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GMG Frassati “pellegrino”, le lacrime dei giovani

Due giorni tra i suoi ragazzi e un giorno con i suoi alpinisti. Il viaggio delle reliquie di Pier Giorgio Frassati alla volta della Gmg di Cracovia è appena incominciato, eppure sono già stati migliaia gli incontri “personali”. La peregrinazione, iniziata lunedì da Torino, ha attraversato la Lombardia col sostegno della Fom (Fondazione oratori milanesi), coinvolgendo il mondo dei giovani, attraverso sei oratori intitolati proprio al giovane beato torinese, a Borsano, Sesto Calende, Leggiuno, Campiofiorenzo di Casatenovo, Monza e Brugherio. In ogni tappa, i ragazzi erano lì da attenderlo, con canti e gioia, come quando si aspetta a casa propria un caro amico che non si vede da un po’ di tempo.

Don Giorgio Longo, incaricato della Pastorale giovanile di Sesto Calende e Mercallo, non nasconde il sorriso: «Siamo molto legati alla figura di Pier Giorgio. Con la sua visita abbiamo avuto la possibilità di accompagnarlo in processione dalla nostra chiesa al cortile dell’oratorio, che è proprio il luogo dove i ragazzi si incontrano e vivono quotidianamente. I giovani hanno voluto recare l’urna a spalla, portando simbolicamente il suo carisma, riassunto nel celebre invito “Verso l’alto”. C’era entusiasmo ma anche partecipazione: i cuori si sono aperti, ho visto anche qualche lacrima…». Aggiunge Augusto Biganzoli, 20 anni: «È stata un’esperienza sentita, soprattutto per noi educatori. Vedere così coinvolti i nostri ragazzi ci ha colpiti: sono la “Compagnia dei tipi loschi”, proprio in omaggio a Pier Giorgio. Lui ci dimostra che si può raggiungere la santità pur essendo persone normali».

Commosso anche don Luca Ramello, direttore della Pastorale giovanile torinese e responsabile della peregrinazione Italia-Polonia, che ha raccontato, insieme ai ragazzi dello staff, di avere la sensazione dopo questi giorni di rivedere con occhi nuovi la figura di Pier Giorgio Frassati, considerata a Torino cosi familiare: «Incontrare a Milano tutti quei ragazzi entusiasti è stato significativo. Molti di loro erano venuti a Torino l’anno scorso per l’Ostensione della Sindone e avevano pregato anche davanti alla sua urna in Cattedrale. Ora Pier Giorgio, come un amico, si è fermato a casa loro, proprio come faceva Gesù. E la sua presenza è motivo di riconferma per la fedeltà al Vangelo e un modo per riprendere slancio nella fede attraverso la vita quotidiana della comunità».

Sabato la tappa dolomitica nel santuario altoatesino di Pietralba, a 1521 metri. Ad accogliere l’urna c’erano i Servi di Maria, custodi del luogo, ma anche molti escursionisti. Una tappa forse più intima, dedicata anche alla contemplazione del Creato. La presenza di Pier Giorgio ha coinvolto molti turisti di lingua tedesca, che chiedevano informazioni su quel giovane che, nell’ordinarietà, ha saputo farsi santo: «Molti si sono commossi nell’avvicinarsi all’urna – continua don Luca –. Dopo aver camminato lungo i sentieri di montagna, grande era il loro stupore per aver trovato qualcuno che dava un senso spirituale alla salita: un escursionista come loro, che, diventato pellegrino, cercava lo sguardo materno e la protezione di Maria. La vetta così non è solo la cima della montagna, ma il senso di una vita spesa per il Signore».

L’urna varca ora il confine e arriva a Vienna. Tornerà in Italia soltanto a inizio agosto, dopo aver viaggiato a lungo in Polonia fino ad arrivare a Cracovia per la Giornata mondiale della gioventù, come già accaduto in varie edizioni precedenti (nel 2008 persino a Sydney). Appuntamento con i giovani di tutto il mondo.

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