G7 entro 2030 non più emergenza fame per 500mln persone

L’obiettivo è ambizioso: “Portare cinquecento milioni di persone fuori dalla fame entro il 2030”. E sull’impegno per raggiungerlo si è registrata l’unanimità tra i rappresentati dei Paesi che si sono riuniti per due giorni a Bergamo per il G7 dell’Agricoltura. La sintesi del confronto è la cosiddetta carta di Bergamo che individua “cinque priorità”, ha spiegato il ministro italiano per le Politiche agricole Maurizio Martina a cui è toccato analizzare i risultati del vertice, ma anche “dell’ottimo lavoro preparatorio” del G7 che si è tenuto nel corso del semestre di Presidenza italiana.

La priorità principale è difendere i redditi dei produttori agricoli, soprattutto piccoli, dai disastri climatici. “Per questo, è stato dato mandato alla Fao di studiare azioni e individuare una definizione comune di eventi catastrofici che oggi manca” ha detto il ministro, secondo il quale questo studio, “può partire immediatamente” così da poter portare i risultati “nelle mani dei responsabili del prossimo G7” in Canada nel 2018. Altra priorità: “L’aumento della cooperazione agricola, nel continente africano, dove il 20% della popolazione soffre di povertà alimentare”. Poi l’impegno “a rafforzare la trasparenza nella formazione dei prezzi e nella difesa del ruolo degli agricoltori nelle filiere soprattutto di fronte alle crisi di mercato e alla volatilità dei prezzi”; quello di “battere con nuove politiche gli sprechi alimentari, che oggi coinvolgono un terzo della produzione alimentare mondiale” e, infine, l’adozione di politiche concrete per la tracciabilità e lo sviluppo di sistemi produttivi legati al territorio.

In tutti gli attori del G7 la consapevolezza che “la cooperazione agricola sarà decisiva per raggiungere il traguardo della Fame zero. “Perché la maggioranza delle persone che soffrono la fame vive in aree rurali, ha sottolineato Martina e “la fame è una questione prima di tutto agricola”. Va in questo senso la decisione di aumentare gli sforzi per favorire la produttività sostenibile in particolare in Africa”, presa da Martina, dal viceministro per gli affari internazionali del Giappone, Hiromichi Matsushima, dal ministro dell’agricoltura e dell’agroalimentare del Canada, Lawrence Macaulay, da quelli francese, Stephane Travert, e tedesco, Christian Schmidt, con Thérèse Coffey, segretario di stato per l’ambiente e lo sviluppo rurale della Gran Bretagna, e Sonny Perdue, segretario all’agricoltura degli Stati Uniti, con il commissario europeo, Phil Hogan.

“Ci sono temi – ha sottolineato Martina – sui quali dovremo aumentare ancora gli sforzi, come la protezione dei suoli e la biodiversità, la maggiore trasparenza nella formazione del prezzo del cibo e la riduzione radicale dello spreco alimentare. Su questi fronti serve più consapevolezza, ognuno deve sentire forte la propria responsabilità. Anche per questo abbiamo voluto un G7 aperto, con una settimana dedicata dalla città di Bergamo a decine di appuntamenti sul tema del diritto al cibo, in continuità col lavoro che l’Italia ha fatto con Expo Milano”.

“Da Bergamo – ha concluso Martina – rilanciamo ancora la sfida per garantire davvero il diritto al cibo di ogni essere umano a qualunque latitudine”. (ANSA).

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Blog della chiesa di Santo Stefano a Reggio Emilia (della Parrocchia S. Giovanni Ev. in Santo Stefano e San Zenone). Unità Pastorale Santi Cristanto e Daria