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Fame e povertà in aumento: obiettivi del Millennio lontani

U n decalogo per il governo italiano affinché mantenga le promesse fatte più volte e sempre disattese sulla lotta alla povertà. È’ la richiesta fatta nel documento presentato dalla Coalizione italiana contro la povertà lo scorso 16 giugno presso la sala mappamondo della Camera dei Deputati. «Il documento che presentiamo è sempre il solito – ha commentato sconsolato Sergio Marelli, segretario generale della Focsiv-Volontari nel mondo – perché purtroppo le promesse dei nostri capi di governo sono tuttora disattese. Chiediamo, con questo documento, al nostro Presidente del Consiglio, così sensibile ai sondaggi, di tener conto dell’opinione della maggioranza degli italiani, che secondo un recente sondaggio, è favorevole a sostenere gli aiuti finanziari per la lotta alla povertà. Noi ancora una volta, consapevoli della grande posta che è in gioco, cioè la vita di milioni di persone, presentiamo un documento con delle proposte concrete e fattibili. Facciamo nuovamente un appello a tutte le nostre forze politiche affinché si inverta la rotta intrapresa di ridurre continuamente gli aiuti e le misure a favore della lotta alla povertà, dando segnali positivi e di coraggio per raggiungere, almeno in parte, gli Obiettivi del Millennio». Mancano, infatti, solo 5 anni al termine posto dai 189 capi di Stato per “sconfiggere la povertà”. Il 2015 non è lontano, soprattutto se si pensa al cammino, piuttosto breve, fatto finora: «Nonostante alcuni straordinari successi – si legge nel documento – occorrono maggiori sforzi da parte dei governi del Nord e del Sud del mondo per realizzare gli Obiettivi del Millennio. Circa 2 miliardi di persone vivono con meno di 2 dollari al giorno e la fame nel mondo ha raggiunto la cifra record di 1 miliardo e 20 milioni di persone. Questo è semplicemente inaccettabile perché il fallimento degli Obiettivi non è dovuto alla carenza di risorse ma alla mancanza di volontà politica e all’impegno insufficiente profuso». Dieci punti per sconfiggere la povertà. Ecco perché il documento indica 10 scelte politico-economiche per poter cambiare la rotta e intraprendere una strada virtuosa in vista dei prossimi appuntamenti internazionali, quali G8 e G20 (in corso in questi giorni) del Canada, e il Vertice Onu sugli Obiettivi del 20-22 settembre. Dieci richieste al nostro governo: stabilire un piano d’azione «realistico e verificabile per il raggiungimento del target dello 0,7% e pubblicarlo prima del Summit di settembre», per dare maggiori finanziamenti alla lotta alla povertà, dal momento che l’Italia ora ha tagliato ulteriormente le risorse, passando dallo 0,22% allo 0,16% del Pil. Occorre cooperare con gli altri paesi europei per garantire l’uniformità delle procedure (es. gestione dei finanziamenti pubblici, contabilità, revisione, ecc), seguendo la Dichiarazione di Parigi e il Piano di azione di Accra. Altro punto: le speculazioni finanziarie, che tanti problemi hanno creato in questi ultimi anni, dovrebbero essere tassate. Per dare un’idea della questione, se le compravendite finanziarie fossero tassate dello 0,55%, solo in Ue si potrebbero reperire tra i 163 e i 400 miliardi di dollari annui. Cifre importanti che permetterebbero agli stati di colmare gradualmente quelle voragini che si sono aperte nei conti pubblici con i salvataggi delle banche e con le misure di sostegno all’economia rese necessarie per contrastare la pesante crisi che stiamo vivendo. La Coalizione chiede anche la riforma delle politiche agricole e commerciali, secondo il cosiddetto Round Doha, attualmente in stallo, così da evitare il drammatico fenomeno del dumping, che distrugge le produzioni locali delle comunità più povere. Importanti richieste vengono fatte anche nell’ambito della salute, della lotta alla mortalità infantile tramite il Fondo globale per la Lotta contro Aids, tubercolosi, malaria, nonché gli aiuti internazionali per il rafforzamento dei sistemi sanitari nazionali. Gli ultimi impegni vengono chiesti nei confronti dell’educazione, del diritto al cibo e per un sostegno all’ambiente, riducendo del 40% le emissioni dei gas serra entro il 2020 e ridurre gradualmente i sussidi ai combustibili fossili, come sancito già nel G20 di Pittsburgh. Richieste chiare e fattibili nell’appello che le tante organizzazioni della Coalizione (tra cui Acli, Agesci, Action Aid, campagna delle Nazioni Unite, Unicef, Save the children, Wwf Italia, Cisl) fanno «con il cuore e con forza affinché la promesse non siano solo demagogia e propaganda politica, ma vere scelte di campo a favore della giustizia e del benessere del mondo».
Michele Trabucco Tratto da GENTE VENETA, n.25/2010