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Giornata della donna. È tempo di promuovere l’alleanza che lega la madre al proprio figlio

È tempo di promuovere l’alleanza, che lega la madre al proprio figlio, anche se non ancora nato. I l cardinale Angelo Bagnasco ha detto ai vescovi italiani, che c’è bisogno, soprattutto, di «una nuova generazione di italiani e di cattolici » , capaci di far fronte a quella che viene definita una «emergenza » nel nostro Paese, di difesa dei «valori che costituiscono il fondamento della civiltà: la vita umana comunque si presenti e ovunque palpiti, la famiglia formata da un uomo e una donna e fondata sul matrimonio, la responsabilità educativa, la solidarietà verso gli altri, in particolare i più deboli, il lavoro come possibilità di realizzazione personale, la comunità come destino buono che accomuna gli uomini e li avvicina alla meta » .
Celebrando l’ 8 mar-zo la giornata della donna, particolar-mente le donne sono invitate a meditare su queste parole. Il primo compito che le donne di « buona volontà » si trovano ad affrontare, è quello di promuovere un « nuovo » femminismo, che sveli le mistificazioni e i pe-ricoli del vetero- femmini-smo, il quale, spacciando-si per un movimento di li-berazione femminile e di promozione dei diritti civi-li, propone una concezio-ne della libertà perfino dannosa e umiliante per le donne. Si tratta di una trappola ideologica, di una « cultura di morte » che interpreta la libertà in termini essenzialmente di pote-re: il potere di decidere sulla vita e sulla morte, propria e del figlio concepito, ridotto ad un ammasso di cellule a disposizione della madre; il potere di usare il corpo come bene privato; il potere di vivere una sessualità disancorata da un progetto d’amore; il potere di sacrificare la maternità e gli affetti alla carriera e alla realizzazione sociale.
  La creatività femminile offre, invece, al progresso della civiltà un modo differente di concepire lo svi-luppo e il successo. È tempo di promuovere una «nuova alleanza » , culturale, sociale e politica, sul modello di quella particolare alleanza che lega la madre al proprio figlio, pur non ancora nato, su cui si fonda l’intero sistema civile, l’equilibrio di tutte le relazioni umane e la pace sociale, per costruire insieme uno Stato « amico » dei cittadini, delle donne- madri, e particolarmente delle « madri- lavoratrici » , rimuovendo gli ostacoli, culturali, sociali, politici, legislativi ed economici, che, nei fatti, penalizzano la maternità come pure una partecipazione attiva delle donne alla vita della co-munità e contrastano la libertà di accogliere la vita