Formazione. A Bergamo, la prima laurea in apprendistato

Irene Poloni, 22 anni, domani conclude il percorso triennale, ma già lavora a tempo indeterminato con la qualifica che sarà acquisita attraverso il titolo

Irene Poloni, 22 anni, studentessa lavoratrice in apprendistato

Irene Poloni, 22 anni, studentessa lavoratrice in apprendistato

Irene è una studentessa-lavoratrice come tante, ma la sua storia è unica perché è tra le prime in Italia a laurearsi al termine di un percorso diapprendistato di terzo livello. In pratica, Irene Poloni, 22 anni, domani si laurea in Scienze dell’educazione ma, grazie a un accordo tra l’Università di Bergamo, dove studia e Confcooperative, è già stata assunta come apprendista nel nido d’infanzia “Pinocchio” di Leffe, con la qualifica professionale che acquisirà con il titolo. Per concludere il percorso di studi triennale, la giovane bergamasca ha seguito un piano personalizzato, concordato con la tutor aziendale e la tutor accademica, sperimentando una modalità innovativa di ambientamento al nido, nata in Svezia e caratterizzata dal ruolo dei genitori, che devono diventare protagonisti dell’inserimento del figlio nella struttura.

Il ruolo del territorio

«Attualmente abbiamo attivi dieci percorsi di laurea triennale in apprendistato nel corso di laurea in Scienze dell’educazione del Dipartimento di scienze umane e sociali e uno nel corso di laurea in Economia aziendale del Dipartimento di Scienze aziendali, economiche e metodi quantitativi – commenta il rettore dell’Università di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini -. Il percorso in apprendistato è un ulteriore orizzonte aperto dall’ateneo grazie a un rapporto costruttivo con il territorio, in questo caso con Confcooperative e le sue realtà aziendali.Questi percorsi arricchiscono le esperienze all’interno dell’università e allo stesso tempo garantiscono alle aziende del territorio le competenze di cui hanno bisogno, grazie a un confronto costante».

Un ponte tra università e mondo del lavoro

L’importanza del percorso di apprendistato, è sottolineata dalla stessa studentessa, iscritta al corso di Laurea magistrale in Scienze pedagogiche. «Il percorso in apprendistato – racconta Irene Poloni – mi ha dato la grande occasione di approfondire al meglio le caratteristiche e le complessità del mondo del lavoro in cui ho deciso di inserirmi e di raggiungere un livello di competenze adeguato per affrontarlo al meglio».

Apprendista al centro del progetto

La specificità del percorso seguito da Irene, ricorda il direttore del dipartimento di Scienze umane e sociali, Marco Lazzari, sta nel fatto che «gli studenti possono integrare studio e lavoro seguendo un piano formativo personalizzato nel quale sono indicate le attività didattiche da svolgere in Università e i compiti da affrontare nel contesto lavorativo al fine di maturare le competenze attese al termine del percorso. I percorsi sono caratterizzati da un’elevata personalizzazione – prosegue il docente – che consente di porre al centro gli interessi e le potenzialità dell’apprendista. Si crea così la possibilità di conseguire un titolo di studio di alta formazione anticipando i tempi di ingresso nel mercato del lavoro, sviluppando competenze professionali per svolgere una professione specifica».

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