Gruppo Liturgico in Santo Stefano Venerdì 8 Febbraio 2013

Gruppo Liturgico in Santo Stefano Venerdì 8 Febbraio 2013 ore 21,00

liturgia.gruppo.liturgico

gruppo liturgico:

origine e obiettivi:

La liturgia, in particolare la celebrazione eucaristica domenicale, è il culmine e la sorgente della vita della comunità ecclesiale (SC 10).
Affinchè che tutti i fedeli vengano guidati a una partecipazione piena, consapevole e attiva (SC 14) è necessario curare la preparazione della celebrazione in modo che ciascuno, in base alle proprie attitudini, età e formazione possa averne parte. Ciò non significa che tutti debbano fare, vedere, capire tutto: significa invece che attraverso il servizio di alcuni, docili allo Spirito di Dio, tutti devono potersi incontrare con il Signore Gesù.
Il gruppo liturgico svolge questo lavoro di preparazione delle celebrazioni, osservando attentamente la nostra assemblea e promuovendo quei gesti che possono risultare efficaci e “parlanti” nel nostro contesto concreto.

attività:

Ci incontriamo periodicamente per curare la preparazione delle celebrazioni.
In particolare curiamo tre aspetti:

  • il canto: il coro liturgico prepara per tempo i canti e svolge il ruolo di guida dell’assemblea nelle celebrazioni; per favorire la partecipazione si usano spesso brevi ritornelli e antifone, che si possano facilmente ripetere. Si presta attenzione alla scelta dei canti affinchè testo e musica siano il più possibile accordati con il momento liturgico e favoriscano la concentrazione e la preghiera;
  • le letture: cerchiamo di formare i lettori alla declamazione della Parola, stabilendone un calendario in modo che ciascuno possa leggere a casa il proprio brano e meditarlo personalmente prima della celebrazione;
  • i gesti: a seconda della liturgia della Parola del giorno, sottolineiamo un momento della celebrazione (un’ingresso più solenne, l’incensazione della Parola, lo scambio della pace) o prepariamo un simbolo significativo da portare all’altare assieme ai doni.

Possiamo inoltre contare su alcuni ministranti costanti, che affianchino il presbitero sull’altare o nei servizi liturgici.
La preparazione dell’ambiente (fiori, paramenti, pulizia) è affidata poi ad altri volontari.

per la formazione liturgica:

da “Sacrosantum Concilium” (Costituzione sulla sacra liturgia):


La liturgia, mediante la quale, specialmente nel divino sacrificio dell’eucaristia, «si attua l’opera della nostra redenzione», contribuisce in sommo grado a che i fedeli esprimano nella loro vita e manifestino agli altri il mistero di Cristo e la genuina natura della vera Chiesa.

Dio, il quale «vuole che tutti gli uomini si salvino e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2,4), «dopo avere a più riprese e in più modi parlato un tempo ai padri per mezzo dei profeti» (Eb 1,1), quando venne la pienezza dei tempi, mandò il suo Figlio, Verbo fatto carne, unto dallo Spirito Santo, ad annunziare la buona novella ai poveri, a risanare i cuori affranti, « medico di carne e di spirito », mediatore tra Dio e gli uomini. Infatti la sua umanità, nell’unità della persona del Verbo, fu strumento della nostra salvezza. Per questo motivo in Cristo « avvenne la nostra perfetta riconciliazione con Dio ormai placato e ci fu data la pienezza del culto divino ». Quest’opera della redenzione umana e della perfetta glorificazione di Dio, che ha il suo preludio nelle mirabili gesta divine operate nel popolo dell’Antico Testamento, è stata compiuta da Cristo Signore principalmente per mezzo del mistero pasquale della sua beata passione, risurrezione da morte e gloriosa ascensione, mistero col quale « morendo ha distrutto la nostra morte e risorgendo ha restaurato la vita». Infatti dal costato di Cristo dormiente sulla croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa.

Pertanto, come il Cristo fu inviato dal Padre, così anch’egli ha inviato gli apostoli, ripieni di Spirito Santo. Essi, predicando il Vangelo a tutti gli uomini, non dovevano limitarsi ad annunciare che il Figlio di Dio con la sua morte e risurrezione ci ha liberati dal potere di Satana e dalla morte e ci ha trasferiti nel regno del Padre, bensì dovevano anche attuare l’opera di salvezza che annunziavano, mediante il sacrificio e i sacramenti attorno ai quali gravita tutta la vita liturgica. Così, mediante il battesimo, gli uomini vengono inseriti nel mistero pasquale di Cristo: con lui morti, sepolti e risuscitati, ricevono lo Spirito dei figli adottivi, «che ci fa esclamare: Abba, Padre» (Rm 8,15), e diventano quei veri adoratori che il Padre ricerca. Allo stesso modo, ogni volta che essi mangiano la cena del Signore, ne proclamano la morte fino a quando egli verrà. Perciò, proprio nel giorno di Pentecoste, che segnò la manifestazione della Chiesa al mondo, «quelli che accolsero la parola di Pietro furono battezzati » ed erano « assidui all’insegnamento degli apostoli, alla comunione fraterna nella frazione del pane e alla preghiera… lodando insieme Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo » (At 2,41-42,47). Da allora la Chiesa mai tralasciò di riunirsi in assemblea per celebrare il mistero pasquale: leggendo « in tutte le Scritture ciò che lo riguardava» (Lc 24,27), celebrando l’eucaristia, nella quale « vengono resi presenti la vittoria e il trionfo della sua morte » e rendendo grazie «a Dio per il suo dono ineffabile» (2 Cor 9,15) nel Cristo Gesù, «a lode della sua gloria» (Ef 1,12), per virtù dello Spirito Santo.

È ardente desiderio della madre Chiesa che tutti i fedeli vengano formati a quella piena, consapevole e attiva partecipazione alle celebrazioni liturgiche, che è richiesta dalla natura stessa della liturgia e alla quale il popolo cristiano, « stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, popolo acquistato » (1 Pt 2,9; cfr 2,4-5), ha diritto e dovere in forza del battesimo. A tale piena e attiva partecipazione di tutto il popolo va dedicata una specialissima cura nel quadro della riforma e della promozione della liturgia.

(dai numeri 2, 5, 6 e 14)

Precedente Olocausto cattolico, crimine dimenticato Successivo I santi di oggi 25 gennaio 2013