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I poveri prima di tutto

Washington, 21. L’episcopato cattolico negli Stati Uniti torna ad affermare la necessità di salvaguardare le fasce più deboli della popolazione e gli aiuti umanitari a livello internazionale, nel contesto del dibattito politico sulla politica economica. Si tratta di un lettera-appello indirizzata al Congresso di Washington – a firma dei presidenti della commissione per la giustizia nazionale e lo sviluppo umano e della commissione per la giustizia internazionale e la pace, rispettivamente i vescovi di Stockton e di Des Moines, Stephen Edward Blaire e Richard Edmund Pates – volta in particolare a garantire la conservazione delle agevolazioni fiscali per il sostegno delle famiglie e delle attività caritative.
A partire dal prossimo anno nel Paese, in mancanza di un accordo a livello politico, potrebbero scattare una serie di tagli alla spesa pubblica e di incrementi delle tasse pari a 600 miliardi di dollari, con una probabile diminuzione di fondi a scapito di una serie di programmi sociali, tra i quali, per esempio, il Child Tax Credit, l’Emergency Unemployment Compensation e di tutta una serie di attività umanitarie rivolte all’estero.
Il sistema fiscale, si ricorda nella lettera, è uno strumento importante in mano al Governo per garantire al contempo adeguate entrate economiche e dignitose condizioni di vita per la popolazione. Milioni di famiglie negli Stati Uniti e nel mondo “contano sul sostegno fornito da molti programmi per raggiungere la sicurezza economica di base”. Miliardi di dollari, si osserva, sono già stati tagliati nei bilanci federali degli ultimi due anni e altri tagli rischiano di aggiungersi ora e in futuro. Per questo viene ribadita la necessità di garantire “un circolo di protezione” attorno ai programmi di tutela sociale.

(©L’Osservatore Romano 22 dicembre 2012)