Esino Lario. Sindaco mette in vendita il paese: non ci sono più risorse

Il cartello di benvenuto all'ingresso del paese

Avvenire

Il suo telefono continua a squillare. L’ha persino chiamato il New York Times per intervistarlo. Ci sono articoli su giornali tedeschi e inglesi, tutti parlano della vendita di Esino Lario da oggi online su www.vendesiesino.it, il sito che dà la possibilità di acquistare monumenti, luoghi di ritrovo, arredo urbano del piccolo comune lombardo in provincia di Lecco e persino il suo patrimonio paesaggistico come la ghiacciaia del Mancodeno. A lanciare l’idea il primo cittadino del paese, Pietro Pensa, che ha lasciato molti dei suoi concittadini perplessi e preoccupati. Obiettivo: reperire le risorse necessarie per la sopravvivenza del comune e combattere la piaga dello spopolamento.

«Si tratta di una provocazione per trasmettere un messaggio politico positivo in un momento in cui le notizie belle sono rare – commenta il sindaco Pensa –. In questi anni, Esino Lario ha saputo rimboccarsi le maniche e rinnovare il paese. Basti pensare che tutta la popolazione collabora in modo volontario alle iniziative che vengono organizzate e che sono anche raddoppiate le nascite, nel 2016 ben 13 e nel 2017 e 2018 sono venuti alla luce 8 bambini per anno. Un dato storico che dimostra come sia possibile vivere e far crescere i propri figli anche nei paesini come il nostro».

Pensa racconta il successo del raduno mondiale di Wikipedia nel 2016 e di TEDxEsinoLario lo scorso giugno 2018, due progetti che hanno portato il nome del comune oltreoceano. «Crediamo moltissimo nella formazione internazionale, ma anche in quella scolastica – continua il sindaco –. La mia amministrazione ha recuperato dal bilancio 80mila per le scuole perché abbiamo a cuore le famiglie. Inoltre siamo tra gli unici due comuni della provincia ad aver partecipato ad un bando per la diffusione del wifi e ora porteremo la videosorveglianza nel paese grazie ad un altro bando». #EsinoInVendita è quindi per il primo cittadino una strategia di promozione del “metodo Esino” che potrebbe rappresentare per l’Italia una vera risorsa per sconfiggere lo spopolamento. Non è così convinto però il parroco don Franco Galimberti che a Esino vive da ben quarant’anni su ottantadue della sua carta d’identità. «Ho appena lasciato in municipio una lettera per il Sindaco. Sono inviperito! Almeno poteva avvisarmi – ci tiene a precisare –. Continuo a ricevere telefonate dai giornalisti e diversi parrocchiani sono venuti a dirmi che non volevano vendere la Via Crucis della nostra chiesa… Questa mi pare una provocazione di cattivo gusto che sta avendo troppa attenzione». Al momento la data dell’11 aprile, come termine ultimo dell’asta, resta confermata. Intanto Esino Lario è ancora sulle prime pagine.

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