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Giubileo, don Mauri: giovani non sono trofei da conquistare

“Misericordia è una parola fuori dal vocabolario dei giovani, ma se vogliamo attrarli al Vangelo, dobbiamo smettere di trattarli come prede da catturare”. Don Cristiano Mauri, Rettore della scuola paritaria “Volta” (Lecco), curatore del blog ‘labottegadelvasaio’. 

Nella loro esperienza la misericordia è una dimensione a cui non fanno riferimento i giovani – continua don Mauri – forse perché la stessa parola peccato è uscita dal loro orizzonte, il peso degli errori è sfumato, per loro non bisogna necessariamente prendersi la responsabilità di ciò che di sbagliato si è fatto. Non ne sentono il bisogno. Eppure i giovani ci chiedono in modo molto esigente di poter sognare, e io nel confessionale raccolgo testimonianze e anche riflessioni per nulla banali da parte loro. Forse un ambito in cui come Chiesa potremmo essere presenti è quello che riguarda la cura e l’attenzione per chi è vittima e per chi è carnefice del bullismo, proprio con atti di misericordia. Bisogna accompagnare situazioni di fragilità che accomunano entrambe le parti”.

Ammetto di essere caduto anch’io in quello che è uno dei più grandi difetti della nostra pastorale: la frenesia per i risultati. Dobbiamo avere un atteggiamento di servizio, sempre”, ricorda Don Cristiano. “L’annuncio evangelico è qualcosa di radicalmente spoglio e semplice. E’ la consegna di una Parola che deve essere lasciata libera, ciascuno ne fa ciò che vuole, è libero anche di rifiutarla, di calpestarla. Gesù quando si è consegnato, si è consegnato e basta e hanno fatto di lui ciò che hanno voluto”.

Radio Vaticana