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Ecco come funziona il voto per il Papa

Sono 115 i cardinali chiamati ad eleggere il nuovo Papa. I 91 ultraottantenni, anche se potenzialmente eleggibili, non hanno diritto di voto, come stabilito da Paolo VI con il motu proprio Ingravescentem aetatem del 1970 e ribadito da Giovanni Paolo II. Per salire al soglio pontificio, il successore di Benedetto XVI dovrà ottenere almeno i 2/3 dei voti.

Da questo Conclave entra in vigore infatti una nuova «legge elettorale» promulgata nel giugno 2007 con un Motu Proprio di Papa Ratzinger che modifica la Costituzione Apostolica Universi Dominici gregis con la quale Giovanni Paolo II aveva abolito il voto per acclamazione e reso obbligatorio lo scrutinio segreto. Il Pontefice polacco temeva infatti che, con il voto palese, qualche porporato potesse votare contro coscienza. Per evitare, però, il rischio di uno stallo, il futuro beato aveva stabilito altre due novità: la prima era che dopo la trentaquattresima votazione si potesse passare al ballottaggio tra i due più votati; la seconda è che nello stesso momento il quorum eventualmente potesse scendere dalla maggioranza qualificata di due terzi alla maggioranza assoluta del cinquanta per cento più uno. Ed è questo comma che Papa Ratzinger – eletto con una robusta maggioranza al quarto scrutinio – ha voluto cambiare per evitare l’elezione di un Pontefice con una maggioranza risicata.

Il Papa dimissionario ha inoltre specificato che i due cardinali rimasti in lizza per l’elezione non potranno partecipare attivamente al voto: avranno quindi solo elettorato passivo. Per il resto, restano in vigore le norme di Giovanni Paolo II che prevedono ad esempio che se il numero delle schede «non corrisponde al numero degli elettori, bisogna bruciarle tutte e procedere subito ad una seconda votazione. Se invece corrisponde al numero degli elettori, segue lo spoglio».

Una volta «concluso lo spoglio delle schede, gli Scrutatori fanno la somma dei voti ottenuti dai vari nomi, e li annotano su un foglio a parte. L’ultimo degli Scrutatori, man mano che legge le schede, le perfora con un ago nel punto in cui si trova la parola Eligo, e le inserisce in un filo, affinché possano essere più sicuramente conservate. Al termine della lettura dei nomi, i capi del filo vengono legati con un nodo e le schede così vengono messe in un recipiente o ad un lato della mensa».

Segue quindi la terza ed ultima fase, detta anche post-scrutinio. E comprende: il conteggio dei voti; il loro controllo; la bruciatura delle schede. «Gli Scrutatori fanno la somma di tutti i voti, che ciascuno ha riportato, e se nessuno ha raggiunto i due terzi dei voti in quella votazione, il Papa non è stato eletto».

unita.it

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