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Il Papa, pastore della «vicinanza» che ascolta (e somiglia) a Cristo

Ieri “Resto del Carlino” (p. 22) per Francesco all’Angelus: «Il Papa: “Portate in tasca il Vangelo”». Su “L’Unità” (p. 8) variante del pomeriggio come “pastore” di Roma: «Leggete il Vangelo, ma attenti sul bus». Già: lì ti tieni in equilibrio alle maniglie, ma devi anche proteggere le tasche. Ecco: Francesco e la gente comune. Impressiona dall’inizio la sua “vicinanza”: «Uno come voi, un uomo» e anche «peccatore», ora col compito unico di vescovo di Roma, successore di Pietro e quindi “vicario di Cristo”! Scandalo? A tanti che magari pensavano di avere in tasca il Papa questa “vicinanza” dà fastidio. Per loro il “sacro”, confuso più o meno volutamente con la fede cristiana, esige “la distanza”! E invece Gesù, l’Emanuele (Dio con noi) ha colmato la “distanza” dalle sue creature: viveva tra la folla, si lasciava toccare, accarezzava i malati e i bambini. Si sa: ogni Papa è uomo a modo suo, e questo vicario di Cristo somiglia a Lui anche in ciò. È il suo modo di essere uomo, cristiano e Successore di Pietro. È rimasto ciò che era: viveva in una casa normale, si muoveva sul bus con gli altri e ora continua a farlo. In settimana dal Vaticano ad Ariccia e ritorno: col Vangelo, e non c’erano ladri…

avvenire.it