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Il Papa celebra la messa di Natale: “Fate spazio ai profughi e alla pace”

Un parallelo tra la sacra famiglia che non trova spazio nella notte della natività e “i profughi, i rifugiati e i migranti” dei tempi nostri: è stato questo il passaggio centrale e più contemporaneo dell’omelia di Benedetto XVI durante la messa di Natale a San Pietro, in Vaticano. Un messaggio contro l’egoismo, che “non ci permette di entrare in contatto con Dio”, in una vita dove non c’è posto per gli altri “i bambini, i poveri, gli stranieri”. “Quando si respingono profughi e immigrati – ha continuato il pontefice – non è forse proprio Dio stesso ad essere respinto da noi?”

Una condanna del “poco tempo” che abbiamo nella vita, “poco tempo che abbiamo per Dio”, che parte dalla lettura del vangelo in cui Maria e Giuseppe sono costretti a rifugiarsi nella grotta perché non c’era posto per loro da nessuna parte.

Poi la difesa della religione, che secondo qualcuno è un ostacolo alla pace nel mondo: “È vero che nella storia – ha ammesso Benedetto XVI – il monoteismo è servito di pretesto per l’intolleranza e la violenza” ma “contro questi travisamenti del sacro dobbiamo essere vigilanti” perché “non è vero che il ‘no’ a Dio ristabilirebbe la pace”. E ancora: “Fai che al posto degli armamenti della guerra ci siano aiuti per i sofferenti”.

“Preghiamo – ha detto ancora papa Ratzinger – perché israeliani e palestinesi possano vivereinsieme nella fede dell’unico Dio. Preghiamo per i paesi circostanti, Libano, Siria, Iraq; preghiamo perché cristiani e musulmani possano costruire la loro pace”.

Benedetto XVI ha presieduto la messa, concelebrandola con 31 cardinali diaconi. Sorridendo e salutando la folla, ha fatto l’ingresso in processione nella Basilica di San Pietro, trasportato come di consueto sulla ‘pedana mobile’. La basilica di San Pietro era stracolma di turisti, italiani e altri fedeli.

repubblica.it