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Gli esercizi spirituali, un grande mezzo di purificazione

 Febbraio non si smentisce, diviso com’è tra feste carnescialesche e continenze quaresimali. Le Ceneri non fanno in tempo a cadere sull’esuberanza delle sfilate dei carri di carnevale che già si apre il fitto calendario di iniziative spirituali in vista della Pasqua. Tra i primi appuntamenti l’Assemblea della Federazione italiana esercizi spirituali (Fies), che si svolge a Sassone da domani al 20 febbraio sul tema: «Parola di Dio ed esercizi spirituali: dai temi sinodali ai tempi forti dello Spirito». Nella settimana successiva, dal 21 al 27 febbraio, si tengono in Vaticano gli esercizi spirituali per la Curia Romana. A predicarli quest’anno non è un vescovo, ma un sacerdote salesiano, Enrico Dal Covolo.

 

Sono un centinaio i sacerdoti che come lui dettano gli Esercizi in Italia; gli altri ne usufruiscono convinti della loro importanza per la verifica della fedeltà al dono ricevuto, e per la necessaria ricarica spirituale. Ad incoraggiare gli esercizi sono stati in primo luogo i pontefici: Pio XI con l’enciclica « Mens nostra », Pio XII che l’ha definita «grande mezzo di purificazione», Paolo VI che ha dato vita alla Fies, Giovanni Paolo II che l’ha raccomandata nell’esortazione apostolica postsinodale « Pastores
 Dalla «Mens nostra» di Pio XI a Wojtyla i Pontefici ne hanno spesso sottolineato il valore.
  Al via domani l’assemblea Fies

 dabo vobis
», Benedetto XVI che ha chiesto ai responsabili della Fies di impostarli in modo da ottenere i risultati desiderati.
  In realtà gli esercizi spirituali sono stati sempre praticati nella Chiesa. Sant’Ignazio di Loyola, nel 1500, ha avuto il merito di averne rivalutato l’esperienza ponendo l’accento sul loro risvolto intimistico. «Come il passeggiare, il camminare, il correre, sono esercizi fisici – ha scritto il fondatore della Compagnia di Gesù – così si
dicono esercizi spirituali ogni modo di preparare e disporre l’anima a togliere gli affetti disordinati e, dopo averli tolti, a cercare e trovare la volontà di Dio nella disposizione della propria vita, per la salvezza della propria anima».
  Oggi essi si diffondono anche nelle parrocchie, coinvolgendo laici e giovani. Il cardinale Salvatore De Giorgi, presidente della Fies, si dice affascinato dall’esperienza di una parrocchia di Torino, dove i giovani diventano animatori di corsi per i loro coetanei. Quest’iniziativa che nasce dalla base è quanto mai apprezzata nell’attuale fase di crisi economica, che non poche difficoltà sta ponendo alle 250 case di esercizi spirituali
collegate con la Fies, costringendone alcune a chiudere. A chi frequenta queste case il recente messaggio per la Quaresima di Benedetto XVI offre numerosi spunti di riflessione, dal momento che il papa ricorda che le radici del male si trovano nel cuore, e che da lì bisogna partire per smascherare ogni ingiustizia. L’Assemblea della Fies intende offrire a questa riflessione il suo contributo a partire dalla Parola di Dio. Lo fa con l’aiuto di noti biblisti: monsignor Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, monsignor Renato Corti, vescovo di Novara, padre Francesco Rossi De Gasperis, docente al Pontificio Istituto Biblico. (di Vito Magno – avvenire 17/2/2010)