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I nuovi cardinali creati da Benedetto XVI

Pubblichiamo le biografie dei ventidue porporati creati da Benedetto XVI durante il concistoro ordinario pubblico tenutosi sabato mattina, 18 febbraio, nella basilica Vaticana. L’ordine seguito è quello dato dal Papa durante l’Angelus di venerdì 6 gennaio.

Il cardinale

Fernando Filoni

Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli

 

 

Riflettendo su una frase che un giorno gli scrisse un anziano vescovo cinese — «Chi sarei stato io se non fossi stato prete? Forse un contadino, forse un professionista, come tanti. Se sono quel che sono, è solo per la grazia di Dio!» — al cardinale Fernando Filoni è piaciuto cogliere il senso di una missione saldamente radicata sulla fiducia e sulla grazia divina. Una missione spesso gravosa, in terre lontane (Sri Lanka, Iran, Brasile, Hong Kong, Filippine, Giordania e Iraq) e in periodi a volte drammatici della vita dei popoli, svolta tenendo a cuore le parole del motu proprio Sollicitudo omnium Ecclesiarum (26 giugno 1969) di Paolo VI, che ai rappresentanti pontifici raccomandava di rendere sempre più stretti e operanti i vincoli che legano la Sede Apostolica e le Chiese locali, manifestando loro la sollecitudine del Romano Pontefice per il bene del Paese in cui esercitano la loro missione e, viceversa, presentando le legittime esigenze delle Chiese locali a Roma.

Il nuovo porporato è nato il 15 aprile 1946 a Manduria, cittadina nella provincia di Taranto, nella quale il padre prestava servizio nell’arma della Finanza. Aveva sei anni quando la famiglia si trasferì a Galatone (Lecce), dove egli ha frequentato le scuole primarie. La sua abitazione era proprio di fronte alla chiesa madre e, dunque, divenne consuetudine per lui frequentare la parrocchia e fare il chierichetto. Rispose quasi d’istinto alla richiesta del parroco che un giorno chiedeva ai suoi ministranti chi volesse entrare in seminario. Nel seminario minore di Nardò ha frequentato le medie, successivamente ha compiuto gli studi liceali a Molfetta presso il seminario regionale pugliese Pio XI e quelli di teologia a Viterbo presso il seminario Santa Maria della Quercia.

È stato ordinato sacerdote nella chiesa matrice di Galatone da monsignor Antonio Rosario Mennonna, vescovo di Nardò, il 3 luglio 1970. Il presule gli permise di proseguire gli studi a Roma, dove ha frequentato la Pontificia Università Lateranense, conseguendo la laurea in diritto canonico, e l’università statale La Sapienza, dove si è laureato in filosofia. Presso la Pro Deo (oggi Libera Università Internazionale degli Studi Sociali) ha ottenuto il diploma in scienze e tecniche dell’opinione pubblica, specializzandosi in giornalismo. Durante il periodo romano è stato vice-parroco a San Tito, non lontano dalla basilica di San Paolo fuori le Mura, dove ha trascorso nove anni, occupandosi in particolare dell’educazione dei giovani e insegnando presso i licei classici Vivona e Socrate.

Al termine degli studi, al momento di rientrare in diocesi, il cardinale vicario di Roma, Ugo Poletti, gli ha proposto di entrare nella Pontificia Accademia Ecclesiastica. Nel 1981 ha avuto la sua prima destinazione diplomatica al servizio della Santa Sede in Sri Lanka. Vi è rimasto tre anni. Poi è stato destinato in Iran dal 1983 al 1985, anno in cui è stato chiamato a collaborare in Segreteria di Stato, per occuparsi delle organizzazioni internazionali. Nel 1989 è stato trasferito in Brasile, dove è rimasto fino al 1992, quando è stato inviato formalmente nelle Filippine, ma con residenza in Hong Kong, dove la Santa Sede aveva aperto una Missione di Studio per seguire da vicino la situazione della Chiesa in Cina, in un momento di grandi cambiamenti sociali e religiosi, dopo gli anni del maoismo.

A Hong Kong è rimasto fino al 17 gennaio 2001, quando Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo titolare di Volturno e rappresentante pontificio in Giordania e Iraq. A Baghdad è stato nunzio durante gli ultimi due anni del regime di Saddam Hussein, poi durante la guerra e per i tre anni successivi, fino al marzo 2006, quando Benedetto XVI lo ha trasferito nelle Filippine. Dopo un anno, nel giugno 2007, è stato nominato sostituto della Segreteria di Stato, ufficio che ha occupato fino al 10 maggio 2011, giorno della sua nomina a prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. È Gran Cancelliere della Pontificia Università Urbaniana.

Il cardinale

Manuel Monteiro de Castro

Penitenziere maggiore

 

 

Viene dalla diplomazia vaticana, ha prestato servizio in diversi Paesi dei cinque Continenti, ha rappresentato la Santa Sede in molti congressi e conferenze a livello mondiale, intervenendo in particolare in difesa dei più deboli, per il rispetto dei diritti umani e la promozione della pace. È il cardinale Manuel Monteiro de Castro, nato il 29 marzo 1938 a Santa Eufémia de Prazins, in arcidiocesi di Braga, vicino a Guimarães, non lontano da São Mamede, il famoso campo di battaglia caro ai portoghesi per l’indipendenza del loro Paese.

Dopo aver frequentato i corsi di filosofia e teologia nel seminario arcidiocesano di Braga, il 9 luglio 1961 è stato ordinato sacerdote dall’arcivescovo Antonio Benedetto Martins Júnior. Inviato a Roma per perfezionare gli studi, nel 1964 è stato addetto ai servizi generali del concilio Vaticano II e nel giugno 1967 ha conseguito il dottorato in diritto canonico alla Pontificia Università Gregoriana e il diploma alla Pontificia Accademia Ecclesiastica. Nello stesso anno, ha ricevuto il primo incarico come segretario di nunziatura: viene infatti inviato a Panamá, dove rimane per due anni.

Nel 1969 è stato trasferito alla nunziatura in Guatemala e nel febbraio dello stesso anno è stato annoverato tra gli avvocati della Rota Romana. Nel 1971 ha insegnato introduzione al diritto e diritto canonico all’università Francisco Marroquín di Guatemala. Nel 1972 è stato inviato alla delegazione apostolica in Vietnam e Cambogia, dove è rimasto fino al 1975. Poi è stata la volta della nunziatura in Australia e Papua Nuova Guinea, dove ha prestato servizio fino al 1978, e della nunziatura in Messico, dove è rimasto come segretario fino al 1981, anno in cui — da maggio a novembre — ha prestato servizio in Segreteria di Stato. Gli è stato poi affidato l’incarico di consigliere di nunziatura per il Belgio, il Lussemburgo e la Comunità Europea.

Il 16 febbraio 1985 Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo titolare di Benevento e, allo stesso tempo, nunzio apostolico in Trinidad e Tobago, Bahamas, Barbados, Belize, Dominica, Giamaica e Santa Lucia, nonché delegato in altri territori delle Antille. Il 30 aprile successivo gli è stata affidata anche la rappresentanza pontificia in Grenada e, il 25 aprile 1987, quella in Antigua e Barbuda. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 23 marzo 1985 dal cardinale Agostino Casaroli, segretario di Stato.

Nel 1990 gli sono state affidate le nunziature di El Salvador e dell’Honduras, che ha mantenuto fino al 1997. Dal 1998 al 2000 è stato nunzio apostolico in Sud Africa, Namibia, Lesotho, Swaziland e delegato apostolico in Botswana. Il 1° marzo 2000 Giovanni Paolo II gli ha affidato la nunziatura di Spagna e del Principato di Andorra. Durante la permanenza a Madrid è stato nominato presidente del tribunale della Rota della nunziatura apostolica e, nel 2007, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Organizzazione Mondiale del Turismo.

Il 3 luglio 2009 Benedetto XVI lo ha nominato segretario della Congregazione per i Vescovi. Il 21 ottobre dello stesso anno è divenuto segretario del Collegio cardinalizio e, il 19 novembre successivo, consultore della Congregazione della Dottrina della Fede. Il 5 gennaio 2012 la nomina a penitenziere maggiore.

Il cardinale

Santos Abril y Castelló

Arciprete della basilica papale di Santa Maria Maggiore


 

È stato «insegnante» di spagnolo di Giovanni Paolo II e lo ha accompagnato in sette viaggi apostolici, nei quali il Pontefice polacco ha visitato ventidue Paesi. Ma ha svolto anche il ben più impegnativo compito di coordinatore e portavoce del corpo diplomatico a Belgrado nei difficili anni della guerra del Kosovo. È il cardinale Santos Abril y Castelló, nato ad Alfambra in Spagna, il 21 settembre 1935.

Entrato nel seminario diocesano di Teruel, è stato ordinato sacerdote il 19 marzo 1960. Nella stessa diocesi ha svolto servizio pastorale per un anno presso la parrocchia di Santa Eulalia. Il vescovo lo ha poi inviato a Roma per la specializzazione in diritto canonico e in scienze sociali. Dopo aver conseguito il dottorato alla Pontificia Università Gregoriana e la laurea alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, nel 1963 è stato chiamato alla Pontificia Accademia Ecclesiastica. Terminati gli studi, nel 1967 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede.

Prima ha prestato la sua opera nelle nunziature di Pakistan e Turchia come segretario. Poi è divenuto capo della sezione spagnola della Segreteria di Stato. È stato in quel periodo che ha avuto modo di aiutare personalmente Papa Wojtyła nell’apprendimento della lingua spagnola in occasione di alcuni viaggi apostolici.

Il 29 aprile 1985 Giovanni Paolo II lo ha eletto alla sede titolare di Tamada con dignità di arcivescovo, nominandolo allo stesso tempo nunzio apostolico in Bolivia. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale dal cardinale Agostino Casaroli, segretario di Stato, il 16 giugno seguente. Qualche anno dopo, il 2 ottobre 1989, è stato nominato pro-nunzio in Camerun, Gabon e Guinea Equatoriale. Dopo il servizio nelle nunziature africane, il 24 febbraio 1996 è stato inviato da Papa Wojtyła nella Repubblica Federale di Jugoslavia. Lì, si è trovato ad affrontare la difficile crisi provocata dalla guerra del Kosovo, con la sua drammatica escalation da marzo a giugno 1999. In questo periodo è stato eletto da tutti gli ambasciatori come coordinatore e portavoce del corpo diplomatico accreditato a Belgrado.

Il 4 marzo 2000 è stato trasferito alla nunziatura apostolica di Argentina, dove è rimasto fino al 9 aprile 2003, quando è stato inviato nuovamente nei Balcani come nunzio in Slovenia e in Bosnia ed Erzegovina. Un anno dopo, il 12 aprile, gli è stata affidata anche la rappresentanza diplomatica nell’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia. Il 22 gennaio 2011 è stato nominato per un triennio vice camerlengo di Santa Romana Chiesa. Il 2 aprile dello stesso anno Benedetto XVI lo ha nominato membro della Congregazione per i Vescovi e, il 4 maggio seguente, membro della Congregazione delle Cause dei Santi. Il 21 novembre scorso il Papa lo ha chiamato a ricoprire l’incarico di arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore.

Il cardinale

Antonio Maria Vegliò

Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti


 

Proviene da una lunga carriera diplomatica al servizio della Santa Sede. Ha ricoperto per otto anni l’incarico di segretario della Congregazione per le Chiese Orientali, poi dal febbraio 2009 si occupa di migranti e itineranti come presidente di quel Pontificio Consiglio. È il cardinale marchigiano Antonio Maria Vegliò, nato il 3 febbraio 1938 a Macerata Feltria e cresciuto nella diocesi di Pesaro.

Sentendo la chiamata al sacerdozio, ha iniziato a frequentare il Pontificio Seminario marchigiano regionale di Fano, dove ha seguito i corsi liceali. Diplomatosi in maturità classica al liceo Mamiani di Pesaro, nel 1957, dopo aver vinto il concorso, si è trasferito a Roma per studiare filosofia, teologia e diritto alla Pontificia Università Lateranense come alunno del Seminario Romano Maggiore. Il 18 marzo 1962 è stato ordinato sacerdote nella cattedrale di Pesaro dall’arcivescovo Luigi Carlo Borromeo. Ha conseguito, quindi, la licenza in filosofia e teologia, e ha ottenuto il dottorato in diritto canonico nel giugno 1966.

Il primo incarico pastorale è stato come vicario nella parrocchia di Santa Maria di Loreto a Pesaro; poi, nel 1966, è stato richiamato a Roma per frequentare l’Accademia Ecclesiastica, che ha terminato nel 1968. Nel luglio dello stesso anno gli è stato affidato il primo incarico nella nunziatura apostolica del Perú, dove è rimasto fino al novembre 1971.

Poi, è stato trasferito nella nunziatura delle Filippine fino al febbraio 1975 e, fino al maggio 1980, ha svolto servizio nella nunziatura a Dakar (Senegal), che allora aveva competenza su gran parte dei Paesi dell’Africa occidentale. È stato poi richiamato in Vaticano nella seconda sezione della Segreteria di Stato, che a quel tempo si chiamava Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa, dove è rimasto fino al giugno 1984. Terminato il servizio in Segreteria di Stato, è stato inviato nella nunziatura in Gran Bretagna, dove è rimasto fino al 27 luglio 1985, quando Giovanni Paolo II lo ha nominato arcivescovo titolare di Eclano, e nunzio apostolico in Papua Nuova Guinea e primo nunzio nelle Isole Salomone.

Ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 6 ottobre 1985 nella cattedrale di Pesaro dal cardinale Agostino Casaroli, segretario di Stato, assistito dall’arcivescovo Achille Silvestrini, segretario del Consiglio per gli Affari Pubblici della Chiesa, e dal vescovo diocesano Gaetano Michetti. Dopo gli anni trascorsi in Papua Nuova Guinea e nelle Isole Salomone, nell’ottobre 1989 è stato nominato nunzio apostolico in Senegal, Mali, Capo Verde, Guinea-Bissau e delegato apostolico in Mauritania. Qui ha svolto la delicata e impegnativa missione di organizzare il viaggio apostolico di Giovanni Paolo II nel gennaio 1990 in Capo Verde, Guinea Bissau e Mali. Due anni dopo, nel febbraio 1992, si è occupato dell’organizzazione della visita pastorale del Pontefice in Senegal. Nel settembre 1997 gli è stata affidata la nunziatura in Libano e Kuwait e la delegazione apostolica nella Penisola Arabica. In quel periodo il Libano, che sempre vive un equilibrio delicato, era abbastanza tranquillo e l’attenzione e l’impegno del nunzio si sono rivolti soprattutto alla vita della Chiesa.

L’11 aprile 2001 Giovanni Paolo II lo ha nominato segretario della Congregazione per le Chiese Orientali. Anche in quegli anni, con l’esperienza acquisita come nunzio in Libano e Kuwait, ha avuto modo di aiutare le numerose Chiese Orientali cattoliche nelle loro complesse problematiche. In tale periodo, sono state elevate ad arcivescovati maggiori le Chiese Orientali siro-malankarese e romena.

Ha seguito da vicino la vita del Pontificio Istituto Orientale, partecipando alle varie attività accademiche e intrecciando rapporti di amicizia con numerosi professori, soprattutto con l’allora rettore Cyril Vasil’, che gli è poi succeduto come segretario della Congregazione.

Tra i numerosi Sinodi, non bisogna dimenticare quelli della Chiesa caldea, della Siro-cattolica e di rito Gez, dell’Etiopia ed Eritrea, convocati a Roma per superare alcune difficoltà e tensioni. Dopo aver collaborato con l’allora prefetto, il cardinale Ignace Moussa i Daoud, della Chiesa siro-cattolica, ha lavorato con il cardinale Leonardo Sandri per circa un anno e mezzo.

Il 28 febbraio 2009 Benedetto XVI lo ha nominato presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Certamente la sua lunga esperienza acquisita come nunzio apostolico in alcuni Paesi in via di sviluppo gli è stata d’aiuto per affrontare il nuovo incarico nei riguardi dei migranti, dei loro problemi e di tutto il vasto mondo della mobilità umana (migranti, rifugiati e sfollati, studenti internazionali, turismo, pellegrinaggi e santuari, apostolato del mare, aviazione civile, nomadi, rom e sinti, circensi e fieranti, pastorale della strada).

Nei primi tre anni della sua presidenza ha svolto un’intensa attività con la realizzazione di eventi regionali e internazionali, tra i quali si ricordano: nel 2009, il primo incontro europeo di pastorale della strada (utenti, donne di strada, ragazzi, persone senza fissa dimora), il quarto congresso mondiale di pastorale dei migranti e rifugiati, l’incontro dei direttori nazionali della pastorale per i circensi e i fieranti; nel 2010, il secondo congresso mondiale di pastorale dei pellegrinaggi e santuari, l’incontro continentale latino-americano sulle migrazioni; nel 2011, l’incontro annuale dei coordinatori regionali dell’apostolato del mare, il terzo congresso mondiale di pastorale per gli studenti internazionali.

Significative sono state anche le visite pastorali ad alcune realtà ecclesiali: a Gerusalemme e ad Amman (Giordania), nel marzo 2011, sui problemi dei migranti e rifugiati; in Australia, nel maggio 2011, per incoraggiare la Chiesa cattolica nell’azione pastorale per i migranti e i rifugiati; in Ungheria, nel giugno 2011, sulla pastorale per i nomadi e quella per i santuari.

È anche intervenuto più volte nel dibattito pubblico a sostegno dei diritti di migranti, rifugiati, clandestini, rom, o di altre persone svantaggiate a causa della loro condizione nella mobilità. Si è espresso contro la pirateria che infesta i mari e ha indetto una campagna di solidarietà a favore dei marittimi e dei loro familiari colpiti dallo tsunami in Giappone. Ha promosso l’aggiornamento della Rivista del dicastero «People on the Move» e ha incoraggiato la creazione di un sito web del Pontificio Consiglio (www.pcmigrants.org), attivo dal settembre 2011.

Il cardinale

Giuseppe Bertello

Presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano

e presidente del Governatorato del medesimo Stato


 

Una vita vissuta nel servizio diplomatico della Santa Sede. Schivo, ma sempre pronto a condividere le vicende storiche e sociali dei popoli e delle nazioni che ha servito come rappresentante del Papa, il cardinale Giuseppe Bertello ha arricchito la sua esperienza umana e sacerdotale attraverso il contatto con genti e razze diverse, a ogni latitudine. E tutte le volte che è stato chiamato a lasciare un Paese per andare a servirne un altro, ha sempre portato con sé «quella meravigliosa esperienza umana e spirituale che, anche se vissuta per pochi anni, ti resta dentro e ti segna nel profondo dell’anima», come confessava al nostro giornale il 28 novembre 2011, a pochi giorni dalla conclusione del viaggio di Benedetto XVI in Benin, Paese nel quale Bertello ha ricoperto per quattro anni l’incarico di nunzio apostolico.

Tra l’altro, gli capitò di trovarsi nello Stato africano proprio negli anni (1987-1991) in cui i morsi di una gravissima crisi stavano trascinando la nazione verso la bancarotta. Ha assistito da vicino agli sforzi immensi fatti dalla popolazione per uscirne e alla decisiva partecipazione della Chiesa alla conferenza nazionale che ha sancito la fine di un regime e l’inizio di una nuova era di democrazia. Chiamato a confrontarsi con le più diverse problematiche egli ha acquisito una notevole esperienza in campo internazionale e ha sempre posto la sua competenza al servizio della pace e la sua sensibilità pastorale al servizio del Vangelo.

Nato a Foglizzo, un paesino piemontese, in provincia di Torino, il 1° ottobre 1942, Giuseppe Bertello è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1966. Nel 1966 ha iniziato i suoi studi presso la Pontificia Accademia Ecclesiastica e, dopo aver conseguito la licenza in teologia pastorale e il dottorato in diritto canonico, è stato chiamato al servizio diplomatico della Santa Sede il 1° febbraio 1971. I suoi primi incarichi sono stati nelle rappresentanze pontificie di Sudan, Turchia, Venezuela e nella missione permanente della Santa Sede presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra.

Nel 1987 è stato nominato capo della delegazione di osservatori della Santa Sede alla Conferenza dei ministri degli esteri del movimento dei non-allineati a Pyongyang. È stato, così, il primo sacerdote cattolico a visitare quella minuscola comunità cristiana, rimasta insoluta, dai tempi della guerra di Corea. Al rientro da quella importante missione è stato nominato arcivescovo titolare di Urbisaglia, era il 17 ottobre, e inviato come pro nunzio apostolico in Ghana, nel Togo e nel Benin. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 28 novembre dello stesso anno. Poi, il 12 gennaio 1991, è divenuto nunzio apostolico in Rwanda, adoperandosi in particolare per la composizione del conflitto tra le etnie hutu e tutsi, tanto da ricevere dal Governo rwandese un riconoscimento particolare per l’opera di pacificazione svolta.

Successivamente è ritornato come osservatore permanente della Santa Sede nuovamente presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra. Tra l’altro proprio durante questo periodo ha condotto il negoziato per l’ingresso della Santa Sede, come osservatore permanente, nell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Ne è stato il primo Osservatore.

Nel 2000 Giovanni Paolo II gli ha affidato la guida della rappresentanza vaticana alla decima Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Unctad) a Bangkok e, il 27 dicembre dello stesso anno, lo ha nominato nunzio apostolico in Messico, dove il 30 luglio 2002 ha avuto l’onore di accogliere Papa Wojtyła, giunto in Messico per la quinta visita apostolica. Benedetto XVI, l’11 gennaio 2007, lo ha richiamato per affidargli la nunziatura apostolica in Italia e nella Repubblica di San Marino. Il 3 settembre 2011 il Papa lo ha nominato presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e presidente del Governatorato del medesimo Stato.

Il cardinale

Francesco Coccopalmerio

Presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi


 

Prete ambrosiano ordinato da Giovanni Battista Montini, esperto giurista con lauree alla Gregoriana e alla Cattolica di Milano, cofondatore della rivista «Quaderni di diritto ecclesiale», il cardinale Francesco Coccopalmerio è da cinque anni alla guida del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi.

È nato il 6 marzo 1938 nell’arcidiocesi di sant’Ambrogio, a San Giuliano Milanese, dove il 14 marzo ha ricevuto il battesimo. Sua madre, Giuseppina Ceppi, era originaria di Sernio in Valtellina; suo padre, Alberto, nativo di Scontrone, in Abruzzo.

Dopo aver ottenuto, al termine dell’anno scolastico 1956-1957, la maturità classica presso il liceo statale di Busto Arsizio (Varese), è entrato a Vengono Inferiore nel seminario arcivescovile di Milano, di cui è stato alunno dal 1957 al 1962. Qui ha frequentato i primi due anni dei corsi della facoltà teologica milanese, raggiungendo il baccellierato. Completata la formazione seminaristica e accademica, il 28 giugno 1962 è stato ordinato sacerdote dal cardinale arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini.

Dopo un anno di insegnamento nel seminario minore di Masnago (Varese), il 26 giugno 1963 ha ottenuto la licenza in teologia. Inviato a Roma per specializzarsi in diritto canonico, ha frequentato la Facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana, fino a raggiungere nel 1968, sotto la guida del gesuita Wilhelm Bertrams, il dottorato con una dissertazione dal titolo La partecipazione degli acattolici al culto della Chiesa cattolica nella pratica e nella dottrina della Santa Sede dall’inizio del secolo XVII ai nostri giorni. Contestualmente si è iscritto alla Pontificia Accademia Alfonsiana, ottenendo nel 1970 il diploma di specializzazione in teologia morale. Ha frequentato poi la facoltà di giurisprudenza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano, dove nel 1976 ha conseguito la laurea con il professor Orio Giacchi.

I più significativi incarichi svolti nella diocesi ambrosiana sono stati quelli di addetto all’avvocatura generale della curia arcivescovile dal 1966 e, a partire dal 1980, di avvocato generale. Nel 1985 è divenuto pro-vicario generale dell’arcidiocesi. Otto anni più tardi, l’8 aprile 1993, è stato nominato da Giovanni Paolo II vescovo titolare di Celiana di Numidia e ausiliare di Milano, e il successivo 22 maggio ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella basilica di Sant’Ambrogio dal cardinale arcivescovo Carlo Maria Martini. Come vescovo ausiliare si è occupato soprattutto dei settori della cultura e dell’ecumenismo, e di questioni giuridiche, mettendo a disposizione la propria competenza in tali settori anche a favore della regione ecclesiastica lombarda.

Nella Conferenza episcopale italiana è stato membro del consiglio per gli affari giuridici dal 1993 e poi presidente del medesimo organismo dal 1999.

Il 15 febbraio 2007 è stato chiamato a Roma da Benedetto XVI come presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi. Sotto la sua presidenza sono stati celebrati i venticinque anni dalla promulgazione del Codice di Diritto Canonico (1983-2008) e il ventennale dall’entrata in vigore del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali (1990-2010). È anche membro della Congregazione per la Dottrina della Fede, del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Dal 2008 è consulente centrale dell’Unione giuristi cattolici italiani.

Ha insegnato diritto canonico nella facoltà teologica dell’Italia settentrionale, sia nella sede del seminario di Venegono sia nella sede centrale di Milano, a partire dall’anno accademico 1966. Dal 1981 è professore invitato nella facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana. È stato fondatore, con il gesuita Jean Beyer, della rivista «Quaderni di Diritto Ecclesiale» ed è autore di numerose pubblicazioni scientifiche nelle quali ha affrontato soprattutto i temi riguardanti la riflessione sulla identità del diritto ecclesiale, il secondo libro del Codice (in particolare la comunione con la Chiesa e la parrocchia), la communicatio in sacris e il diritto penale.

È cappellano conventuale ad honorem del Sovrano Militare Ordine di Malta e nel 2010 ha ricevuto il premio internazionale Empedocle per il diritto, l’economia e l’etica.

Il cardinale

João Braz de Aviz

Prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica


 

Si occupa di oltre un milione di consacrate e consacrati sparsi nei cinque continenti e di tutto quanto ruota intorno a quel mondo. Non è un religioso, ma ha dovuto imparare in fretta e conoscere dall’interno questo ricco e variegato universo, insostituibile patrimonio carismatico della Chiesa. È il cardinale João Braz de Aviz, chiamato poco più di un anno fa, il 4 gennaio 2011, da Benedetto XVI alla guida della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica.

È nato a Mafra, in diocesi di Joinville, nel sud del Brasile, il 24 aprile 1947. La spiritualità dell’unità del movimento dei Focolari, di cui è membro e che è diventato per lui come una «nuova famiglia», lo ha affascinato sin da adolescente, tanto che grazie a questa ha maturato la decisione di diventare sacerdote. Nel 1958 è entrato nel seminario minore del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) ad Assis, nello Stato di San Paolo, dove è rimasto fino al 1964. Poi, sempre accompagnato dal movimento, è passato al seminario maggiore Rainha dos Apóstolos di Curitiba e quindi ha frequentato la facoltà di Palmas.

Dai superiori è stato inviato a Roma per completare gli studi teologici presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito la licenza, e presso la Pontificia Università Lateranense, dove nel 1992 si è laureato in teologia dogmatica. Intanto, il 26 novembre 1972, è stato ordinato sacerdote dal vescovo di Apucarana, monsignor Romeu Alberti, ed è stato incardinato nella stessa diocesi, dove ha svolto servizio pastorale in varie parrocchie. È stato poi nominato rettore dei seminari maggiori di Apucarana e di Londrina, e ha insegnato teologia dogmatica all’istituto teologico Paolo VI di Londrina. In diocesi di Apucarana è stato membro del consiglio presbiterale e del collegio dei consultori, oltre che coordinatore generale della pastorale diocesana.

Il 6 aprile 1994 Giovanni Paolo II lo ha nominato ausiliare della diocesi di Vitória, assegnandogli la sede titolare vescovile di Flenucleta. Il 31 maggio seguente ha ricevuto l’ordinazione episcopale dal vescovo Domingos Gabriel Wisniewski. Il 12 agosto 1998 è stato trasferito a Ponta Grossa e il 17 luglio 2002 è stato promosso alla sede arcivescovile di Maringá, dove è rimasto poco più di un anno. Il 28 gennaio 2004 è stato nominato arcivescovo di Brasília, la capitale dell’immenso Paese.

La sua permanenza in diverse diocesi del Brasile è stata caratterizzata dalla ricerca dell’unità dei carismi, delle comunità, delle associazioni, come risposta agli orientamenti offerti da Giovanni Paolo II nella lettera apostolica Novo millennio ineunte. In particolare, il suo governo pastorale a Brasília è stato segnato dall’impegno accanto alla gente. L’atteggiamento di ascolto e di attenzione è testimoniato, tra l’altro, dalle numerose visite compiute nelle parrocchie, dalla partecipazione attiva alle riunioni vicariali, dalle iniziative promosse soprattutto per i giovani. Nel maggio del 2010 ha organizzato il XVI congresso eucaristico nazionale, in coincidenza con il cinquantesimo anniversario dell’arcidiocesi e della città di Brasília.

Anche alla guida del dicastero per i consacrati, il suo stile non è cambiato. In un primo momento ha avviato un profondo rapporto di comunione con l’arcivescovo redentorista Joseph Tobin, che già da alcuni mesi svolgeva il suo servizio di segretario del dicastero. L’esperienza di monsignor Tobin, per molti anni superiore generale del suo istituto e in rapporto con gli organismi di coordinamento della vita consacrata a Roma, gli è stata di molto aiuto soprattutto in questa fase iniziale. L’amore alla Chiesa e specialmente alla persona del Papa, insieme all’esperienza e alla competenza dei collaboratori nei vari uffici, hanno aggiunto un ulteriore prezioso contributo alla vita della Congregazione in questo anno.

Le numerose visite alle case generalizie, ai capitoli generali e a singole comunità, insieme ad alcuni viaggi realizzati in Europa e in Africa, gli hanno permesso di instaurare un rapporto diretto con tante famiglie religiose, con l’effetto di stabilire la fiducia reciproca e un clima di dialogo e di trasparenza, anche in situazioni di difficoltà e tensioni.

Il cardinale

Edwin Frederick O’Brien

Gran maestro dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme


 

Dal Bronx a West Point, l’accademia militare statunitense; dal seminario al Vietnam, prete in trincea accanto ai soldati; dalla sede primaziale della nazione americana, Baltimore, all’istituzione vaticana che sostiene i cristiani in Terra Santa, passando più volte per Roma come studente, rettore di collegio e, da ultimo, Gran maestro dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme: incrociano queste coordinate le principali tappe della vita del cardinale Edwin Frederick O’Brien.

Il nuovo porporato è infatti nato l’8 aprile 1939 nel quartiere Bronx, di New York, da Edwin Frederick O’Brien senior e Mary Winifred O’Brien. Aveva due fratelli, Ken e Tom, morti entrambi. Dopo aver frequentato la scuola primaria e secondaria in istituti cattolici newyorchesi, ha compiuto gli studi filosofici e teologici nel seminario arcidiocesano Saint Joseph’s, Dunwoodie a Yonkers, New York, dove ha conseguito la laurea di primo grado nel 1961, un master in teologia nel 1964 e un master umanistico nel 1965. In questo stesso anno, il 29 maggio, è stato ordinato sacerdote dal cardinale arcivescovo di New York Francis Spellman, e il suo primo incarico è stato quello di vicario della Most Holy Trinity Parish presso l’Accademia militare degli Stati Uniti a West Point, nello Stato di New York (1965-1970). In seguito è divenuto cappellano militare e, nel 1970, cappellano dell’esercito con i gradi di capitano, al servizio dell’82ª divisione aerea. Dal 1971 al 1972 è stato in Vietnam: da una base operativa in mezzo alla giungla, insieme con un pastore protestante, volava in elicottero negli avamposti difensivi per provvedere alle necessità spirituali dei soldati.

Nel 1973 ha lasciato l’esercito e ha iniziato gli studi per il dottorato in teologia morale alla Pontificia Università San Tommaso d’Aquino di Roma, risiedendo come studente laureato presso il Pontificio Collegio Americano del Nord. Nel 1976 ha ultimato la tesi di dottorato intitolata L’origine e lo sviluppo dei principi morali negli scritti di Paul Ramsey.

Tornato in patria per proseguire il proprio servizio nella Chiesa di New York, è stato vice cancelliere dell’arcidiocesi e vice parroco della cattedrale di Saint Patrick. Nel 1979 ha coordinato l’organizzazione della visita di Giovanni Paolo II e per due anni (1981-1983) è stato direttore delle comunicazioni dell’arcidiocesi. Segretario personale del cardinale arcivescovo di New York (1983-1985), è poi stato per due mandati rettore del seminario maggiore arcidiocesano Saint Joseph’s, Dunwoodie (1985-1989 e 1994-1997). Nell’intervallo è stato rettore del Pontificio Collegio Americano del Nord a Roma (1990-1994).

Il 6 febbraio 1996 è stato nominato vescovo titolare di Tizica e ausiliare di New York. Ha ricevuto l’ordinazione episcopale il successivo 25 marzo dal cardinale John Joseph O’Connor, nella cattedrale di Saint Patrick. Il 7 aprile 1997 è stato promosso coadiutore, con dignità di arcivescovo, dell’ordinario militare per gli Stati Uniti d’America, al quale è succeduto il successivo 12 agosto. Dal settembre 2005 al giugno 2006 è stato coordinatore per la Santa Sede della visita apostolica nei seminari e nelle case di formazione sacerdotale statunitensi. Nel 2007 è stato annoverato tra i membri della Congregazione per l’Educazione Cattolica.

Il 12 luglio 2007 Benedetto XVI lo ha nominato quindicesimo arcivescovo di Baltimore, la diocesi più antica della nazione. Successore del cardinale William Henry Keeler, l’arcivescovo O’Brien ha fatto il suo ingresso il 1° ottobre 2007. La sua attività pastorale si è concentrata su diverse realtà strategiche della Chiesa: in particolare, la pastorale delle vocazioni, la promozione di una cultura del rispetto della dignità di ogni persona, il miglioramento della qualità della vita.

Di fronte al calo delle iscrizioni nelle scuole cattoliche, l’arcivescovo O’Brien ha avviato una revisione senza precedenti e un processo di pianificazione per tutto il sistema didattico, che ha portato alla creazione di una strategia di lungo periodo per rafforzare gli istituti educativi cattolici. Inoltre ha elaborato altre norme per aiutare le scuole cattoliche a rimanere competitive.

Il 29 agosto 2011 Benedetto XVI lo ha chiamato a Roma come pro Gran maestro dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, successore del connazionale cardinale John Patrick Foley (scomparso lo scorso 11 dicembre), il quale aveva lasciato l’incarico per gravi motivi di salute. Fino alla nomina del nuovo arcivescovo di Baltimore, O’Brien continua a guidare l’arcidiocesi come amministratore apostolico.

Il cardinale

Domenico Calcagno

Presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica


 

Giovane collaboratore del cardinale Siri a Genova, poi nell’Urbe al servizio della Conferenza episcopale italiana; di nuovo nella regione natale come vescovo e infine ai massimi vertici dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica: si è snodato lungo un asse che va dalla Liguria a Roma il ministero del cardinale sessantanovenne Domenico Calcagno.

Nato il 3 febbraio 1943 nel comune di Parodi Ligure, in provincia di Alessandria e arcidiocesi di Genova, è stato battezzato quattro giorni dopo nella parrocchia Santa Maria di Tramontana. Terminate le scuole elementari, il 10 ottobre 1954 è entrato nel seminario minore della città della Lanterna, dove ha frequentato le medie, il ginnasio e il liceo. Nell’ottobre 1962, proprio mentre aveva inizio il concilio Vaticano II, è stato inviato a Roma per completare la formazione filosofica e teologica presso la Pontificia Università Gregoriana. In quegli anni è stato alunno del Pontificio Seminario Lombardo. A conclusione degli studi, ha conseguito il baccellierato in filosofia e il dottorato in teologia dogmatica. Il 25 febbraio 1967, è stato ordinato sacerdote a Genova dal cardinale Giuseppe Siri. L’anno dopo, nel 1968, è diventato vicario nella parrocchia di Sant’Ambrogio a Uscio e incaricato dell’insegnamento nel seminario arcivescovile genovese. Ha insegnato filosofia, teologia morale fondamentale, teologia fondamentale e dogmatica.

Nell’agosto del 1969, per l’accresciuto impegno nell’insegnamento di filosofia e teologia, ha lasciato la parrocchia di Uscio ed è stato nominato rettore dell’Oratorio di Sant’Erasmo in Genova-Quinto, sviluppando un sempre più stretto rapporto di collaborazione con il cardinale arcivescovo. Nel frattempo è stato anche eletto nel Consiglio presbiterale diocesano, poi nella Commissione presbiterale ligure e nella Commissione presbiterale italiana, della quale è in seguito divenuto segretario, ricoprendo tale carica per oltre dieci anni.

Nel 1985 è stato nominato presidente dell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero e responsabile dell’organizzazione della prima visita di Giovanni Paolo II a Genova, svoltasi dal 21 al 22 settembre. Quando, dopo gli oltre quarant’anni di ministero del cardinale Siri, sulla cattedra di san Lorenzo è giunto nel 1987 l’arcivescovo Giovanni Canestri, nel mese di settembre Calcagno, oltre ai precedenti incarichi, ha assunto anche quello di vicario episcopale per le nuove attività.

Alla morte di Siri, nel 1989, con l’assenso del cardinale Canestri, è stato inviato a Roma, alla Conferenza episcopale italiana, per assumere l’incarico di direttore dell’Ufficio nazionale per la cooperazione missionaria tra le Chiese. Nel 1992 ha lasciato l’insegnamento presso la sezione di Genova della facoltà teologica dell’Italia Settentrionale e ha assunto l’impegno di professore invitato nella facoltà di teologia della Pontificia Università Urbaniana. Ha collaborato quale insegnante fino alla nomina a vescovo, nel gennaio del 2002.

Nel 1996 è stato nominato presidente dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero e, nel 1999, economo della Conferenza episcopale italiana. Contemporaneamente presiedeva il collegio dei revisori dei conti della Caritas italiana e dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero.

Eletto vescovo di Savona-Noli il 25 gennaio 2002, ha ricevuto l’ordinazione episcopale dall’arcivescovo di Genova, cardinale Dionigi Tettamanzi, il 9 marzo dello stesso anno. Co-ordinanti sono stati il cardinale Canestri e il nunzio apostolico in Italia, Paolo Romeo. Il successivo 17 marzo ha iniziato il ministero episcopale nella diocesi ligure e il giorno seguente ha partecipato per la prima volta al pellegrinaggio cittadino al santuario di Nostra Signora di Misericordia.

Il 7 luglio 2007 è stato promosso arcivescovo e nominato segretario dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e il 7 luglio 2011 è succeduto al cardinale Attilio Nicora nella carica di presidente del medesimo dicastero.

Il cardinale

Giuseppe Versaldi

Presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede


 

Un canonista con specializzazione in psicologia al servizio della Chiesa. È il cardinale Giuseppe Versaldi, nato il 30 luglio 1943 all’ombra del castello di Villarboit, nella campagna vercellese, a pochi chilometri dalle celebri risaie di Arborio.

Ha compiuto gli studi presso il seminario di Vercelli, e il 29 giugno 1967 è stato ordinato sacerdote del clero dell’arcidiocesi natale, dove è stato coadiutore presso la parrocchia del Santissimo Salvatore fino al 1970, anno in cui il suo arcivescovo lo ha nominato direttore spirituale dei seminaristi liceali. Ha ricoperto questo incarico fino al 1972, quando è stato inviato a Roma per completare gli studi. Ha seguito dapprima i corsi in psicologia e poi quelli in diritto canonico presso la Pontifica Università Gregoriana, conseguendo rispettivamente la licenza e la laurea.

Rientrato a Vercelli nel 1976, è stato incaricato di avviare il consultorio familiare diocesano, di cui è stato direttore, e di curare la pastorale delle famiglie. Successivamente è divenuto presidente della Federazione regionale piemontese dei consultori di ispirazione cristiana. Intanto, nel 1977 gli era stata affidata la parrocchia della frazione di Larizzate. In quegli anni ha seguito anche i corsi presso lo Studio della Rota Romana, conseguendo il titolo di avvocato rotale.

È stato invitato a insegnare diritto canonico e psicologia alla Pontificia Università Gregoriana, pur mantenendo in parte le sue attività nell’arcidiocesi di Vercelli. Divenuto poi referendario (1985) e votante (1990) del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, è stato anche docente di antropologia presso lo Studio della Rota Romana. Nel 1993 ha conseguito il grado di professore ordinario presso la Gregoriana. Ha insegnato anche nella sezione di Torino della facoltà teologica dell’Italia Settentrionale e all’università Marcianum di Venezia.

Nel 1994 l’allora arcivescovo di Vercelli, monsignor Tarcisio Bertone — oggi segretario di Stato di Benedetto XVI — lo ha nominato vicario generale dell’arcidiocesi, ufficio nel quale è stato confermato anche dall’arcivescovo Enrico Masseroni, succeduto a Bertone nel 1996. Tra gli altri incarichi ricoperti, da ricordare quello di presidente della fondazione del museo del Tesoro del duomo e dell’archivio capitolare. È stato anche membro dell’organo di indirizzo della fondazione Cassa di risparmio di Vercelli.

Il 4 aprile 2007 la nomina a vescovo di Alessandria. Il successivo 26 maggio Versaldi ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella cattedrale di Vercelli dall’arcivescovo Masseroni e ha poi fatto ingresso in diocesi il 10 giugno. Nel marzo 2009 il Papa lo ha nominato visitatore apostolico dei legionari di Cristo per Italia, Israele, Filippine e Corea, servizio che lo ha impegnato fino al maggio 2010. È membro del consiglio per gli affari giuridici della Conferenza episcopale italiana; direttore dell’osservatorio giuridico-legislativo presso la Conferenza episcopale del Piemonte – Valle d’Aosta; assistente dell’associazione dei medici cattolici della regione Piemonte.

Il 15 settembre 2007 Benedetto XVI lo ha nominato membro del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e il 21 settembre 2011 presidente della Prefettura degli Affari Economici della Santa Sede, elevandolo al contempo alla dignità di arcivescovo. Versaldi è rimasto amministratore apostolico della diocesi di Alessandria.

Il cardinale

George Alencherry

Arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly dei Siro-Malabaresi (India)


 

Capo spirituale di quattro milioni di cattolici siro-malabaresi in India, nei Paesi del Golfo, in Europa, negli Stati Uniti d’America, ma anche in Sud Africa e in Australia, l’indiano mar George Alencherry è il quarto arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly a ricevere la porpora.

Nato in una famiglia cattolica del Kerala il 19 aprile 1945, nella parrocchia di Thuruthy, nel territorio dell’arcieparchia di Changanacherry dei siro-malabaresi, è il sesto dei dieci figli di Philipose e Mary Alencherry. Il suo nome di battesimo è Geevarghese. Due fratelli sono sacerdoti – José e Francis – e una sorella, Cherupushpam, è religiosa della congregazione delle suore dell’adorazione del Santissimo Sacramento.

Ha frequentato la scuola primaria nel suo paese natale, alla Saint Mary’s school, e la secondaria alla Berchman’s high school, a Changanacherry. Nel 1961 è entrato nel seminario minore arcidiocesano di Parel, sempre a Changanacherry. Intanto ha ottenuto anche il diploma di laurea di secondo grado in economia al Berchman’s college. Ha completato gli studi filosofici e teologici al Pontificio seminario di San Giuseppe ad Aluva.

Il 19 novembre 1972 è stato ordinato sacerdote nel suo paese natale, nella chiesa parrocchiale di santa Maria, da monsignor Antony Padiyara, allora arcivescovo di Changanacherry, poi cardinale, che lo ha chiamato come suo segretario personale e gli ha anche chiesto di continuare gli studi superiori al Pontificio istituto di teologia e filosofia, ad Aluva, dove ha conseguito il diploma di laurea di primo grado. Ha anche iniziato il servizio pastorale, prima come vicario della chiesa di Pariyarmugham e poi come vicario della cattedrale di Changanacherry, direttore del dipartimento diocesano per la formazione della fede e direttore delle Sunday schools dell’arcieparchia. È stato poi per tre anni segretario della commissione per il catechismo del consiglio dei vescovi del Kerala. Un lavoro di formazione culminato a Parigi, dove ha conseguito il dottorato in teologia biblica alla Sorbona e si è specializzato in catechesi all’Institute catholique.

Tornato in India, dal 1986 al 1993 è stato direttore del centro pastorale orientale inter-rituale a Palarivottom, che dipende dalla conferenza episcopale del Kerala, di cui è stato vice-segretario. Ha insegnato a lungo pastorale e teologia sistematica al seminario San Tommaso di Vadavathoor, al Pontificio istituto orientale di studi religiosi e al Pontificio istituto di teologia e filosofia di Aluya. Dal 1994 al 1996 è stato vicario della sede di Changanacherry.

L’11 novembre 1996 Giovanni Paolo II lo ha nominato primo vescovo della nuova diocesi di Thuckalay dei siro-malabaresi. Il 2 febbraio 1997 ha ricevuto l’ordinazione episcopale. Tra i suoi incarichi in questa nuova veste anche quelli di segretario del Sinodo dei vescovi, presidente della commissione per il catechismo dell’arcivescovado maggiore siro-malabarese e presidente della commissione per i laici della conferenza episcopale indiana.

Alla morte del cardinale Varkey Vithayathil, il 24 maggio 2011 è stato canonicamente eletto arcivescovo maggiore di Ernakulam-Angamaly nel Sinodo dei vescovi della Chiesa siro-malabarese riunitosi nella sede della curia a Mount Saint Thomas, Kakkanad-Kochi, nel Kerala. Il 26 maggio Benedetto XVI ha concesso la conferma della nomina. George Alencherry ha quindi preso possesso della sua sede il 29 maggio.

Per descrivere la sua missione ha scelto come motto «Il servizio al dialogo di verità e di amore». Vede la sua Chiesa, radicata nella predicazione di san Tommaso, impegnata in prima linea nella ricerca di una maggiore cooperazione ecumenica e anche con le altre religioni, per dare un contributo allo sviluppo dell’India, soprattutto in campo educativo e dell’assistenza sociale. Non nasconde il problema della condizione di minoranza e quello del confronto con chi in India fomenta il fondamentalismo, anche se in Kerala la situazione è più tranquilla che in altre parti del Paese, come l’Orissa.

Autore tra l’altro del volume Morality Today and Tomorrow, pubblicato in malayalam, ha scritto numerosi articoli in diverse lingue anche per comunicare direttamente con i fedeli siro-malabaresi che vivono lontano dal Kerala.

Il cardinale

Thomas Christopher Collins

Arcivescovo di Toronto (Canada)


 

Un accademico canadese, studioso dell’Apocalisse, alla guida dell’arcidiocesi cosmopolita di Toronto: è il ritratto del nuovo cardinale Thomas Christopher Collins. Rettore di università, è stato anche vescovo di Saint Paul in Alberta e arcivescovo di Edmonton. Conosce Toronto, anche per essere stato tra i protagonisti dell’organizzazione della Giornata mondiale della gioventù svoltasi nel 2002 sotto l’episcopato del suo predecessore, il cardinale Aloysius Matthew Ambrozic. Le sue esperienze di studio e di pastorale sul campo lo hanno portato così, da arcivescovo di Toronto, a un particolare impegno per la formazione e l’educazione delle nuove generazioni, con uno specifico accento sulla missione delle scuole cattoliche.

Nato il 16 gennaio 1947 a Guelph, nel territorio della diocesi di Hamilton, nella regione dell’Ontario, Thomas Christopher è il più giovane della sua famiglia. Abitava dietro la chiesa di Nostra Signora, dove serviva puntuale come chierichetto la prima messa della mattina. Suo padre era direttore della diffusione del giornale «Guelph Mercury» e sua madre era segretaria in uno studio legale. Forse proprio il lavoro della mamma lo aveva portato, ancora giovanissimo, alla scelta di intraprendere la professione di avvocato, maturando poi il desiderio di fare l’insegnante. E proprio un insegnante è all’origine della sua vocazione al sacerdozio. È stato infatti il suo professore di inglese alla Bishop Macdonnel catholic high school a suggerirgli di prendere in considerazione il progetto di entrare in seminario. Una maturazione vocazionale che ha portato avanti proseguendo i suoi studi. Nel 1969 ha ottenuto la laurea di primo grado in inglese al Saint Jerome college a Waterloo e nel 1973 ha conseguito ben due lauree: una, ancora più specialistica, in inglese alla University of Western Ontario e l’altra in teologia al St Peter’s seminary a London. Sempre nel 1973, il 5 maggio, ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nella cattedrale di Cristo Re a Hamilton, dove ha svolto l’ufficio di vicario dopo esserlo stato anche nella parrocchia del Santo Rosario a Burlington. In quegli anni ha insegnato alla Cathedral boy’s high school di Hamilton.

Ha proseguito i suoi studi a Roma, specializzandosi nelle Sacre Scritture e, in particolare, nell’esegesi dell’Apocalisse. Ha conseguito il diploma al Pontificio Istituto Biblico nel 1978 e il dottorato in teologia alla Pontificia Università Gregoriana nel 1986.

La sua passione per gli studi lo ha portato a ricoprire ruoli importanti in ambito accademico, fino alla sua nomina a vescovo coadiutore di Saint Paul in Alberta, avvenuta il 25 marzo 1997. Il 14 maggio ha ricevuto l’ordinazione episcopale e il 30 giugno è succeduto al vescovo alla guida della diocesi.

Ha insegnato a lungo inglese, Sacre Scritture e teologia al Saint Peter’s seminary di London, divenendo poi vice-rettore e nel 1995 rettore. Membro e quindi presidente della commissione nazionale teologica della Conferenza episcopale canadese, è stato anche presidente della commissione nazionale per l’ecumenismo, presidente della conferenza dei vescovi di Alberta, presidente del Newman theological college board of governors, a Edmonton, presidente del Saint Joseph’s college board of governors dell’università di Alberta, membro dei consigli direttivi della Caritas health group e della Alberta catholic health corporation. È inoltre autore di numerose pubblicazioni a carattere pastorale e scientifico.

Deum adoro — il suo motto episcopale — è tratto dall’Apocalisse (22, 9). E lo motiva con queste parole: «È Dio che reclama la nostra adorazione e la nostra lealtà, nel culto e nell’azione. San Tommaso Moro lo ha espresso con le ultime parole prima del martirio: io muoio come buon servitore del re, ma prima di Dio» .

Nominato il 18 febbraio 1999 coadiutore di Edmonton, ne è divenuto arcivescovo il 7 giugno successivo. Un servizio che ha svolto fino al 16 dicembre 2006, quando è stato trasferito alla sede arcivescovile di Toronto. Ne ha preso possesso il 30 gennaio 2007. In quello stesso anno è entrato a far parte del consiglio permanente della Conferenza episcopale canadese. Da allora è anche cancelliere della University of Saint Michael’s college e del Pontificio istituto di studi medioevali di Toronto. Nel 2008 è divenuto presidente della Conferenza episcopale dell’Ontario. Dal 2010 fa parte del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. È anche gran priore per la luogotenenza Canada-Toronto dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Forte di questa esperienza, ha portato il suo contributo ai lavori dell’assemblea speciale per il Medio Oriente del Sinodo dei vescovi, nell’ottobre 2010.

Il cardinale

Dominik Jaroslav Duka

Arcivescovo di Praha(Repubblica Ceca)


 

È stato un percorso particolare e non facile quello compiuto dal cardinale ceco Jaroslav Duka, prima di poter coronare il suo sogno di diventare sacerdote dell’ordine di san Domenico in un periodo in cui nel suo Paese la Chiesa ha subito forti persecuzioni.

È infatti nato il 26 aprile 1943 a Hradec Králové, nell’allora Cecoslovacchia. Suo padre, ufficiale dell’esercito, durante l’invasione nazista, con l’aiuto del domenicano Giorgio Maria Veselý, era riuscito a lasciare il Paese e, attraverso la Svizzera, a raggiungere l’Inghilterra, dove sino alla fine della Seconda guerra mondiale aveva combattuto nell’esercito cecoslovacco estero. Negli anni Cinquanta, però, era stato arrestato dalle autorità del nuovo regime insieme con altri ufficiali del fronte occidentale. Erano gli anni dell’ateismo di Stato e della repressione ideologica. L’arresto del padre ha avuto conseguenze su tutta la famiglia. Infatti, quando il giovane Jaroslav ha conseguito il diploma di maturità nel 1960, nel ginnasio Josef Kajetan Tylle, avrebbe voluto proseguire gli studi, ma le autorità non glielo hanno permesso. Così ha dovuto mettersi alla ricerca di un lavoro. Ha iniziato in una fabbrica a Hradec Králové, dove è rimasto dal 1960 al 1962 come operaio e poi ha ottenuto la specializzazione di tornitore. Nei due anni seguenti ha prestato servizio militare, quindi è rientrato nella fabbrica, non potendo ancora realizzare la sua vocazione religiosa. Nel 1965, dopo tanta attesa, è stato ammesso nella facoltà teologica dei santi Cirillo e Metodio, a Litoměřice.

Il 5 gennaio 1968 è entrato clandestinamente nell’ordine dei Frati Predicatori — a quel tempo bandito e considerato illegale nel territorio cecoslovacco — ricevendo il nome di Dominik. Terminato il primo anno di noviziato, ha emesso i voti temporanei il 6 gennaio 1969. Il 22 giugno 1970 è stato ordinato sacerdote dal cardinale Štěpán Trochta e per cinque anni ha lavorato come amministratore nelle parrocchie ai confini dell’arcidiocesi di Praga: Chlum svaté Máří, Jáchymov e Nové Mitrovice, che ora fanno parte della diocesi di Plzeň. Il 7 gennaio 1972 ha emesso la professione solenne.

Nel 1975 gli è stato ritirato il «permesso statale di amministratore spirituale» e questo gli ha impedito di vivere apertamente la sua consacrazione religiosa. Per quindici anni ha dovuto lavorare come disegnatore in una fabbrica automobilistica. Nonostante l’impiego quotidiano, ha continuato a dedicarsi allo studio, riuscendo a collaborare con i domenicani in maniera clandestina e a rischio della libertà. Dal 1975 al 1986 è stato vicario del provinciale e negli anni 1976-1981 maestro dei chierici. Contemporaneamente ha collaborato alla realizzazione del centro clandestino di studi religiosi e ha organizzato le attività della giovane generazione domenicana nel territorio della Cecoslovacchia. Nel 1979 ha ottenuto la licenza in teologia alla Pontificia facoltà di teologia San Giovanni Battista, a Varsavia.

Nel 1981 è stato condannato per aver contrastato la sorveglianza statale sulle Chiese secondo il Codice penale allora vigente. Per quindici mesi è stato internato nel carcere di Plzeň-Bory con queste motivazioni: attività religiose, organizzazione dello studio dei chierici domenicani, pubblicazione di stampa clandestina «samizdat» e collaborazione con l’estero. Riammesso alla vita civile, dal maestro generale dell’Ordine è stato nominato, nel 1986, superiore della provincia cecoslovacca domenicana, incarico mantenuto fino al 1998. Nel novembre 1989 — anno della «rivoluzione di velluto» — è stato eletto presidente della conferenza dei superiori maggiori religiosi della Cecoslovacchia e vicepresidente dell’unione europea della conferenza dei superiori maggiori religiosi, incarico che mantenuto negli anni 1992-1996. Ha poi insegnato come assistente di teologia biblica alla facoltà di teologia dell’università Palacký, a Olomouc, e negli anni 1990-1998 ha fatto parte della commissione di accreditamento presso il Governo.

Il 6 giugno 1998 è stato nominato da Giovanni Paolo II vescovo di Hradec Králové. Il 26 settembre successivo ha ricevuto l’ordinazione episcopale dall’arcivescovo Karel Otčenášek, co-ordinanti il cardinale Miloslav Vlk e l’allora nunzio apostolico, l’arcivescovo Giovanni Coppa (oggi cardinale), nella cattedrale dello Spirito Santo a Hradec Králové. In diocesi, dove è rimasto per undici anni, ha promosso varie iniziative, tra le quali la fondazione dell’istituto teologico e del ginnasio a Skuteč. Nel 2002 ha convocato il secondo congresso eucaristico diocesano. Durante il suo servizio episcopale è stato completato il restauro dell’Adalbertino, all’interno del quale è stata costruita la nuova biblioteca vescovile.

Il 10 novembre 2004 ha pubblicato il nuovo statuto del capitolo della cattedrale dello Spirito Santo e ha nominato i nuovi canonici. Negli anni 2000-2004 è stato eletto vicepresidente della Conferenza episcopale ceca. Il 6 novembre 2004 Giovanni Paolo II lo ha nominato amministratore apostolico della diocesi di Litoměřice, incarico che ha mantenuto fino al 22 novembre 2008. Negli anni 2007-2008 ha organizzato le celebrazioni del settimo centenario della cattedrale dello Spirito Santo. Negli anni 2008-2009 ha promosso la Settimana della vicendevole conoscenza e comprensione per il dialogo ecumenico e con quanti sono alla ricerca di Dio. Il 1° luglio 2009 ha fondato il Tribunale ecclesiastico diocesano. Il 13 febbraio 2010 è stato nominato da Benedetto XVI arcivescovo di Praga, dove ha fatto ingresso il 10 aprile successivo. È gran cancelliere della Facoltà di teologia all’università Carlo di Praga. Il 21 aprile 2010 è stato eletto presidente della Conferenza episcopale ceca. Nel corso degli anni ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti, sia dalle istituzioni civili sia da quelle religiose.

Fa parte del Foro etico della Repubblica Ceca e del consiglio scientifico della facoltà di teologia di Praga. Svolge l’incarico di presidente del consiglio di amministrazione all’Opera cattolica biblica. È membro del Centro di studi biblici e fa parte della Confederazione dei prigionieri politici. È anche caporedattore della rivista «Salve» per la teologia, cultura e la vita spirituale, e collabora alla redazione della rivista «Communio». È anche presidente d’onore dell’Associazione famiglia di Santa Zdislava.

Significativo il suo contributo alla traduzione della Bibbia di Gerusalemme in lingua ceca, pubblicata nel 2009, per la quale ha lavorato per trent’anni. È autore di volumi e di molti articoli pubblicati su riviste e giornali.

Il cardinale

Willem Jacobus Eijk

Arcivescovo di Utrecht (Paesi Bassi)


 

Medico, esperto di bioetica, da cinque anni primate della Chiesa cattolica nei Paesi Bassi, il cardinale Willem Jacobus Eijk è da poco anche presidente della Conferenza episcopale olandese.

Nato il 22 giugno 1953 a Duivendrecht, in diocesi di Haarlem-Amsterdam, dopo le scuole primarie presso la S. Joannes-School nella città natale (1959-1965) e quelle secondarie presso il S. Nicolaas-Lyceum nella capitale (1965-1971), ha studiato medicina all’università di Amsterdam, laureandosi nel 1978.

Dopo un anno e mezzo di tirocinio ospedaliero, nel 1980 è entrato nel seminario della diocesi di Roermond, proseguendo gli studi di bioetica medica all’Università di Leiden.

Ordinato sacerdote il 1° giugno 1985, ha svolto il suo ministero nella parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Venlo-Blerick. Nel 1987 ha conseguito il dottorato di ricerca in bioetica medica, con una dissertazione sull’eutanasia.

In seguito, nel 1990, ha conseguito anche il dottorato di ricerca in filosofia presso la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino, con una tesi sui problemi etici dell’ingegneria genetica. Poco dopo ha iniziato a insegnare etica e teologia morale al seminario in cui si era formato (1990-1999) e in quello della diocesi di ’s-Hertogenbosch (1990-1997). Negli stessi anni è stato membro del consiglio direttivo della Netherlands artsenverbond (associazione di medici pro-life), cofondatore e presidente della Stichting medische ethiek a Maastricht, che organizza conferenze e pubblicazioni sull’etica medica, e professore part-time a Lugano, in Svizzera, presso la facoltà teologica della locale università, dove da febbraio a luglio 1999 è stato docente ordinario.

Inoltre, dal 1997 al 2002, ha fatto parte della Commissione teologica internazionale.

Chiamato a succedere al vescovo Möller alla guida della diocesi di Groningen-Leeuwarden il 17 luglio 1999, il successivo 6 novembre ha ricevuto l’ordinazione episcopale, scegliendo come motto Noli recusare labore («Non rifiutare la fatica»). Tra le iniziative più rilevanti del suo ministero episcopale va ricordata quella dei cosiddetti «luoghi della speranza»: per suo volere, tutte le chiese — a cominciare dalla cattedrale di San Giuseppe — sono state trasformate da edifici di culto attivi solo nei fine settimana in comunità aperte e ricettive sette giorni su sette. L’iniziativa ha avuto tanto successo da essere adottata nelle altre diocesi olandesi e ha avuto un ruolo centrale nella rinnovata partecipazione dei fedeli alla vita ecclesiale, che ha portato anche a un incremento delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata.

Dopo otto anni a Groningen, l’11 dicembre 2007 Benedetto XVI lo ha scelto come settantesimo successore di san Villibrordo, promuovendolo arcivescovo di Utrecht. Il 26 gennaio 2008 ha fatto il suo ingresso nella cattedrale di Santa Caterina, dove lo avevano preceduto i cardinali Adrianus Johannes Simonis, Johannes Gerardus Maria Willebrands, Bernard Jan Alfrink e Johannes de Jong.

Dopo aver ricoperto vari incarichi nella Conferenza episcopale dei Paesi Bassi, nel 2011 ne è stato eletto presidente. Autore di numerose pubblicazioni, è membro del consiglio direttivo della Pontificia Accademia per la Vita, della Congregazione per il Clero e del Pontificio Consiglio della Cultura.

Il cardinale

Giuseppe Betori

Arcivescovo di Firenze (Italia)


 

Teologo e biblista, sottosegretario e poi segretario generale della Conferenza episcopale italiana durante la presidenza di Camillo Ruini — con il quale ha collaborato all’elaborazione e alla realizzazione del Progetto culturale — il cardinale Giuseppe Betori diventa il quarto tra gli attuali porporati legati a filo doppio alla Chiesa fiorentina. Il collegio cardinalizio annovera, infatti, oltre all’attuale arcivescovo di Firenze, Ennio Antonelli, Silvano Piovanelli e Domenico Bartolucci.

Nato a Foligno il 25 febbraio 1947, è il secondo dei quattro figli di Antonio Betori e Lina Martelloni, entrambi attivi nella vita dell’Azione Cattolica cittadina. Il padre, insegnante, fu in particolare tra gli artefici della nascita e dello sviluppo della Casa del Ragazzo, opera locale per l’educazione e l’avviamento al lavoro di giovani emarginati.

Ha frequentato le scuole medie e ginnasiali nel seminario vescovile della diocesi natale e gli studi liceali nel seminario regionale umbro, ad Assisi. Inviato a Roma per la formazione teologica presso la Pontificia Università Gregoriana, come alunno del Pontificio Seminario Lombardo, successivamente si è specializzato in Sacra Scrittura presso il Pontificio Istituto Biblico, come alunno del Collegio Sant’Apollinare. Conseguita la licenza in sacra teologia alla Gregoriana nel 1970, è stato ordinato sacerdote dal vescovo Siro Silvestri, il 26 settembre dello stesso anno.

Ultimata la specializzazione al Pontificio Istituto Biblico, è stato incaricato di corsi di teologia fondamentale e poi di scienze bibliche nell’istituto teologico di Assisi, e contemporaneamente nominato parroco di San Michele Arcangelo in Cave, frazione periferica di Foligno. Nell’istituto teologico assisiate, dove ha insegnato dal 1973 al 2001, è stato ordinario di Sacra Scrittura e poi direttore dal 1982 al 1987. Dall’ottobre 1988 al settembre 1991 ha insegnato anche nell’istituto superiore di scienze religiose di Assisi. Ha svolto attività di docenza anche in scuole di formazione teologica: da quella di Foligno, di cui è stato direttore dal 1980 al 1991, a quelle delle altre diocesi umbre.

Nel gennaio 1981 ha conseguito il dottorato presso il Pontificio Istituto Biblico, con una tesi dal titolo Perseguitati a causa del Nome. Struttura dei racconti di persecuzione in Atti 1, 12-8, 4 (pubblicata nello stesso anno nella collana dell’istituto «Analecta Biblica»). La ricerca costituisce uno dei primi tentativi in Italia di applicazione a testi biblici delle metodologie legate all’analisi strutturale e alla semiotica. I successivi studi, pubblicati in saggi e articoli, sono stati dedicati all’esegesi dell’opera lucana, ai temi di ermeneutica biblica e al rapporto tra Bibbia e catechesi. Dal 1973 al 1979 è stato assistente diocesano dell’Azione cattolica di Foligno, poi si è dedicato alla pastorale giovanile cittadina, in particolare dal dicembre 1982 come assistente ecclesiastico del centro istituto San Carlo. Sempre a Foligno è stato membro del consiglio presbiterale, del collegio dei consultori e del consiglio pastorale diocesano, di cui è divenuto anche segretario. Dal febbraio 1984 fino al maggio 2001 è stato canonico del capitolo della cattedrale di San Feliciano. Ha svolto il compito di segretario generale del Sinodo diocesano di Foligno (gennaio 1986 – maggio 1991) celebrato dal vescovo Giovanni Benedetti, di cui è stato stretto collaboratore. Dal 1977 al 1991 è stato membro della segreteria del centro regionale umbro di pastorale, che ha retto come direttore dal 1981 al 1985.

Dal 1978 ha collaborato con l’ufficio catechistico nazionale, soprattutto nelle équipes di stesura dei catechismi della Conferenza episcopale italiana (Cei) e come membro della consulta nazionale dell’ufficio stesso. La collaborazione con la Cei si è estesa poi alla segreteria generale, negli studi preparatori e nella redazione di diversi documenti. Dal 1986 al 1991 è stato membro del comitato per gli istituti di scienze religiose. Dal 1991 al 1996 è stato direttore dell’Ufficio catechistico nazionale, curando la pubblicazione dei testi definitivi dei catechismi dei fanciulli, dei giovani e degli adulti, con le relative note. Ha pure seguito la traduzione italiana del Catechismo della Chiesa Cattolica, la celebrazione del secondo convegno nazionale dei catechisti (1992), le problematiche relative all’insegnamento della religione cattolica, lo sviluppo dei settori di apostolato biblico, di catechesi dei disabili e del catecumenato, la pubblicazione di sussidi e note pastorali. Dal 1980 è socio ordinario dell’Accademia Fulginia e, dal 1998, socio della Società internazionale di studi francescani. Dal 1995 al 2008 è stato membro della commissione di vigilanza del Pontificio seminario lombardo in Roma.

Dal settembre 1996 all’aprile 2001 è stato sottosegretario della Cei, seguendo in particolare il coordinamento degli uffici pastorali nazionali e lo sviluppo del Progetto culturale. È stato coordinatore della segreteria del terzo convegno ecclesiale nazionale (Palermo, 1995). Ha fatto parte del comitato preparatorio del ventitreesimo congresso eucaristico nazionale (Bologna, 1997) come membro della commissione teologica. Dal dicembre 1997 si è dedicato alla preparazione della quindicesima Giornata mondiale della gioventù (Roma, 2000).

Il 5 aprile 2001 Giovanni Paolo II lo ha nominato segretario generale della Cei e lo ha eletto vescovo titolare di Falerone. È stato ordinato nella cattedrale di Foligno dal cardinale Ruini, il successivo 6 maggio. Ha continuato a seguire gli sviluppi del Progetto culturale, ha preparato il quarto convegno ecclesiale nazionale (Verona, 2006) e l’incontro dei giovani italiani con Benedetto XVI (Loreto, 2007).

Dal 2002 è membro del consiglio d’amministrazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, come rappresentante della Cei. L’8 settembre 2008 è stato promosso arcivescovo di Firenze, lasciando la segreteria generale della Cei il successivo 25 ottobre. Ha fatto ingresso nell’arcidiocesi il 26 ottobre e il 10 febbraio 2009 è stato eletto presidente della Conferenza episcopale toscana. Il 10 dicembre 2011 è stato nominato membro del Pontificio Consiglio della Cultura.

Il cardinale

Timothy Michael Dolan

Arcivescovo di New York(Stati Uniti d’America)


 

«Stare in prima linea»: è questa l’idea guida della missione dell’arcivescovo di New York, Timothy Michael Dolan. Non da solo, ma con tutta la comunità cattolica, resa forte soprattutto dalla vitalità delle parrocchie. Sulla questione degli abusi, per esempio, ha assunto una posizione netta, anche a sostegno delle vittime e dei loro familiari. Riguardo poi alla crisi internazionale, ha invitato a «una moralità più autentica» contro gli egoismi. E sul problema dell’assistenza ai poveri e ai più deboli, ha spesso ricordato che «il bilancio non è una questione soltanto di numeri ma riflette i valori della nostra nazione». Fermo sulle questioni di fondo, Dolan è tuttavia, per natura, sempre disponibile al dialogo. Anche nei momenti più complicati ha mantenuto aperti i canali di comunicazione, come è accaduto con la Casa Bianca sulle delicate questioni del diritto alla vita.

Nato a Saint Louis, nel Missouri, il 6 febbraio 1950, è il primo dei cinque figli di Shirley Radcliffe e di Robert Dolan. Nel 1964 ha intrapreso gli studi superiori al Saint Louis preparatory seminary south, a Shrewsbury. Poi ha proseguito al Cardinale Glennon college, dove ha conseguito la laurea di primo grado in filosofia. Ha completato la sua formazione sacerdotale al Pontificio Collegio Nordamericano di Roma, dove è giunto nel 1972, ottenendo la licenza in teologia alla Pontificia Università di San Tommaso d’Aquino.

È stato ordinato sacerdote il 19 giugno 1976 per l’arcidiocesi di Saint Louis. Il suo primo incarico è stato come vicario nella parrocchia dell’Immacolata a Richmond Heights. Tre anni dopo, nel 1979, ha iniziato a studiare per il dottorato in storia della Chiesa americana alla Catholic University of America a Washington. Prima della laurea, conseguita nel 1983, ha dedicato un intero anno alle ricerche sull’arcivescovo Edwin O’Hara, uno dei fondatori della Catholic Biblical Association. Tornato a Saint Louis, ha lavorato dal 1983 al 1987 nelle parrocchie del Santo Curato d’Ars, a Shrewsbury, e di Little Flower, a Richmond Heights, facendo anche da referente all’arcivescovo John L. May per la revisione dei programmi di teologia del collegio del sistema dei seminari arcidiocesani. Nel 1987 è stato chiamato, per cinque anni, a Washington come segretario della nunziatura apostolica. Dal 1992 ha ripreso il suo servizio a Saint Louis come vice rettore del Kenrick- Glennon seminary, ricoprendo anche gli incarichi di direttore della formazione spirituale e di professore di storia della Chiesa. È stato anche professore aggiunto di teologia alla Saint Louis University.

Nel 1994 è divenuto rettore del Pontificio Collegio Nordamericano a Roma, incarico mantenuto fino al giugno 2001. A Roma ha anche insegnato storia della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana e nella facoltà di teologia ecumenica della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino. Negli anni romani ha consolidato la sua opera nel settore della formazione dei seminari, dando così un contributo importante per la vita e il ministero di un gran numero di sacerdoti statunitensi.

Il 19 giugno 2001, nel venticinquesimo della sua ordinazione sacerdotale, Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo ausiliare di Saint Louis, assegnandogli la sede titolare di Natchez. Come motto ha scelto la professione di fede di San Pietro: Ad quem ibimus?, «Da chi andremo?» (Giovanni, 6, 68). Il 15 agosto ha ricevuto l’ordinazione episcopale. Il 25 giugno 2002 è stato nominato arcivescovo di Milwaukee, nel Wisconsin, e il 23 febbraio 2009 è divenuto arcivescovo di New York. Nella Curia romana è membro dei Pontifici Consigli per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, delle Comunicazioni Sociali e per i Laici. È inoltre gran priore della luogotenenza Eastern Usa dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

A conferma della crescente stima intorno alla sua missione, il 31 maggio 2010 Benedetto XVI gli ha dato mandato come visitatore apostolico per i seminari in Irlanda, per trasmettere un messaggio netto di chiarezza sulla questione degli abusi sessuali nel Paese. E il 16 novembre 2010 è stato eletto presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti d’America.

Il cardinale

Rainer Maria Woelki

Arcivescovo di Berlin(Repubblica Federale di Germania)


 

Con i suoi 55 anni, il tedesco Rainer Maria Woelki, arcivescovo di Berlino da appena sette mesi, diventa il più giovane porporato del collegio cardinalizio. Prima di lui il primato apparteneva al connazionale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, classe 1953.

Nato il 18 agosto 1956 a Colonia, ha studiato presso le facoltà teologiche delle Università di Bonn e di Friburgo e il 14 giugno 1985 ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale nel duomo di Colonia. Nell’arcidiocesi natale è stato vicario parrocchiale a Neuss, cappellano militare a Münster, vicario parrocchiale di Sankt Joseph a Ratingen e segretario particolare del cardinale arcivescovo Joachim Meisner. Ha poi svolto, dal 1997 al 2003, l’ufficio di rettore del convitto teologico Collegium Albertinum a Bonn. Nel 2000 ha ottenuto il dottorato in teologia.

Il 24 febbraio 2003 Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo titolare di Scampa e ausiliare di Colonia. Il successivo 30 marzo, sempre nel duomo dove, secondo la tradizione, sono custodite le reliquie dei re magi, ha ricevuto l’ordinazione episcopale, scegliendo come motto: Nos sumus testes, «Siamo testimoni». Nel suo ministero di ausiliare a Colonia è stato responsabile del distretto pastorale Nord.

Otto anni dopo, il 2 luglio 2011, Benedetto XVI lo ha promosso arcivescovo di Berlino, chiamandolo a succedere al cardinale George Maximilian Sterzinsky — il vescovo della riunificazione scomparso due giorni prima — che per gravi motivi di salute aveva rinunciato al governo pastorale il 24 febbraio.

L’arcivescovo Woelki ha preso solennemente possesso dell’arcidiocesi il 27 agosto, facendo l’ingresso nella cattedrale di Santa Edwige. Nemmeno un mese dopo, il 22 settembre, ha accolto Benedetto XVI all’aeroporto internazionale di Tegel, in occasione del suo terzo viaggio in patria, il primo nella capitale tedesca. Salutandolo prima dell’inizio della messa celebrata la stessa sera dal Pontefice allo stadio olimpico, ha presentato Berlino come «una città nella quale solo circa una persona su tre appartiene a una Chiesa cristiana; una città dove Dio è stato dimenticato e che è caratterizzata dall’ateismo»; ma anche come «una città in cui molte persone chiedono Dio e chiedono di Lui».

È consultore della Congregazione per l’Educazione Cattolica e nella Conferenza episcopale tedesca è presidente della commissione della Caritas e membro della commissione vocazioni religiose e servizi nella Chiesa.

Il cardinale

John Tong Hon

Vescovo di Hong Kong(Repubblica Popolare Cinese)


 

John Tong Hon è il settimo cardinale cinese nella storia della Chiesa, il terzo vescovo di Hong Kong a ricevere la porpora e il primo a esservi nato. Per la prima volta tre cinesi fanno parte del collegio cardinalizio: oltre a lui, ci sono il salesiano Joseph Zen Ze-kiun, suo predecessore, e il gesuita Paul Shan Kuo-hsi. Il nuovo porporato, settantatré anni il 31 luglio, è però l’unico con meno di ottant’anni.

Per descrivere l’idea che da sempre è la base del suo lavoro in Cina usa l’acronimo smart. Sta per small (piccolo, «perché sosteniamo piccoli progetti»); measurable (misurabile, «perché ci vuole un sistema di verifiche dei progetti»); articulate (articolato, «perché elementi e stadi dei progetti devono essere espressi»); results (risultati, «perché i progetti devono portare a quanto promesso»); time («perché i progetti si devono completare in tempi ragionevoli»). Ha passato dieci dei suoi primi dodici anni di vita nella Cina continentale, dove è poi tornato varie volte anche in veste ufficiale. Profondo conoscitore delle dottrine confuciana e taoista, ha studiato e insegnato filosofia cinese. Negli studi ha maturato la convinzione che Cina e Santa Sede possano appianare le divergenze solo attraverso il dialogo e la negoziazione: in questa prospettiva, per lui la Chiesa di Hong Kong ha un ruolo di ponte. È divenuto vescovo un anno prima che la colonia britannica di Hong Kong tornasse sotto il controllo di Pechino e nel 1997 ha preso parte alle negoziazioni sulle questioni del passaggio. Ex giocatore di basket, nell’agosto 2008 è stato anche ufficialmente invitato all’apertura delle Olimpiadi nello stadio di Pechino.

Nato da genitori non cattolici, è il primo di tre figli: ha un fratello — sposato, con tre figlie — in Canada e una sorella che vive a Hong Kong con l’anziana mamma. Aveva appena due anni quando con la famiglia dovette trasferirsi a Macao, luogo di nascita della madre, a causa dell’invasione giapponese. Per salvarlo dalla furia della guerra, i genitori lo mandarono dalla nonna paterna, in un villaggio nella provincia di Guangdong. Lì è vissuto fino all’età di sei anni.

Alla fine della guerra, il 15 agosto 1945, ha potuto riabbracciare la famiglia a Canton e iniziare la scuola elementare. Per la malattia e poi la morte del padre, che faceva il ragioniere, è stata la mamma, la prima a battezzarsi, con il suo lavoro di insegnante, a mandare avanti la famiglia che è poi riuscita a raggiungere Hong Kong.

La vocazione sacerdotale di John Tong Hon è scaturita dall’esempio della mamma e dalla testimonianza del parroco, Bernard Meyer, e dei suoi confratelli missionari statunitensi di Maryknoll che, nel pieno della lotta fra comunisti e nazionalisti, si sono prodigati per assistere i feriti e le persone in difficoltà. Proprio il parroco gli ha dato la possibilità di frequentare la scuola elementare cattolica Ming Dak di Guangzhou.

Dodicenne, è entrato nel seminario di San Giuseppe a Macao nel 1951. Concluso il liceo, nel 1957 è entrato nel seminario dello Spirito Santo a Hong Kong per studiare filosofia e teologia. Nel 1964 è stato inviato a Roma, dove era ancora in corso il concilio Vaticano II, ottenendo licenza e dottorato in teologia dogmatica alla Pontificia Università Urbaniana.

È stato ordinato sacerdote da Papa Montini il 6 gennaio 1966, con altri sessantuno diaconi di 23 Paesi di missione, tutti studenti di Propaganda Fide. Tornato a Hong Kong, è andato a vivere in seminario dove risiede ancora oggi. Dal 1970 è stato presidente della commissione ecumenica nella diocesi «per promuovere buone relazioni con le altre comunità cristiane». Dal 1980 il vescovo — poi cardinale — John Baptist Wu Cheng-Chung lo ha messo a capo del nuovo Holy Spirit study centre, incarico che egli non ha mai lasciato: un punto di riferimento che, anche attraverso la rivista «Tripod», pubblica una ricca e attendibile documentazione sulla vita della Chiesa in Cina. A questo servizio si è preparato per sei mesi, andando a vedere realtà simili negli Stati Uniti d’America e in altre parti del mondo. Inoltre in quegli anni è stato collaboratore della rivista «Concilium» e ha preso parte ad alcuni incontri internazionali.

Nel 1992 il cardinale Wu Cheng-Chung lo ha scelto come vicario generale della diocesi, servizio che ha svolto per diciassette anni. Il 13 settembre 1996 Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo ausiliare di Hong Kong, assegnandogli la sede titolare di Bossa. Dominus Pastor meus il suo motto. Il 9 dicembre ha ricevuto l’ordinazione episcopale. Il 30 gennaio 2008 Benedetto XVI lo ha nominato coadiutore e poi, il 15 aprile 2009, vescovo di Hong Kong. È consultore della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, membro del comitato di consulenza su questioni circa la celebrazione del rito romano in lingua inglese Vox Clara, sotto l’egida della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, e membro della Commissione per la Chiesa cattolica in Cina. Insieme alla missione e alle vocazioni, è l’impegno della Chiesa per i poveri e l’intera società la priorità pastorale della Chiesa di Hong Kong.

Il cardinale

Lucian Mureşan

Arcivescovo Maggioredi Făgăraş e Alba Iulia dei Romeni (Romania)


 

Ha subìto persecuzioni per la sua appartenenza alla Chiesa greco-cattolica di Romania, ma ha anche assistito alla sua rinascita, divenendone l’attuale capo, anzi il primo arcivescovo maggiore da quando, il 16 dicembre 2005, la sede di Făgăraş e Alba Iulia dei Romeni è stata elevata a tale rango. Sua Beatitudine Lucian Mureşan è il secondo romeno a ricevere la porpora, dopo il suo diretto predecessore Alexandru Todea. Prima di loro anche Iuliu Hossu era stato designato cardinale nel concistoro del 28 aprile 1969, ma Paolo VI mantenne la sua nomina in pectore rendendola nota solo dopo la morte — avvenuta il 28 maggio 1970 — nel successivo concistoro del 5 marzo 1973.

Ha ottantuno anni, essendo nato nell’eparchia di Maramureş, il 23 maggio 1931, a Ferneziu, ora quartiere della città di Baia Mare. Decimo dei dodici figli di Petru e Maria Breban, greco-cattolici, è cresciuto in un ambiente familiare di intensa vita cristiana. Ha frequentato le scuole primarie nel suo paese (1938-1944) e il liceo Gheorghe Şincai di Baia Mare (1944-1948).

In seguito alla riforma dell’istruzione del 1948 (con la quale fu vietato l’insegnamento della religione a scuola) e soprattutto al decreto n. 358 dello stesso anno, con cui la grande assemblea nazionale soppresse la Chiesa greco-cattolica di Romania, Lucian Mureşan ha abbandonato gli studi, in quanto non vedeva più attuabile il suo desiderio di prepararsi per seguire la vocazione al sacerdozio.

Così per tre anni, fino al 1951, ha frequentato una scuola professionale di falegnameria a Baia Mare e, nel frattempo, ha continuato a studiare privatamente per completare gli studi liceali. Nel successivo triennio ha prestato servizio militare, all’epoca obbligatorio, frequentando a Turnişor (Sibiu) la scuola per ufficiali di aviazione, al termine della quale è stato assegnato alla base aerea di Craiova.

Nel 1953 è stato dichiarato indesiderabile, in quanto greco-cattolico, e trasferito al dipartimento che si occupava della costruzione della prima centrale idroelettrica della Romania, a Bicaz. Nel 1954 è tornato a casa, cambiando negli anni successivi varie occupazioni, in attesa di poter tornare allo studio della teologia.

Nel 1955 il vescovo Márton Áron di Alba Iulia autorizzò eccezionalmente l’ingresso di cinque giovani greco-cattolici, uno per ogni eparchia, nell’istituto teologico della Chiesa cattolica di rito latino nella stessa Alba Iulia. Tra questi vi era Lucian Mureşan, insieme con Pantelimon Aştelean, Vasile Abrudan, Virgil Florian e Ioan Sălăjan. Già dopo il primo anno di studi, Abrudan e Sălăjan si ritirarono e nel secondo anno li seguì anche Florian. Nel quarto anno accademico i due giovani rimasti, Mureşan e Aştelean, furono informati dal rettore dell’istituto che il dipartimento dei culti li aveva espulsi e costretti a lasciare la facoltà e la città entro ventiquattr’ore, pur non essendovi alcuna motivazione ecclesiastica o canonica per tale provvedimento.

L’espulsione e il ritorno a casa hanno coinciso per Lucian Mureşan con l’inizio della persecuzione e dei pedinamenti da parte della Securitate, la polizia segreta del regime. Per almeno un anno ha incontrato notevoli difficoltà a trovare un’occupazione presso le varie aziende minerarie e nei cantieri del distretto, venendo sempre rifiutato in quanto ex-teologo cattolico. Solo dopo lungo tempo è riuscito a ottenere un posto come operaio nella cava di pietra Limpedea di Ferneziu, dove ha lavorato per quasi dieci anni. Dato che anche qui erano iniziate le persecuzioni, ha trovato successivamente un impiego presso la direzione della manutenzione di strade e ponti del distretto di Maramureş, che ha lasciato solo nel giugno 1990, dopo aver raggiunto l’età per la pensione.

Malgrado le persecuzioni, ha conservato il desiderio di essere ordinato sacerdote e ha continuato clandestinamente gli studi teologici, riuscendo a ottenere la licenza in teologia. Il 19 dicembre 1964, in seguito a un decreto di grazia, Lucian Mureşan è stato ordinato sacerdote dal vescovo ausiliare di Maramureş, Ioan Dragomir. Negli anni successivi ha esercitato il ministero in clandestinità, occupandosi soprattutto di pastorale giovanile e di quanti si preparavano a ricevere gli ordini sacri. Dopo la morte del vescovo Dragomir, il 25 aprile 1985 è stato incaricato — all’inizio provvisoriamente e quindi, dal 9 agosto 1986, come titolare — del governo pastorale dell’eparchia di Maramureş.

Dopo la rivoluzione del 1989 e l’uscita dalla clandestinità della Chiesa greco-cattolica, è stato nominato da Giovanni Paolo II vescovo di Maramureş il 14 marzo 1990 e ha ricevuto la chirotonia episcopale a Baia Mare il successivo 27 maggio da Alexandru Todea, alla presenza del delegato pontificio, l’arcivescovo Guido Del Mestri, e di Ioan Ploscaru, vescovo di Lugoj. Lucian Mureşan diventava il terzo presule, in ordine cronologico, di Maramureş, dopo Alexandru Rusu (morto nel 1963 nel carcere di Gherla) e Ioan Dragomir.

Successivamente, il 4 luglio 1994, a seguito della rinuncia del cardinale Todea, è stato nominato suo successore come arcivescovo di Făgăraş e Alba Iulia, e metropolita della Chiesa greco-cattolica romena. Il successivo 27 agosto l’intronizzazione a Blaj. Nei periodi tra il 1998 e il 2001, tra il 2004 e il 2007, e di nuovo dal 2010, è stato presidente della Conferenza episcopale cattolica in Romania, che riunisce i vescovi delle Chiese cattoliche del Paese di entrambi i riti. Il 26 maggio 2003 Papa Wojtyła lo ha nominato membro della Congregazione per le Chiese Orientali.

Il 16 dicembre 2005 con la bolla Ad totius Dominici gregis, Benedetto XVI ha elevato la Chiesa metropolitana sui iuris di Făgăraş e Alba Iulia ad arcivescovato maggiore, innalzando Mureşan alla dignità di arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica di Romania. Il presule è stato poi intronizzato come arcivescovo maggiore il 30 aprile 2006, alla presenza dell’allora prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, Sua Beatitudine Ignace Moussa i Daoud, e dell’arcivescovo Jean-Claude Périsset, all’epoca nunzio apostolico in Romania e nella Repubblica di Moldavia.

Il cardinale

Julien Ries

Sacerdote della Diocesi di Namur e professore emeritodi storia delle religioni

presso l’Università Cattolica di Louvain


 

È considerato il più grande antropologo religioso del nostro tempo. Professore emerito di storia delle religioni all’università cattolica di Louvain-La-Neuve, è cappellano della famiglia spirituale L’Oeuvre di Villers-Notre-Dame, in Belgio, e conta al suo attivo decine e decine di pubblicazioni scientifiche che sono diventati testi adottati da molti atenei. È il novantaduenne cardinale belga Julien Ries, nato a Fouches, comune di Hachy, attualmente Arlon, il 19 aprile 1920.

Il suo percorso didattico è cominciato nella scuola primaria a Fouches, poi è proseguito dal 1933 al 1941 nel seminario di Bastogne, dove ha perfezionato gli studi umanistici e filosofici. Dal 1941 al 1945, in pieno tempo di guerra, ha frequentato il seminario maggiore di Namur, dove è stato ordinato sacerdote il 12 agosto 1945. Su richiesta del vescovo diocesano, monsignor André Marie Charue, ha proseguito gli studi di teologia e di orientalistica all’Università Cattolica di Louvain, dove è rimasto dal 1945 al 1950. Intanto, nel 1948 si è laureato in teologia e nel 1949 in filosofia e storia orientale. Nel 1953 ha discusso la tesi di dottorato dal titolo: I rapporti della cristologia manichea con il Nuovo Testamento nell’eucologio copto di Narmouthis (Medĭnet Mădi). Ha avuto come relatori i monsignori Cerfaux e Lefort. Dopo che nel 1957 la sua tesi è stata pubblicata nelle «Ephemerides Theologicae Lovanienses», ha conseguito il dottorato in teologia. Durante il periodo universitario ha anche prestato servizio pastorale nella diocesi di Namur. Negli anni 1949-1950 è stato vicario a Martelange, poi dal 1950 al 1959 docente di religione all’ateneo di Athus, quindi è stato nominato parroco-decano di Messancy, incarico mantenuto dal 1959 al 1968, anno in cui ha iniziato il ministero di parroco di Suarlée conclusosi nel 2000.

La sua carriera accademica è stata segnata da un crescendo di incarichi nell’università cattolica di Lovanio. Nel 1960 è stato nominato professore incaricato. Nel 1968 i vescovi del Belgio lo hanno designato professore di storia delle religioni presso la facoltà di teologia e l’istituto orientalista, incarico mantenuto fino al 1991, quando è diventato professore emerito. La sua attività all’interno dell’ateneo è stata caratterizzata da un’attenzione particolare alle religioni orientali, in particolare alle figure di Mitra e di Zaratustra, e poi all’induismo, al buddismo e all’islam. Ha tenuto vari corsi sul sacro, il mito, il rito, i simboli. Si è specializzato anche nello studio delle religioni dell’Egitto faraonico, dello gnosticismo, del manicheismo e delle antiche religioni germaniche e scandinave. Ha fondato il Centro di storia delle religioni e ha creato e diretto quattro raccolte di pubblicazioni di storia delle religioni: le collane Homo Religiosus, Cerfaux-Lefort, Information et Enseignement e Conférences et Travaux.

Nel 1969, durante il trasferimento dell’università francofona e la sua ricostruzione a Louvain-la-Neuve, è stato incaricato della creazione del Centro Cerfaux-Lefort allo scopo di riorganizzare la biblioteca universitaria. Ha prestato servizio nel Centro fino al 2011, occupandosi delle grandi raccolte di libri e riviste per Louvain-la-Neuve, per i Paesi dell’est dell’Europa e per l’Africa francofona.

Dal 1975 al 1980 è stato presidente dell’Istituto orientalista di Louvain-la-Neuve e, dal 1979 al 1985, consultore del Segretariato per i non cristiani.

Nel 1986 l’Académie Française gli ha conferito il premio Dumas Millier per le sue pubblicazioni sul tema del sacro e nel 1987 il premio Furtado per «l’insieme della sua opera scientifica».

Dal 1982 al 2000 ha partecipato diciassette volte come conferenziere al meeting per l’amicizia tra i popoli promosso a Rimini da Comunione e liberazione.

Dopo essere divenuto professore emerito, i suoi colleghi hanno voluto celebrarne l’opera con quatto volumi di Festschriften, miscellanea di studi in suo onore. Ries ha tenuto, inoltre, un corso semestrale all’istituto cattolico di Parigi e un altro presso la facoltà di teologia di Lugano, in Svizzera, sul tema L’antropologia religiosa. Dal 2000 è cappellano della Famiglia Spirituale L’Oeuvre nella casa madre di Villers-Notre-Dame.

Al suo attivo annovera moltissime pubblicazioni scientifiche. Nell’imponente bibliografia contenuta nel volume L’Antropologia religiosa. Il contributo di Julien Ries alla storia delle religioni (a cura di Natale Spineto, Jaca Book, Milano, 2008) sono annoverati 645 titoli di libri, saggi e articoli per riviste. Fra le sue pubblicazioni, da ricordare Il Sacro nella storia religiosa dell’umanità (1982) e Trattato di antropologia del sacro (1989-2009). Un centinaio di testi sono contenuti nel Dictionnaire des religions, edito sotto la direzione del cardinale Paul Poupard. Della sua Opera Omnia sono già stati pubblicati undici tomi in italiano e cinque in francese.

Julien Ries è commendatore dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme, prelato d’onore di Sua Santità e dottore honoris causa in filosofia e scienze dell’educazione all’Università del Sacro Cuore di Milano.

L’11 febbraio scorso ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella chiesa di Notre Dame de Villers-Saint-Amand.

Il cardinale

Prosper Grech, o.s.a.

Docente emerito di varie università romane

e Consultore presso la Congregazione per la Dottrina della Fede


 

È uno dei più grandi biblisti viventi e proviene da Malta. Ha dovuto combattere nell’esercito per difendere la sua isola negli anni della seconda guerra mondiale, ha vissuto da vicino il conclave nel quale è stato eletto Paolo VI e ha trascorso la sua vita nello studio e nell’insegnamento teologico e biblico.

È il cardinale ottantaseienne Prosper Grech, docente emerito di varie università romane e consultore presso la Congregazione per la Dottrina della Fede. Nato a Birgu, nell’isola di Malta, il 24 dicembre 1925 — all’anagrafe si chiamava Stanley prima di entrare nell’ordine agostiniano e di cambiare il nome in Prosper — dopo aver frequentato la scuola primaria Mater Bonii Consilii a Sliema e quella secondaria al Malta lyceum, nel 1942 si è iscritto alla Royal University of Malta iniziando il corso di medicina. Nel frattempo è entrato nell’esercito e ha prestato servizio nell’artiglieria contraerea durante la seconda guerra mondiale. Dopo un attento discernimento, nel 1943 è entrato nell’ordine di sant’Agostino e ha seguito per due anni i corsi di filosofia alla scuola agostiniana di teologia a Rabat. Nel 1946 i superiori lo hanno inviato a Roma al collegio internazionale Santa Monica per perfezionare gli studi.

Il 25 marzo 1950 è stato ordinato sacerdote nella basilica di San Giovanni in Laterano. Nel 1953 ha concluso gli studi alla Pontificia Università Gregoriana conseguendo la licenza e il dottorato in teologia con la tesi su L’espiazione a Dio nella teologia inglese moderna. Nel frattempo ha seguito anche i corsi di Sacra Scrittura al Pontificio Istituto Biblico dove ha ottenuto la licenza. Nel 1954 ha compiuto un viaggio in Terra Santa per visitare i siti archeologici legati alla tradizione cristiana. Rientrato a Malta, ha insegnato teologia per due anni al collegio agostiniano e al collegio di formazione Mater admirabilis. Nel 1957, grazie a una borsa di studio del British Council, si è trasferito a Oxford, dove ha imparato l’ebraico. Nel 1958 è stato invitato all’università di Cambridge come assistente ricercatore del professor Arthur Aberry, per aiutarlo negli studi sulla letteratura maltese e su monsignor Carmelo Psaila, scrittore noto ai suoi connazionali come Dun Karm.

Nel 1959 è rientrato in patria e ha insegnato per altri due anni al collegio agostiniano di teologia e al collegio Mater admirabilis. Molte volte è stato invitato dalla Royal University of Malta a tenere lezioni sull’apologetica agli studenti di scienza. Nel 1961 è stato mandato a Roma per completare la tesi in studi biblici. Nel frattempo, è stato nominato segretario del vescovo Petrus Canisius Jean van Lierde, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano. In questo incarico ha vissuto da vicino il conclave nel quale venne eletto Paolo VI.

Nel 1965 è stato chiamato a presiedere l’Istituto teologico agostiniano. Il 14 febbraio 1969, insieme con l’allora generale dell’ordine padre Agostino Trapè, ha fondato l’Istituto patristico Augustinianum, del quale dal 1971 è stato nominato primo preside, incarico mantenuto fino al 1979. Ha poi partecipato come membro alla stesura della costituzione apostolica Sapientia christiana sulla normativa delle università e delle facoltà ecclesiastiche. Nel 1970 è stato invitato a insegnare ermeneutica al Pontificio Istituto Biblico, dove è rimasto fino al 2002. Dal 1971 al 1989 è stato anche insegnante di teologia biblica alla Pontificia Università Lateranense.

Nel 1984 è stato nominato consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede e nel 1998 l’allora prefetto Joseph Ratzinger lo ha inviato in India quale visitatore apostolico dei seminari. Nel 2003 è stato nominato membro della Pontificia Accademia teologica e nel 2004 della Pontificia Commissione Biblica.

È autore di numerosi libri e articoli su riviste scientifiche in italiano e in inglese. In particolare, ha contribuito alla voce «Pietro» nell’Enciclopedia dei Papi edita dall’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani. La sua prima pubblicazione è del 1964 ed è dedicata alle idee fondamentali teologiche del Nuovo Testamento. Appassionato di fotografia, di storia dell’arte e di musica, è tuttora membro della Studiorum Novi Testamenti Societas e dell’Associazione Patristica Internazionale. L’8 febbraio ha ricevuto l’ordinazione episcopale nella concattedrale di San Giovanni a Malta.

Il cardinale

Karl Josef Becker, s.j.

Docente emerito della Pontificia Università Gregoriana,

Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede


 

Con oltre trent’anni di docenza e di ricerca scientifica alla Gregoriana, dove ha diretto più di cinquanta tesi dottorali, il gesuita tedesco Karl Josef Becker, a lungo collaboratore di Joseph Ratzinger all’ex Sant’Uffizio, è il teologo che tra l’altro ha contribuito alla comprensione della figura di Rosmini, alla stesura della Dichiarazione congiunta con i luterani sulla dottrina della giustificazione e alla trattazione dei dissensi con la Fraternità sacerdotale San Pio X.

Il nuovo cardinale ha ottantatré anni, essendo nato il 18 aprile 1928, a Köln, in Germania, in una famiglia di solida tradizione cattolica. Tanto che sotto il nazionalsocialismo, nonostante il rischio di rappresaglie, i genitori riuscirono a impedire l’iscrizione dei propri quattro figli (Constantin, Heinz, lo stesso Karl Josef e Anneliese) alle associazioni giovanili imposte dal regime. Suo padre, professore di lettere al liceo, subì ben due processi da parte delle autorità proprio a motivo della sua coerenza di vita e di fede, che non mancava di testimoniare anche nel suo stile educativo in famiglia come a scuola.

Il 13 aprile 1948, dopo aver studiato lingue classiche e storia, Karl Josef Becker è entrato nella Compagnia di Gesù, seguito, tre anni dopo, dal fratello maggiore Constantin, morto nel 2002.

Nel tempo della sua formazione, dapprima presso lo scolasticato di Pullach e successivamente alla facoltà di teologia di Sankt Georgen a Francoforte sul Meno (dove ha conseguito la licenza in teologia dogmatica), ha potuto contare sull’apporto e il sostegno di insigni docenti, tra i quali i gesuiti Walter Brugger e Alois Grillmeier (1910-1998), quest’ultimo creato cardinale nel 1994. Il 31 luglio 1958 ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale.

Trasferitosi a Roma, presso la facoltà di teologia della Pontificia Università Gregoriana, Becker ha conseguito nel 1963 il dottorato in sacra teologia, sotto la guida di padre Juan Alfaro, con una tesi dal titolo Die Rechtfertigungslehre nach Domingo de Soto. Das Denken eines Konzilsteilnehmers vor, in und nach Trient («Analecta Gregoriana» 156, series Th., sectio B, n. 49, Roma 1967).

Dopo un breve periodo di docenza a Sankt Georgen (1963-1969), dove ha tenuto i suoi primi corsi relativi ai grandi trattati della dogmatica cattolica (De Eucharistia, De Deo Uno, De Gratia e De Inspiratione), nel 1969 è stato chiamato a Roma come docente della Gregoriana, dove ha insegnato per più di trent’anni, divenendo emerito nel 2003.

Come ordinario di teologia dogmatica ha tenuto numerosi corsi in sacramentaria generale, su confermazione e battesimo, in dottrina della Grazia, sul rapporto tra magistero e teologia, sul metodo teologico, sul Credo e sull’interpretazione del dogma. Direttore della rivista «Gregorianum» dal 1972 al 1985, ha pubblicato numerosi saggi e diretto oltre cinquanta tesi dottorali, spaziando in questa sua intensa attività di studioso ed educatore tra tematiche teologiche e dogmatiche, soprattutto in riferimento alle opere di Isacco della Stella, Guglielmo di Saint Thierry, san Bonaventura, san Tommaso d’Aquino, il cardinale Cayetano, Francisco Suárez, Matthias Joseph Scheeben, Henry de Lubac. Dei professori della Gregoriana è stato tra quelli che hanno particolarmente promosso lo studio del concilio di Trento e dei documenti del Vaticano II.

Ha inoltre contribuito alla comprensione della figura di Antonio Rosmini e alla corretta interpretazione del «subsistit in» con articoli particolarmente significativi pubblicati su «L’Osservatore Romano».

Il recente volume Catholic Engagement with Worldreligions. A comprehensive Study (Orbis Book, 2010) — redatto insieme a Ilaria Morali, sua ex-alunna, ora docente di teologia presso la facoltà di missiologia della stessa università — è incentrato sul tema della teologia delle religioni e sulla necessità di un corretto metodo da parte cattolica per affrontare le questioni inerenti il rapporto cristianesimo-religioni. Quest’ultima pubblicazione testimonia l’attenzione del teologo Becker per temi e questioni di particolare attualità per la Chiesa.

Accanto alla vasta attività di docenza e di ricerca scientifica alla Gregoriana, occorre ricordare che a partire dal 1985 — prefetto il cardinale Joseph Ratzinger — padre Becker è stato chiamato all’impegnativo compito di consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede. Dal 1997 al 1999 ha partecipato alle ultime due importanti sedute che hanno preparato la Dichiarazione congiunta sulla dottrina della giustificazione. In tempi più recenti (2009-2011) ha preso parte alle otto sedute della commissione mista incaricata di trattare i dissensi tra la Fraternità sacerdotale San Pio X e la Chiesa cattolica.

Nel 2003, in occasione del suo settantacinquesimo compleanno, su iniziativa dei suoi ex-dottorandi, è stato pubblicato un ponderoso Festschrift, dal significativo titolo Sentire cum Ecclesia. Homenaje al Padre Karl Josef Becker s.j. (a cura di E. Benavent Vidal e Ilaria Morali, Facultad de Teología San Vicente Ferrer, Pontificia Università Gregoriana, Valencia, Promolibro 2003). Nella circostanza il cardinale Ratzinger non solo ha partecipato alla redazione della miscellanea con un personale contributo (Eucharistie-Communio-Solidarität), ma ha anche presieduto personalmente la presentazione del volume, avvenuta il 14 novembre 2003 nell’aula magna dell’ateneo della Compagnia di Gesù.

 
19 febbraio 2012 – osservatore romano