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Il made in Italy che funziona, dalla tavola alle macchine agricole

Per contrastare gli effetti della grande sete dei campi, il Governo ha attivato il Fondo di solidarietà nazionale e chiesto all’Europa di aumentare gli anticipi dei fondi europei. In questo modo, dovrebbero arrivare 700 milioni di euro in più per le imprese e per il rafforzamento delle infrastrutture irrigue. Operazioni doverose per soccorrere un comparto che, intanto, continua ad avere successo in tutto il mondo. Un’avanzata che appare quasi inesorabile, anche se gli effetti del clima e dei cambiamenti delle grandi politiche internazionali pare si sentano tutti. Ma i segnali positivi ci sono, anche in un comparto che non sempre viene illuminato dalle cronache: quello delle macchine agricole.
Ad indicare i successi dei nostri prodotti oltre confine, è stata Coldiretti che ha effettuato delle elaborazioni sui dati Istat relativi al commercio estero regionale nel primo trimestre del 2017. Le esportazioni agroalimentari sono cresciute mediamente dell’8%, spinte soprattutto dalle produzioni del nord ovest (+13,1%) e del nord est (+7,4%) ma crescono anche le vendite dei prodotti del centro Italia nonostante il terremoto (+4,2%) e del mezzogiorno e isole (+1.7%). Quasi i due terzi delle vendite finiscono nei Paesi dell’Ue il cui mercato cresce del 5,9%, ma il made in Italy a tavola continua a crescere ovunque. Con fenomeni eccezionali come il +45% fatto registrare in Russia (nonostante gli ostacoli all’entrata di molte merci Ue). Certo, gli agricoltori continuano ad essere preoccupati del peso della Brexit e, soprattutto, dei nuovi accordi di scambio con il Canada e con il Giappone, senza contare gli effetti deleteri della cosiddetta agropirateria che, sempre secondo i coltivatori diretti, fattura oltre 60 miliardi di euro. Ma i numeri delle vendite oltre confine sono inconfutabili: l’agroalimentare nazionale vince.
Così come – a quanto sembra –, vincono anche le macchine agricole. Stando ai dati elaborati da FederUnacoma, sulle base delle registrazioni fornite dal ministero dei Trasporti, al “giro di boa” di metà anno le vendite di trattrici, e di tutte le altre tipologie di macchine targate quindi soggette ad immatricolazione, risultano in crescita netta rispetto allo stesso periodo 2016. Le trattrici segnano un incremento del 9,7%, le mietitrebbiatrici registrano addirittura un incremento del 14,1%, numeri simili per le altre categorie di mezzi. Alla base di questo fenomeno nuovi strumenti regionali e nazionali per gli investimenti.
Insomma, l’agricoltura italiana dimostra tutta la sua vitalità. Sta ad istituzioni e operatori del comparto continuare su questa strada.

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