Gli appuntamenti conclusivi della prima giornata nella capitale. L’ecumenismo dei giovani

Romania

L’Osservatore Romano 

(Maurizio Fontana) «Io ho molti amici cattolici, alcuni sono tra i miei migliori, quelli del cuore. Per noi è naturale condividere la nostra fede in Gesù, insieme con la nostra amicizia e con la nostra vita. Lo dico con pudore e rispetto: forse, in questo, noi giovani possiamo essere un esempio per la gerarchia della Chiesa». Nelle parole semplici e dirette di Nicoletta — una diciottenne ortodossa volontaria del servizio d’ordine — si incontra probabilmente il vero significato di quell’ecumenismo che è stato al centro di uno dei momenti più toccanti del primo giorno di viaggio di Papa Francesco in Romania: la preghiera del Padre Nostro recitata, prima dal Pontefice, in latino, e poi dal Patriarca Daniel in romeno, uno accanto all’altro nella nuova cattedrale ortodossa di Bucarest gremita di fedeli.

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