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GIOVANI E IMPRESA Rottamare o ristrutturare?

Si è conclusa oggi a Fiesole la scuola di formazione dell’Ucid, Unione cattolica imprenditori e dirigenti. “Abbiamo la necessità di un ‘piano di appetibilità’ del Paese, che consenta di riavviare i consumi e quindi la produzione artigianale ed industriale, la riacquisizione di competitività e produttività, sia del privato che del pubblico” ha detto, lanciando un messaggio al governo che verrà,Manlio d’Agostino, presidente Movimento Nazionale Giovani dell’Ucid. Su tema “Rottamare o ristrutturare? Esperienze a confronto” si sono trovati a confronto i rappresentanti giovani delle associazioni professionali, di categoria e del laicato cattolico.

Valore famiglia. Il presidente giovani dell’Ucid, ha affermato che per superare questa lunga fase di crisi dei sistemi politici, economici e sociali, occorre “che i cattolici s’impegnino per portare quotidianamente a compimento alcuni obiettivi trasversali, come realizzare una società in cui la religione torni a giocare il suo ruolo, promuova i valori umani e li riattivi”. Tra questi spicca il valore famiglia. Infatti “avere una famiglia sana, vuol dire avere una società altrettanto sana”. Per far ciò bisogna ricreare le “giuste condizioni urbanistiche, economiche e lavorative, il che non significa abbandonare la flessibilità, ma eliminare il disorientamento e l’incertezza”.

Testimoniare e costruire. Per Giancarlo Abete, presidente nazionale dell’Ucid, oggi si deve tener conto di tre cose sintetizzate in: “progetto, regole, comportamenti”. Secondo Abete “ognuno di noi deve avere un progetto di vita, non ha senso vivere alla giornata”; si devono necessariamente “rispettare le regole e lavorare per cambiarle quando non rispondono più alle esigenze della società” ed infine considerare “la dimensione dei comportamenti che si lega a quella della testimonianza, dove il primo punto di riferimento è la coscienza”. Il presidente dell’Ucid ha concluso dicendo “che ciò che deve contare di più è la dimensione del costruire, molto più significativa di quella del criticare”. Livia Moni Bidin, presidente nazionale giovani di Azione Cattolica ha posto l’accento sul significato dell’essere laici cristiani ed ha detto che “ciò vuol dire riuscire ad unire il piano della competenza con quello della testimonianza”. Come cristiani, ha aggiunto “dobbiamo avere quella marcia in più che ci permette di avere uno sguardo che va oltre la complessità di questo tempo, che ci permette di progettare e costruire avendo ben presente il fine. Essere creativi per trovare nuove soluzioni, avere capacità di dialogo fra le generazioni e stare insieme fra associazioni per condividere ciascuno il proprio patrimonio”. Facendo un salto dall’Italia alla Cina, l’avvocato Dong Lifang, della Dong & Partners Law Firm ha portato la sua testimonianza mettendo in evidenza i tratti valoriali comuni tra le due culture, individuati nell’amicizia, nell’ospitalità, nella famiglia e nel rispetto per gli anziani ed ha indicato come valori fondamentali del fare impresa la capacità di avere un progetto, l’etica nei comportamenti, l’educazione e la formazione. Andrea Di Benedetto, presidente nazionale giovani della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, ha sottolineato che “siamo in un momento di svolta” quindi “dobbiamo cercare di capire dove vogliamo andare” per farlo “dobbiamo tenere presenti i valori” e su quest’ultimo punto, richiamandosi alla sua esperienza d’imprenditore ha detto che occorre “lavorare non solo per il profitto, ma per il piacere di fare le cose bene, dare il buon esempio”.

Il sogno. “Ciò che noto spesso incontrando le persone per il mio lavoro è la mancanza di un sogno” ha detto il coach Lorenzo Sciadini. Su questo concetto si è espressa anche Paola Corsinovi, presidente giovani Confagricoltura Toscana, dicendo che “il principale malessere delle giovani generazioni è la perdita d’identità” quando invece “fare impresa significa inseguire i sogni, aggiungendo determinazione e competenza”, così anche Francesco Luccisano, presidente della Rete per l’Eccellenza Nazionale, il quale ha affermato che “applicare i propri valori a un sogno è il modo più poderoso per cambiare il Paese”. Valori appunto, che perMarco Nardin, presidente nazionale giovani Confartigianato, sono: “la collaborazione, la spiritualità, la condivisione”. Sempre sulla questione, il vicepresidente giovani di Confcommercio, Riccardo Corsini, ha fatto notare che: “il problema etico arriva nel momento delle scelte ed allora bisogna prendere come esempio quegli imprenditori che scelgono la strada, spesso più difficile, che tiene in conto la persona”. Alla fine dei lavori, il cardinale Salvatore De Giorgi, consulente nazionale Ucid, parlando della figura del Beato G. Toniolo, ha ricordato che egli ha posto sempre come concetto cardine del suo pensiero “il prevalere dell’etica e dello spirito cristiano sulle dure leggi dell’economia”.

sir