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Il Patriarca Moraglia: dopo la crisi pensare a uno sviluppo sostenibile

Basta con i proclami sulla fine della crisi. È l’invito di mons. Francesco Moraglia, patriarca di Venezia, intervenuto al Festival della dottrina sociale della Chiesa, in corso da venerdì a Verona. Moraglia invita a “lasciarci alle spalle le ripetute dichiarazioni d’intenti con cui, di volta in volta, siamo avvisati che “la prossima settimana sarà decisiva per la crisi in corso”. “Tali proclami – afferma – risultano particolarmente difficili da riceversi sia perchè alle parole non seguono i fatti sia, soprattutto, quando provengono da chi – prima e durante la crisi – è stato in posizioni di responsabilità in ambito finanziario, economico e politico”.

Dopo aver osservato che, dopo la crisi, dovranno cambiare gli stili di vita, il patriarca pone la prospettiva dello sviluppo sostenibile con al centro la persona e la famiglia, non senza dimenticare “la responsabilità di chi a livello politico avrebbe dovuto garantire o favorire scelte etiche in rapporto al bene comune, al reddito equamente diviso, a uno sviluppo sostenibile e che, invece, ha abbassato la guardia o ha contribuito ad abbassarla”.  E cosa dire – si chiede il patriarca – “di una società incapace di garantire il lavoro alle differenti fasce attive della popolazione e, ancora, di una politica che ha le soluzioni pronte ad ogni problema, quando è all’opposizione, ma, se è chiamata a governare, balbetta e va in confusione su ogni questione, anche di
piccola entità? Si pensi, soprattutto, ai frequenti proclami circa una distribuzione arbitraria e ingiusta della ricchezza e del reddito”.

Soffermandosi sulla questione dell’etica, il patriarca ha poi aggiunto che “sarebbe inaccettabile che la finanza, l’economia, il profitto – ossia quelle attività umane che si collegano al lavoro, uno dei beni essenziali nella vita delle persone, delle famiglie e della società – non avessero a che fare con l’etica”. Per Moraglia non ci sono dubbi: “L’uomo viene sempre prima e va oltre la sfera economica, viene sempre prima e va oltre il profitto, viene sempre prima e va oltre il reddito, viene sempre prima e va oltre il Pil. L’uomo, insomma, mai può ridursi a realtà economica o tecnica (homo oeconomicus  o tecnocraticus)”.

Il patriarca di Venezia ha concluso osservando che “il lavoro va tutelato e sostenuto nelle differenti fasi che lo caratterizzano e tutti dobbiamo fare il possibile per sostenere quelle scelte che a vario livello (personale e sociale, privato e pubblico) sono decisive per una politica che ponga al centro il lavoro in tutte le sue
componenti partendo, sempre, dalle persone”.
Nel corso della giornata, numerosi sono i convegni e i relatori: nel pomeriggio è atteso il ministro del Lavoro Elsa Fornero. Domenica la conclusione.

avvenire.it