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«Gesù merita tutto»

Il Santo del giorno 11 Settembre 2012: Giovanni G.  Perboyre

Nacque a Montgesty, in Francia nel 1802. Si recò in Cina nel 1835, per sostituire un suo fratello missionario ch’era morto durante il suo viaggio verso Oriente. Svolse la sua opera di evangelizzatore nella provincia cinese di Henan, in un tempo di dure lacerazioni e disumane persecuzioni. Sul finire dell’Ottocento, i missionari di diverse confessioni religiose, e perfino quelli di diversi ordini religiosi, si contrastavano a vicenda, e ciò non facilitava la testimonianza. Si aggiungevano poi le complicazioni provocate dalla politica delle nazioni europee da cui i missionari provenivano. Accadeva perciò che, a volte, le più crudeli persecuzioni venivano decretate anche da sovrani cinesi non particolarmente feroci. A padre Giovanni Gabriele Perboyre toccò la sofferenza più grave: quella di essere venduto dai suoi stessi cristiani, accusato d’immoralità, schernito nella sua stessa dignità di sacerdote. In tribunale fu condannato a calpestare il crocifisso, pena la morte. Al cospetto di tutti, s’inginocchiò e lo bacio con estrema tenerezza. Dopo otto mesi di carcere, segnati da lunghe torture – orribili anche solo a descriverle – per editto imperiale fu messo a morte alle tre del pomeriggio dell’11 settembre 1840, assieme a dei criminali comuni, su un patibolo a forma di Croce, dove alla fine morì colpito di spada e strangolato con una corda. I vari momenti della sua passione sembrarono ripercorrere quella stessa di Cristo. Fin da giovane padre Giovanni s’era scelto questo programma spirituale: «Gesù merita tutto: perché non dargli tutto?». E nella sua predicazione amava sempre insistere su quest’affermazione: «Esiste una sola realtà necessaria: Gesù Cristo».
Altri Santi. Felice, martire a Zurigo (III sec.); Pafnuzio (IV sec.).
Letture. «Siete stati lavati, siete stati santificati» (1Cor 6,1-11); «Il Signore ama il suo popolo» (Sal 149); «Passò tutta la notte pregando Dio» (Lc 6,12-19).
Ambrosiano. 1 Pietro 3,8-17; Salmo 33;Luca 17,3b-6.

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