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Giornata del malato 2010 – Domenica 16 Maggio

Alle ore 15,30 inizierà la Celebrazione eucaristica presieduta da S. E. Mons Lorenzo Ghizzoni che prevede dopo l’omelia l’amministrazione del sacramento della Unzione degli infermi. I canti saranno animati dal coro Isicoro di Rivalta diretto dal Maestro Francesco Trapani. Alle ore 17 è previsto un buffet nel Chiostro della Basilica offerto dall’Ufficio Diocesano di Pastorale della salute. La diocesi si stringe attorno ai suoi figli più fragili, gli ammalati nel corpo e nello spirito, per testimoniare che la Chiesa è un mistero di comunione degli uomini con Dio Padre e tra loro in Cristo per mezzo dello Spirito Santo. Giovanni Paolo II cosi si esprimeva nella lettera apostolica "Novo millennio ineunte . "Fare della Chiesa la casa e la scuola della comunione: ecco la grande sfida che ci sta davanti nel millennio che inizia, se vogliamo essere fedeli al disegno di Dio e rispondere anche alle attese profonde del mondo. Che cosa significa questo in concreto? Anche qui il discorso potrebbe farsi immediatamente operativo, ma sarebbe sbagliato assecondare simile impulso. Prima di programmare iniziative concrete occorre promuovere una spiritualità della comunione, facendola emergere come principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma l’uomo e il cristiano, dove si educano i ministri dell’altare, i consacrati, gi operatori pastorali, dove si costruiscono le famiglie e le comunità. Spiritualità della comunione significa innanzitutto sguardo del cuore portato sul mistero della Trinità che abita in noi,e la cui luce va colta anche sul volto dei fratelli che ci stanno accanto. Spiritualità della comunione significa inoltre capacità di sentire il fratello di fede nell’unità profonda del Corpo mistico, dunque, come «uno che mi appartiene», per saper condividere le sue gioie e le sue sofferenze, per intuire i suoi desideri e prendersi cura dei suoi bisogni, per offrirgli una vera e profonda amicizia. Spiritualità della comunione è pure capacità di vedere innanzitutto ciò che di positivo c’è nell’altro, per accoglierlo e valorizzarlo come dono di Dio: un «dono per me», oltre che per fratello che lo ha direttamente ricevuto. Spiritualità della comunione è infine saper «fare spazio» al fratello, portando «i pesi gli uni degli altri» (Gal 6,2) e respingendo le tentazioni egoistiche che continuamente ci insidiano e generano competizione, carrierismo, diffidenza, gelosie. Non ci facciamo illusione: senza questo cammino spirituale, a ben poco servirebbero gli strumenti esteriori della comunione. Diventerebbero apparati senz’anima, maschere di comunione più che sue vie di espressione e di crescita" (n. 43). ). Il Signore ci aiuti a fare di questa domenica una esperienza di comunione utile per la nostra crescita umana e cristiana. Ci aiuti a vedere con lo sguardo di Dio che siamo amati da lui, che ogni uomo ci appartiene, è della nostra famiglia e siamo chiamati con impegno e sacrificio ad amarlo sempre, superando ogni forma di egoismo.