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Ieri e domani… D’estate sei bimbe in un prato e… il girotondo della vita

Sei bambine facevano il girotondo su di un prato. Il sole di sbieco, attraverso le betulle macchiava di luce i loro capelli chiari: casca il mondo… gira la terra… tutti per terra! Due maschietti si contendevano una palla con altre grida, ma tutto attorno era pace. Una pace verde, ampia fino ad arrivare al bosco che alzava il suo confine oscuro tenendo lontano il resto del mondo. Saranno bambini felici, si chiedeva la nonna che ci vedeva già poco, appoggiata al muro della casa intiepidito dal sole. No, essi volevano correre e soprattutto crescere in fretta per arrivare a scoprire cosa c’era al di là del prato, al di là del bosco. Poi si alzò il vento e caddero anche le foglie delle querce e gli abeti ebbero le cime rosse come i tramonti. L’inverno mise tutto a tacere coprendo di bianco ogni cosa, ma non seppe impedire alla primavera di ritornare ogni anno con il volo degli uccelli, con le genziane che tingevano i prati in blu. Ciò che non si vide più fu il girotondo: i capelli biondi si erano fatti color del grano maturo il giorno che i bambini erano entrati in quel bosco che, ai primi passi, sembrò loro immenso e infinito. Corri, corri in fretta si dicevano uno all’altro, sarà bello, interessante, conosceremo l’amore, scopriremo cosa è la vita. Corri in bicicletta, poi in motorino, in macchina, in treno, in aereo e intanto non c’è tempo per pensare ma solo per vivere ogni istante così come sarà per ognuno. Poi ogni giorno alla tua porta si presenta la vita e ti chiede di camminare senza aiuto, di incominciare a dare agli altri ciò che hai già ricevuto, di pagare per il bello, il buono, l’amore consumato e avuto. Ti aprirà le sue mani perché tu possa trovare un posto per le tue lacrime, ma ti chiederà di asciugare quelle degli altri. Ti chiederà di avere figli e farne uomini e donne di equilibrio, di pazienza, di coraggio, di umanità e tu che avevi nella tua borsa ancora tanta fantasia dovrai insegnare loro che non la si deve perdere, ma usarla per dare colore alla realtà. Averla sempre con sé quando il lavoro, la famiglia, gli amici non danno il meglio e ti fanno soffrire e la delusione porta un po’ di grigio al tuo mattino. Sappi sorridere anche di fronte alla cattiveria, alla malevolenza ricordando che è più infelice chi non sa dare bontà e pace. Abbraccia e sorridi alle piccole cose che puoi avere, al buon giorno che ti regala chi ti passa vicino, a quel «grazie» ricevuto per un tuo semplice gesto, all’ascolto di un amico se hai un problema. Sii sempre tu il primo a offrire e troverai felicità nel suo cuore. Sappi fare ancora il tuo girotondo. Il sole giocherà di nuovo con i tuoi capelli, biondi o bianchi che siano.

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