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Ecumenismo: Un pastore metodista alla guida delle Chiese evangeliche italiane

«Promuovere l’unità del protestantesimo per una rinnovata presenza evangelica nel Paese»: con queste parole il pastore metodista Massimo Aquilante, neoeletto presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), si è rivolto ai delegati della XV Assemblea della Fcei, svoltasi dal 5 all’8 dicembre a Firenze. Lo scorso 8 dicembre, il massimo organo decisionale delle Chiese evangeliche "storiche" in Italia lo ha eletto per i prossimi tre anni a guidare l’organismo ecumenico, in rappresentanza di circa 60 mila credenti valdesi, metodisti, battisti, luterani, dell’Esercito della Salvezza e altri.

«La FCEI non è una superchiesa», ha proseguito Aquilante, «ma uno strumento teso a dare visibilità e voce al protestantesimo nel contesto sociale italiano. Come protestanti dobbiamo rilanciare lo specifico culturale e spirituale della nostra presenza, aggiornare le nostre analisi di un’Italia che cambia e dare con convinzione il nostro contributo alla democrazia italiana». Massimo Aquilante, attualmente pastore della chiesa metodista di Villa San Sebastiano (Aq) e direttore del Centro di documentazione metodista, è stato presidente dell’Opera per le Chiese metodiste in Italia (Opcemi) dal 2002 al 2009. Ha partecipato a diverse conferenze e missioni ecumeniche in Europa, Usa e Africa. Per un triennio è stato membro della Commissione Chiesa e società della Conferenza metodista europea. Succede al pastore Domenico Maselli, che si è speso soprattutto a favore della libertà religiosa in Italia.

Tra le numerose mozioni votate dall’Assemblea Fcei – mozioni che indirizzeranno il lavoro del nuovo presidente e del Consiglio Fcei da qui al 2012 – figurano in particolare quelle riferite all’immigrazione, all’ambiente, alla laicità, alla libertà religiosa, all’ecumenismo. In una mozione dedicata ai temi di attualità sociale e politica, l’Assemblea ha espresso «forte preoccupazione per gli episodi di diffusa illegalità che si registrano nel Paese». Denunciato anche il «pacchetto sicurezza», nonché il «clima di razzismo» che si diffonde in vaste aree della penisola. L’Assemblea ha quindi ribadito la necessità di difendere i diritti dei migranti, di impegnarsi per la loro accoglienza, di favorire la loro integrazione. Preso atto della presenza sempre più rilevante di immigrati anche all’interno delle Chiese evangeliche, l’Assemblea ha approvato un programma di lavoro per la promozione dell’integrazione nelle comunità locali e per favorire l’incontro e la collaborazione tra le varie realtà degli evangelici immigrati.

L’Assemblea degli evangelici italiani, infine, ha avanzato al Governo e al Parlamento la richiesta di una rapida approvazione delle Intese già siglate con alcune confessioni di fede, ma ancora in attesa di ratifica da parte delle Camere, riaffermando il valore della «laicità dello Stato e della libertà delle varie espressioni religiose contro ogni confessionalismo e subalternità politica».

Gaëlle Courtens – Jesus Gennaio 2010