Giornata della Bibbia – Domenica 30 settembre 2018 Proposte per la celebrazione eucaristica domenicale nelle parrocchie (a cura dell’Uff. Liturgico)

 

Nella prima giornata diocesana della Bibbia, il 18 febbraio scorso, che era la prima Domenica di Quaresima, erano state proposte sostanzialmente tre attenzioni “intonate” a quella Domenica: l’accoglienza del libro della Parola con un canto adatto, al posto del
Gloria, che in Quaresima si omette; la consegna della Bibbia ai ragazzi dell’Iniziazione Cristiana in cammino verso la Cresima (secondo le indicazioni del Catechismo CEI – Sarete miei testimoni, al primo capitolo); il proposito personale e/o in famiglia di dedicare quotidianamente un tempo di silenzio, di ascolto e meditazione della
Parola, secondo l’invito che troviamo sempre nel canto al Vangelo della prima domenica di Quaresima — «Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt 4,4) —, quasi un portale d’ingresso per entrare nello spirito di questo tempo
forte dell’anno liturgico.
Riprendere pari pari le suddette proposte al 30 settembre sarebbe pertanto una forzatura. “Per fortuna”, le letture bibliche di questa XXVI domenica del Tempo Ordinario dell’Anno B sono legate dal “filo rosso” della “chiamata al ministero profetico”, ovvero la chiamata al ministero dell’annuncio, della Parola. E l’esclamazione dell’anziano Mosé in risposta alla gelosia del giovane Giosuè — «Fossero tutti profeti nel popolo del Signore e volesse il Signore porre su di loro il suo spirito!» (Nm 11.29), verrebbe da attualizzarla così: “Fossero tutti lettori, animatori della Parola in parrocchia! I battezzati fossero tutti
interpreti della Parola” (nel senso di capaci di leggere la realtà alla luce del Vangelo) in questo tempo di “disorientamento e mancanza di speranza”, come ha osservato il Vescovo Massimo nell’omelia dell’8 settembre in Ghiara per l’apertura dell’Anno pastorale.
Quindi domenica 30 settembre, propongo proprio di valorizzare il ministero dei lettori e degli animatori della Parola, con alcune attenzioni.
1. Proclamare, in apertura di assemblea, la colletta “biblica” che si trova appendice al Messale, a p. 1005. La riporto per la sua bellezza (non sempre è così!):
O Dio, tu non privasti mai il tuo popolo della voce dei profeti; effondi il tuo Spirito sul nuovo Israele, perché ogni uomo sia ricco del tuo dono,
e a tutti i popoli della terra siano annunziate le meraviglie del tuo amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo…

2. Terminata la colletta, tutti rimangono in piedi e i due lettori (ed eventualmente il salmista), in processione si portano davanti al sacerdote (che sarà alla sede, o davanti all’altare se la sede fosse dietro la mensa); uno di loro reca il Lezionario festivo e lo
consegna al sacerdote. Il sacerdote lo mostra al popolo e dice, come si trova nel Benedizionale al n. 1243 (formula leggermente adattata, come previsto nella rubrica):
Risuoni sempre nelle nostre assemblee la Parola di Dio:
riveli e proclami il mistero pasquale di Cristo e operi nella Chiesa la nostra salvezza.
I lettori e l’assemblea rispondono un Amen bello forte! Da notare che nella formula del Benedizionale viene evocato il tema pastorale dell’Anno, cioè il “mistero pasquale di Cristo” secondo Giovanni 12-21.

3. Similmente al mandato dei Catechisti, dopo l’omelia si possono presentare coloro che nella comunità svolgono stabilmente il ministero di lettore (istituito o di fatto, s’intende!) o animano i centri di ascolto, i gruppi di Vangelo. Insieme a loro (che sono rivolti all’altare) si proclama il Credo, sottolineando come sempre il Credo sia la nostra risposta di fede alla Parola proclamata. I lettori rimangono davanti all’altare anche durante la preghiera universale, dove le intenzioni saranno proprio sulla Giornata della Bibbia e sulla cura della proclamazione nelle nostre comunità. La preghiera universale si conclude con la benedizione ai lettori (cf. Colletta n. 14 in appendice al Messale, a p. 1020):
Benedetto sii tu, Signore nostro Dio:
nel tuo Figlio fatto uomo
ci hai detto tutto e donato tutto.
E poiché, nel disegno della tua misericordia,
tu hai bisogno anche degli uomini per rivelarti,
e resti muto senza la nostra voce,
benedici questi nostri fratelli e sorelle
che si rendono disponibili al tuo servizio
nelle assemblee domenicali (e nei gruppi di ascolto tra le case):
rendili degni annunciatori
e testimoni della parola che salva.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.

Questo rito può essere arricchito da alcuni gesti come l’abbraccio di comunione tra il parroco e i lettori; la consegna a loro del calendario liturgico 2018-2019; la consegna dell’omelia del Vescovo Massimo all’8 settembre, dove viene presentato il tema dell’anno pastorale; oppure l’omelia che Papa Francesco fece esattamente un anno fa a a Bologna, la domenica 1° ottobre 2017, nella visita proprio in occasione della prima giornata diocesana della Bibbia in quella Chiesa. Durante la consegna si esegue un canto adatto, tipo Ogni mia parola, Ascolta Israele, Quello che abbiamo udito….
Nell’omelia ovviamente si dovrà presentare il ministero dei lettori non come un… riconoscimento a chi sa leggere bene (e che magari ci tiene a mettersi in mostra o che considera l’incarico di leggere come esclusivo, di fatto “proibendo”, per usare un termine delle letture odierne, ad altri, nuovi arrivati o cristiani più giovani, di leggere!!). Piuttosto un servizio alla comunità, specialmente ai più piccoli (vedi il Vangelo), ad aiutare a familiarizzare con le Scritture, con la Parola, con la proclamazione, a preparare preghiere dei fedeli più attualizzanti di quelle dei foglietti… e così via. Perché tutti
imparino a leggere la realtà che ci circonda alla luce del Vangelo, con il dono dello Spirito che la Parola ci comunica: nel Vangelo si parla di chi compie scandali verso i più piccoli e ci si deve chiedere: “come la Parola mi aiuta a interpretare in maniera meno superficiale
e scandalistica queste continue notizie di scandali, abusi su minori?”. L’apostolo Giacomo nella seconda lettura richiama al fatto che la ricchezza ci “anestetizza”, ci rende ciechi verso i bisogni degli altri…, per cui facciamo fatica a dare anche solo un bicchiere d’acqua
a un povero…

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