Giornata mondiale. La speranza dei poveri è in Dio

Questo appuntamento è stato voluto da papa Francesco alla fine del Giubileo del 2016. La Messa in San Pietro e il pranzo con 1.500 indigenti in Aula Paolo VI. Tante iniziative in Italia

Papa Francesco a pranzo pranzo con i poveri (foto d'archivio Ansa)

Papa Francesco a pranzo pranzo con i poveri (foto d’archivio Ansa)

Avvenire

Si celebra questa domenica oggi nell’orbe cattolico una Giornata che porta l’impronta molto chiara di Bergoglio. La sua genesi l’ha raccontata lui stesso nella Lettera apostolica Misericordia et misera. «Alla luce del Giubileo delle persone socialmente escluse, mentre in tutte le cattedrali e nei santuari del mondo si chiudevano le Porte della misericordia, ho intuito che, come ulteriore segno concreto di questo Anno Santo straordinario, si debba celebrare in tutta la Chiesa, nella ricorrenza della XXXIII domenica del tempo ordinario, la Giornata mondiale dei poveri». L’Anno Santo straordinario, com’è noto, si chiuse domenica 20 novembre 2016. L’evento richiamato da Francesco avvenne il fine settimana precedente, quando si radunarono in Vaticano circa seimila senzatetto, poveri ed emarginati in varie forme provenienti da dodici Paesi.

«La speranza dei poveri non sarà mai delusa» (Sal 9,19) è il tema che il Papa ha scelto per la Giornata di oggi. «Il Signore non abbandona chi lo cerca e quanti lo invocano» scrive sempre il Papa nel suo messaggio ufficiale, «la condizione dei poveri obbliga a non prendere alcuna distanza dal Corpo del Signore che soffre in loro».

Francesco sarà impegnato con la Messa alle 10 nella Basilica di San Pietro poi con il pranzo nell’Aula Paolo VI insieme a 1.500 indigenti provenienti da Roma, dalle diocesi del Lazio e oltre. Nel corso dell’ultima settimana sul lato sinistro del Colonnato di piazza San Pietro è stato allestito un presidio sanitario che offre visite mediche specialistiche ai più bisognosi. Si tratta di una struttura polifunzionale di 300 metri quadri che Francesco ha visitato venerdì assieme al nuovo centro di accoglienza notturna e diurna di Palazzo Migliori, a pochi metri dal Colonnato, una dimora dell’800 di quattro piani e duemila metri quadri affidata all’Elemosineria apostolica e ora gestita dalla Comunità di Sant’Egidio.

Ma sono tante le iniziative oggi anche nel resto della penisola, con Messe, pranzi con i poveri e altro. A Rimini, per esempio, ieri sera si è tenuta una veglia di preghiera, mentre oggi al termine della Messa il vescovo Francesco Lambiasi consegnerà alcuni oggetti simbolici: coperte alla Protezione Civile, farmaci ai volontari dell’opera Sant’Antonio, un vassoio con alimenti alla Caritas diocesana, alcuni indumenti alla Comunità Papa Giovanni XXIII e ad un assessore comunale la mappa dei servizi presenti sul territorio per i poveri. Ad Andria il vescovo Luigi Mansi darà alla comunità diocesana e in particolare agli operatori della carità le «prospettive pastorali», un’appendice alla lettera pastorale incentrata sulla parabola del Buon Samaritano. 

A Carbonia ieri si è tenuta una grande raccolta alimentare e di prodotti per l’igiene, mentre la Caritas diocesana ha organizzato una visita guidata al Centro unico di distribuzione e al Centro di ascolto, due strutture cruciali nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale. La diocesi di Cassano all’Jonio ha organizzato una serie di incontri, iniziati lo scorso 31 ottobre, con economisti e sociologi, e ha chiesto a ogni parrocchia e associazione di impegnarsi nel mese di novembre per vivere al meglio la Giornata per i poveri.

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