alcuni versetti della Genesi, per mostrare il contrasto tra la bontà della creazione e il peccato dell’uomo, e due brani di Paolo VI, dal messaggio per una giornata della pace e dal discorso tenuto davanti alle Nazioni unite per ripetere, dopo i due tremendi conflitti mondiali e davanti all’incubo nucleare, il rifiuto della guerra.
“Lasciate cadere le armi dalle vostre mani” implorò allora Montini. E continuò: “Le armi, quelle terribili, specialmente, che la scienza moderna vi ha date, ancor prima che produrre vittime e rovine, generano cattivi sogni, alimentano sentimenti cattivi”. Sogni e sentimenti cattivi che Papa Francesco di nuovo denuncia e che è urgente allontanare per il bene di tutti.

g.m.v.

(©L’Osservatore Romano 9-10 settembre 2013)